DI CLAUDIO BASSI*
7/9/2026 – Questa mattina i cittadini reggiani hanno constatato, con enorme stupore, che oggi, vigilia della Festa della Madonna della Ghiara, in Corso Garibaldi e vie limitrofe erano già state rimosse le consuete bancarelle.
La Giareda, che si svolge intorno alla Basilica per la devozione dei Fedeli alla Regina di Reggio, oltre ad essere una consueta festa del Centro Storico, appartiene alla tradizione di tutta la Provincia di Reggio Emilia ed anche fuori provincia, come a Fivizzano ove pure è venerate la sacra Immagine.
La vista è apparsa desolante: per la prima volta, nella zona antistante la Basilica e vie limitrofe, da oltre cinquantanni non si vedeva uno scenario così triste.
Sparite le bancarelle che erano parte integrante della Festa e sparita la folla di Cittadini che passeggiavano lungo il Corso, così viene praticamente cancellata una delle più sentite e frequentate feste della Reggianità.
La Sagra della Giareda, se da un lato deve essere rinnovata, dall’altro lato deve pur sempre conservare rigorosamente le tradizioni perché il rischio di una “sparizione” della sagra è impellente.
Accanto alla finalità principale che è di ordine religioso, sarebbe auspicabile che diventasse una vetrina anche della nostre eccellenza sia gastronomiche che artigianali, per ricreare l’atmosfera tipica della Giareda che i Reggiani hanno sempre apprezzato.
Ecco perché parlo di una edizione della Giareda a mezzo servizio: la tradizione della Festa dei Reggiani non ha mai previsto queste limitazioni, queste soppressioni, perché una sagra inizia e termine con tutte le sue componenti essenziali.
A questo punto è doveroso chiedersi qual è stata la “ratio” di tale improvvida scelta. Certo è assolutamente necessario affollare il Centro Storico, ma la Giareda permane esclusivamente la Festa dei Reggiani in ossequio alla Beata Vergine alla quale moltissimi Reggiani sono legati.
Dunque auspico, per le prossimi edizioni, un concreto ritorno ai criteri sempre adottati e di conseguenza una Giareda “a Tempo pieno!
*consigliere comunale di Forza Italia
Uno più uno
08/09/2026 alle 07:27
Triste come la città.
Anzi..tristissima.