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Invalido muore soffocato dai bomboloni
Il cugino arrestato per omicidio volontario

29/10/2026 – Un’indagine condotta dai carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Reggio Emilia e coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci,  ha fatto luce sulla tragica scomparsa di un uomo di 74 anni con disabilità, deceduto lo scorso 27 giugno per asfissia all’interno della residenza sociosanitaria in cui alloggiava.

Ieri sera a tarda ora i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale reggiano, nei confronti del cugino della vittima, 76 anni, che ne curava anche la tutela legale.

Secondo l’impianto accusatorio, l’indagato avrebbe agito con premeditazione per impossessarsi dell’asse ereditario: pur essendo pienamente consapevole del grave quadro clinico del familiare — affetto da una severa forma di disfagia che gli imponeva una dieta esclusivamente liquida — gli avrebbe portato di nascosto, nello specifico dei bomboloni, causandone il fatale soffocamento. L’anziano è accusato di omicidio volontario premeditato.  

Come ricostruito dai militari coordinati dalla Procura della Repubblica, avrebbe approfittato del proprio ruolo di tutore legale e della momentanea distrazione del personale sanitario per introdurre di nascosto e somministrare cibo solido al cugino interdetto e non autosufficiente, causandone la morte per asfissia meccanica.

I fatti si sono verificati nella mattinata del 27 giugno scorso all’interno di una struttura socio-sanitaria residenziale comunale, di Asp Reggio Emilia.

Al termine di accurate indagini, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Reggio Emilia hanno identificato e raccolto a carico del cugino presunti gravi elementi di responsabilità.

La Procura della Repubblica di Reggio Emilia condividendo integralmente le risultanze investigative dei Carabinieri della Sezione Operativa emerse dai rilievi, dall’acquisizione della documentazione clinica, dalle testimonianze e dalle attività tecniche, ha richiesto l’applicazione di una misura cautelare.

Il Gip del Tribunale di reggiano ha quindi emesso nei confronti dell’indagato un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con divieto assoluto di comunicare con persone diverse dai conviventi e dai difensori.

Nella giornata odierna i Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Reggio Emilia hanno dato esecuzione al provvedimento, arrestando l’uomo poi ristretto presso la propria abitazione.

L’indagato è chiamato a rispondere della gravissima ipotesi di reato di omicidio volontario pluriaggravato: gli vengono contestate l’aggravante della premeditazione, l’abuso dei doveri e dei poteri inerenti alla funzione di tutore legale, l’aver commesso il fatto in danno di una persona con disabilità certificata ricoverata in una struttura assistenziale, nonché l’aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la pubblica e privata difesa (minorata difesa).

I FATTI NELLA RICOSTRUZIONE DEI CARABINIERI

L’attività investigativa ha permesso di far luce presuntivamente sulla tragica dinamica che ha portato al decesso dell’ospite della struttura.

La vittima, un uomo di 74 anni affetto anche da una marcata e progressiva disfagia (incapacità a deglutire cibi e liquidi), era sottoposta a un rigoroso Piano Assistenziale Individualizzato (P.A.I.) che prescriveva inderogabilmente una dieta frullata, fluida o semisolida, qualificata dal personale medico come vero e proprio presidio salvavita a seguito di reiterati e critici episodi di soffocamento verificatisi nei mesi precedenti.

L’indagato, nominato tutore legale della persona offesa sin dal 2009 e pienamente a conoscenza delle sue patologie, della sua patologica voracità e del divieto categorico di alimentarlo con cibi solidi — circostanze a lui illustrate e formalmente sottoscritte —, si è recato presso la struttura nella mattinata del 27 giugno scorso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell’Arma, l’uomo avrebbe introdotto di nascosto dolci solidi ( bomboloni) , eludendo consapevolmente i protocolli aziendali che imponevano di mostrare preventivamente qualunque alimento al personale e di esibirne il relativo scontrino.

Dopo aver lasciato i pasticcini nella disponibilità dell’assistito — incapace di gestire autonomamente masticazione e deglutizione — il 76enne si è allontanato verso la guardiola per mostrare alle operatrici socio-sanitarie la confezione di un rasoio elettrico destinato al parente.

L’allontanamento, avvenuto verso un’area distante circa quaranta metri e del tutto cieca rispetto al tavolino, ha distolto la vigilanza del personale sanitario e interrotto qualsiasi sorveglianza sulla vittima nel momento esatto in cui questa disponeva del cibo vietato.

Ingerito il cibo con la consueta voracità, la vittima è andata incontro a una repentina e massiva ostruzione respiratoria. L’indagato, avvedutosi che il cugino non riusciva più a respirare, non avrebbe dato immediatamente l’allarme: avrebbe dapprima acquistato una bevanda gassata al distributore tentando vanamente di fargliela bere per far scendere il boccone; solo in seguito ha richiamato l’attenzione delle infermiere con fare calmo, limitandosi a dire che a suo avviso il parente non stava bene e omettendo di riferire che aveva poco prima consumato dolci solidi.

Tale circostanza è stata comunicata soltanto dopo che l’infermiera ha riscontrato evidenti residui e briciole sugli indumenti del paziente.

Nonostante le tempestive manovre di Heimlich praticate sul posto e l’intervento d’urgenza dell’automedica del 118 — i cui sanitari hanno estratto dalla trachea molteplici agglomerati solidi delle dimensioni di noci — per l’uomo non c’è stato nulla da fare ed è deceduto per arresto cardiocircolatorio provocato dalla totale occlusione delle vie aeree. Gli accertamenti condotti dai Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Reggio Emilia hanno inoltre evidenziato – in via presuntiva – come l’episodio non fosse affatto frutto di una tragica disattenzione estemporanea, bensì il coronamento di una condotta premeditata e reiterata nel tempo, documentata da precedenti tentativi di recapitare paste e dolciumi sottraendoli ai controlli interni per sviare i sospetti. A delineare il contesto dell’azione delittuosa è emerso altresì il profilo patrimoniale: la vittima disponeva di un patrimonio mobiliare superiore a 300.000 euro e l’indagato figurava tra i coeredi legittimi. Le successive attività tecniche hanno infine documentato i tentativi dell’indagato di monitorare le dichiarazioni rese dai familiari agli inquirenti e di concordare versioni di comodo. Valutata la gravità indiziaria e la sussistenza delle esigenze cautelari legate al pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione, il GIP del Tribunale d Reggio Emilia, accogliendo le richieste della Procura reggiana, ha disposto la misura restrittiva degli arresti domiciliari, ritenuta idonea e proporzionata in relazione all’età del presunto autore del reato e allo stato di cristallizzazione del quadro probatorio. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

L’ASSESSORA RABITTI : DOLORE E AMAREZZA, IL NOSTRO SOSTEGNO A OPERTORI E PROFESSIONISTI DELLA ASP

“Esprimiamo vicinanza ad ASP, a tutti gli operatori e agli ospiti coinvolti, alla presidente Alessandra Medici e alla direttrice Nadia Manni per questa dolorosa vicenda”. Così l’assessora alla cura delle persone del Comune di Reggio Emilia Annalisa Rabitti, in merito alla morte di un disabile di 74 anni, ricoverato in u una stgruttura di Asp Reggio Emilia, che fa capo al Comune

“Di fronte a fatti tanto gravi e delicati, è fondamentale affidarsi con fiducia al lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, che stanno svolgendo gli accertamenti necessari per fare piena luce su quanto accaduto. Apprezziamo la collaborazione garantita da ASP alle autorità competenti sin dai primi momenti e ribadiamo il massimo rispetto per il percorso della giustizia, che dovrà accertare responsabilità e circostanze.

Al tempo stesso, desideriamo esprimere il nostro sostegno ai professionisti e agli operatori che ogni giorno si prendono cura delle persone più fragili con competenza, dedizione e umanità. Comprendiamo il profondo dolore e l’amarezza che questa vicenda ha generato e siamo convinti che il lavoro quotidiano di cura e assistenza svolto nelle nostre strutture rappresenti un patrimonio prezioso per l’intera comunità.La tutela delle persone fragili, la trasparenza e la ricerca della verità devono restare i principi che guidano tutti noi in questo momento”.

IL SIM CARABINIERI PROVINCIALE: PLAUSO AI COLLEGHI E ALLA PROCURA

“La segreteria Provinciale del SIM Carabinieri di Reggio Emilia esprime il proprio più vivo compiacimento e profonda ammirazione per la brillante e complessa attività d’indagine condotta dai colleghi della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Emilia. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di un 76enne, accusato del gravissimo reato di omicidio volontario pluriaggravato commesso ai danni del cugino disabile e interdetto, di cui era tutore legale. 

L’attività investigativa, svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Emilia , ha permesso di fare piena luce su una vicenda drammatica e inquietante, consumatasi all’interno di una struttura residenziale socio-sanitaria del capoluogo reggiano. Quello che a una prima e distratta lettura poteva apparire come un tragico evento accidentale è stato invece smascherato grazie alla straordinaria meticolosità, all’acume e alla caparbietà dei militari operanti: rilievi tecnici, approfondite analisi documentali e sanitarie, testimonianze incrociate e sofisticate attività d’indagine hanno consentito di raccogliere un solido quadro indiziario, portando alla contestazione della premeditazione e di plurime e odiose aggravanti, legate all’abuso del ruolo di tutela e alla minorata difesa della vittima. 

«Desideriamo rivolgere un sentito plauso ai colleghi della Sezione Operativa – sottolinea la Segreteria Provinciale di Reggio Emilia del SIM Carabinieri – che con encomiabile perizia investigativa e silenziosa abnegazione hanno operato giorno dopo giorno per ricostruire minuziosamente ogni tassello di una vicenda dolorosa. Il loro lavoro instancabile ha sventato il rischio che una morte causata con cinica determinazione restasse impunita o venisse archiviata come una fatale disattenzione. Un ringraziamento doveroso va anche alla Procura di Reggio Emilia, retta dal dott. Calogero Gaetano Paci, per la sinergia istituzionale, la tempestività d’azione e la costante sensibilità dimostrata nel valorizzare le risultanze investigative dell’Arma». 

La tutela delle fasce deboli e delle persone non autosufficienti rappresenta da sempre uno dei compiti più nobili e sentiti dell’Arma dei Carabinieri. L’esito di questa inchiesta ribadisce con forza come la professionalità, l’umanità e il rigore operativo delle donne e degli uomini in divisa costituiscano un baluardo imprescindibile per la legalità e la giustizia del nostro Paese.

Ai colleghi protagonisti di questa brillante operazione giungano i più sentiti complimenti di tutta la comunità del SIM Carabinieri”.

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