6/11/2026 – Un quadro spaventoso di violenze fisiche e psicologiche, consumate per sei lunghissimi anni nel chiuso delle mura, è emerso nell’ambito di un’attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato di Reggio Emilia.
Le indagini svolte dalla Squadra Mobile reggiana, coordinata dalla Procura della Repubblica reggiana d, hanno ricostruito una vicenda allucinante di maltrattamenti in ambito familiare, caratterizzata da ripetuti episodi di percosse, vessazioni, umiliazioni e comportamenti gravemente lesivi della dignità e dell’integrità psicofisica della vittima.
Sono numerose e documentate le violenze psicologiche e fisiche contestate ad un 41enne nigeriano, ora in carcere su ordine del giudice di Reggio Emilia, sulla moglie di 35 anni, anche lei nigeriana.
Particolarmente drammatico il racconto della donna in relazione alle gravidanze: secondo quanto riferito da lei stessa, in tre distinte occasioni le violenze fisiche e le percosse subite durante la relazione avrebbero provocato ben tre aborti.
Altro aspetto particolarmente doloroso della vicenda sul quale si sono concentrati gli approfondimenti investigativi è quanto accaduto nella notte di Capodanno 2026 quando il marito avrebbe abusato sessualmente di lei.
L’attività investigativa è stata avviata di recente solo dopo che la donna ha deciso di rompere il silenzio e rivolgersi alle Forze dell’Ordine per raccontare nel dettaglio le reiterate condotte violente che avrebbe subito nel corso degli anni da parte del marito.
L’indagine, sviluppata attraverso l’acquisizione delle dichiarazioni della persona offesa, l’escussione delle persone informate sui fatti e la raccolta della documentazione utile a ricostruire gli episodi denunciati, ha consentito di delineare un quadro indiziario in ordine alla sistematicità delle condotte e alla loro protrazione nel tempo.
Al termine degli accertamenti, la Procura della Repubblica ha chiesto ed ottenuto la custodia in carcere del marito nigeriano, provvedimento eseguito nel pomeriggio del 4 novembre dalla Squadra Mobile, che ha rintracciato il quarantunenne e lo ha accompagnato in carcere a Reggio Emilia.