DI PIERLUIGI GHIGGINI
12/7/2026 – Il giorno 2 luglio Reggio Report ha ricevuto due video nei quali Paolo Bellini, condannato all’ergastolo per la strage di Bologna nel processo cosiddetto “ai mandanti” (peraltro tutti morti da anni), torna a rivendicare per sé l’eutanasia farmacologicamente assistita, come da richiesta inoltrata a suo tempo alla Regione Sardegna, che peraltro non ha mai risposto, perché “distrutto da decenni di massacro mediatico, politico, farmacologico e giudiziario“.
Bellini, che si firma sempre “Sacco e Vanzetti” – identificandosi nei due anarchici italiani che morirono innocenti sulla sedia elettrica negli Usa – e continua a proclamarsi innocente per la strage di Bologna, da un paio di mesi sta scontando a Padova la pena accessoria, chiaramente afflittiva, di un anno di isolamento carcerario.
In questo articolo pubblichiamo i due video così come sono arrivati, senza tagli nè manipolazioni.
Nel primo video, qui sotto, Bellini spiega le ragioni, taciute dai giornali, che lo fanno insistere nella richiesta di eutanasia, e declama il testo dell’ultimo esposto -enuncia inviato alle magistrature, al Csm e alla Commissione antimafia.
Parla di violazione dei diritti degli indagati (“su cui si potrebbero scrivere due libri“); e accusa inoltre l’ex moglie Maurizia Bonini di aver mentito su di lui con la Procura Generale e al processo di Bologna, citando come prove le conversazioni con Daniela e Marina Bellini intercettate dalla polizia giudiziaria nell’ambito del procedimento di Bologna.
Nel secondo video, qui sotto, Bellini accusa il figlio Guido Bonini di aver mentito ai magistrati delle Direzioni antimafia e di aver scritto, con l’aiuto di due giornalisti, un cumulo di falsità nel libro Il figlio del Male: “Non sei mai entrato al casinò di Venezia né con me né con tua madre“, “Hai inventato di sana pianta la “carbonara” con Gioé“, “Non sei mai stato con me a Pomponesco e a Viadana“, etc.
Afferma inoltre che l’aggressione subita in carcere a Uta (Cagliari) da parte di un detenuto nordafricano nascerebbe proprio da una bugia di Guido, sempre contenuta nel libro, secondo cui il padre avrebbe “sparato a degli extracomunitari“, mentre – afferma perentorio Bellini – “in quel periodo era in carcere, da cui sono uscito nel 1995 e subito portato in una località protetta, come da atti dei fascicoli processuali“.
Ma tutto questo si può ascoltare senza tagli né sintesi, nei due video che qui pubblichiamo.
PERCHE’ PUBBLICHIAMO I DUE VIDEO
Reggio Report ha deciso di pubblicare i due video indirizzati al direttore e girati da altre persone in carcere, perché riteniamo che Paolo Bellini, al quale sono state negate non poche prove a discarico, abbia diritto a far sentire la propria voce, tanto più che l’ex killer e collaboratore di giustizia sin dagli anni Novanta, nega da sempre qualsiasi coinvolgimento nella strage, e anzi sostenendo – come da memoriale-intervista video di 12 ore rilasciata a Gian Paolo Pelizzaro, Gabriele Paradisi e Pierluigi Ghiggini – di aver partecipato sia pure in posizione secondaria a un gruppo riservato, promosso dal segretario della Dc Flaminio Piccoli e guidato dal Procuratore Ugo Sisti, per la ricucitura del “lodo Moro” al fine di scongiurare gli attentati dello Fplp di Habbash in Italia.
Fatto di cui è prova l’incontro avvenuto nel febbraio 1980 all’albergo Lembo di Bologna fra Thomas Kram, inserito nel gruppo Separat del terrorista internazionale Carlos e che ritroveremo a Bologna la mattina della strage del 2 agosto, e Roberto Da Silva (alias Paolo Bellini). Un incontro su cui però la magistratura continua a non indagare.
Noi riteniamo – ed è la ragione principale per cui pubblichiamo i video – che Paolo Bellini sia stato condannato ingiustamente in processi indiziari e in larga misura congetturali, condizionati dalla pressione politica, e in cui si è arrivati a cancellare, in pieno processo d’appello, l’unica vera prova regina del procedimento, vale a dire l’ora segnata dall’orologio di una donna che esce dalla stazione dopo l’esplosione della bomba. Prova che scagiona Paolo Bellini senza ombra di dubbio.
Un processo in cui si è negato il confronto in aula fra l’imputato e la ex moglie e si sono negati gli esami antropometrici e persino medici per accertare con criteri scientifici se l’uomo ritratto nel filmino Polzer fosse o no Paolo Bellini.
Un processo in cui la ragion politica ha accecato la ricerca della verità.Verità che noi continueremo a invocare e a cercare, almeno sino a quando ne sarà data la possibilità. (Pierluigi Ghiggini)
Di seguito pubblichiamo il testo integrale dell’ultima lettera dal carcere di Padova, arrivata il 26 giugno al direttore di Reggio Report, cui Bellini riprende diversi temi dei due video, pervenuti alcuni giorni dopo.
Egr. direttore di Reggio Report,
vengo a Lei con questa mia, poichè la Gazzetta di Reggio dando la notizia dei miei esposti-denuncia di applicazione mancata di eutanasia farmacologicamente assistita – “autorizzata dalla regione Sardegna col silenzio assenso”, ha tenuto nascosto le motivazioni di tale mia richiesta
“Massacro politico giudiziario ovvero massacro terapeutico che mi perseguita dagli anni 70”.
Tutto documentato ! Come l’invenzione della Corte di Appello sent. “dogma mandanti strage di Bologna 2/8/1980 – Tutti morti che non potranno mai difendersi poiché morti”:
Infatti su questa ed altre fantsaie giudiziarie le Corti non sono state in grado di dimostrare con chiari elementi di prova se non “il sol perché lo diciamo noi”: a qualcuno piace giocare facile!
Una corte “terza” non è esonerata dal non provare con riscontri oggettivi . anche scientifici – quanto sentenziato “in fatto”.
Non sono elementi di “fatto” il forse, il può darsi, con ogni probabilità, si può congetturare…. ecc. ecc.
Il S.A.R.I. “Sistema Informatico Riconoscimento Immagini” ha detto la verità! Quel soggetto filmato da Polzer non è Bellini-Da Silva!
Perfino Bellini Maurizia intercettata: “Ho sbagliato a dire che ci assomiglia ma non è lui – non è lui”.
Vi allego fotogramma del soggetto filmato da Polzer e fotografia di Bellini/Da Silva come da foglio di soggiorno 1980 ecc. come anche visivamente i due differiscono come basterebbe “l’attaccatura del naso al frontalizio”.
Hanno rifiutato tutti: “gip”, “gup”, “primo grado”, “appello”.
“No” alla perizia antropometrica per “paura” che avrebbe confermato il S.A.R.I. = “No Bellini”, S.A.R.I. chiesto dalla Procura Generale sul cui risultato facevano affidamento. Altrimenti perché chiederlo?
La Gazzetta di Reggio è silente sulle motivazioni della richiesta dell’eutanasia farmacologicamente assistita, altrimenti dovrebbe anche spiegare che iol libro di Bonini Guido è stato scritto a casa di Bonini Maurizia. autori due cronisti della Gazzetta di Reggio, Evaristo Sparvieri e Tiziano Soresina.
Non perchè lo dico io, ma lo ha dichiarato Bonini Guido ai magistrati D.D.A. di Firenze e Caltanissetta, e D.N.A. di Roma al dott. francesco Del Bene!
Dove (Bonini Guido) ha confermato tutte le bugie, depistaggi, calunnie ecc. scritte nel libro “Il figlio del male”, libro scritto “per adesso a 6 mani” dal trio “B-S-S” Bonini-Sparvieri-Soresina!
Libro scritto, letto, corretto, programmato come depistante, influencer mediatico politico – giudiziario. Anche al direttore della Gazzetta piace giocare facile?
Le notizia non vanno annacquate altrimenti si tratta di….
Su “Lettera aperta a Bonini Guido” una piccola parte delle menzogne-calunnie fatte ai magistrati da Bonini Guido ma riproposte nel libro scritto da Bonini-Sparvieri-Soresina (B-S-S).!
I “bugiardoni” – influencer mediatici politico giudiziario. Libro pubblicato a ridosso del processo d’appello “dogma mandanti tutti morti” che se letto dalla Corte potevano esserne rimasti influenzati!
Libro pieno di bugie-calunnie-depistaggi come i capitoli
Calunnie? Diffamazioni? Depistaggio? O anche queste le cataloghiamo “bugie dette a fin di bene” ?
Il direttore della Gazzetta di Reggio dovrebbe chiedersi “come mai i Bonini non vogliono fare il D.N.A. di fratellanza fra Guido Bonini e Silvia Bonini?”. In aula Blonini Maurizia lo ha gridato: “Lo puoi fare anche domani mattina!” furbescamente sapendo che per legge io non posso chiederlo. Sollecitate a farlo rimane un tabù! Mi volete lasciar morire cristianamente se uno sì o uno no – se tutti e due Sì oppure tutti e due No!
Bonini Maurizia non è “suor Maurizia dal Capriolo”. Nel 2006 in tempi non sospetti presentai richiesta di annulla mento matrimonio religioso (12-10-2026) proprio in funzione della sua confessione fattami nel 2000 Anno Santo – fattami a Roma Rebibbia a dicembre 2000 che Silvia poteva essere figlia di un altro…
Leggetevi il verbale del 1° Novembre 1975… verbale rifiutato dalla Corte di Appello!
La Bonini a 19 anni sapeva depistare,eccome… L’ha fatto!
Firmato: Sacco Vanzetti italiano, Paolo Bellini Padova 22 – 6 – 2026
GIOVAN BATTISTA PADERNI
14/07/2026 alle 19:08
Perché non lo accontentano?