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80° Liberazione: qualcuno si ricorda di Giorgio Morelli
Focus sul Solitario e i cattolici nella Resistenza, con Marta Busani e Carrattieri Sala hotel Posta, martedì 4 marzo ore 21

2/3/2025 – Nella sconfinata bibliografia nel Nord Italia, ed in particolare in Emilia, tra l’armistizio del ’43 e i primi anni che seguirono la Liberazione del ’45 – bibliografia troppo spesso reticente sulla sanguinosa guerra civile continuata dopo il 25 Aprile – si inserisce con pieno merito il libro ‘Giorgio Morelli “Il Solitario” – Storia di un giornalista partigiano’, di Marta Busani, ricercatrice in Storia contemporanea presso l’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Di questo libro, e non solo, si parlerà martedì 4 marzo, in una smemoratissima Reggio Emilia, nel corso si un incontro su “Giorgio Morelli, i cattolici e la resistenza, storia di un giornalista partigiano”in programma martedì 4 marzo 2025, ore 21, alla Sala del Capitano del Popolo (Hotel Posta, Piazza del Monte 2). Presente l’autrice Marta Busani in dialogo con Mirco Carrattieri, storico e responsabile scientifico di Liberation Route Italia.

L’iniziativa è del Centro culturale “Blaise Pascal”, in collaborazione col Comitato Amici di Rolando Rivi e l’Associazione Città di Reggio.

In questo modo, nell’ottantesimo anniversario della Liberazione, il Blaise Pascal vuole “approfondire il legame tra Cattolici e Resistenza e l’importanza di conoscere il valore di tale rapporto per noi oggi, nonostante la scarsa attenzione riservata, negli anni, alla figura di Morelli e alla resistenza cattolica”.

Il libro di Marta Busani restituisce la potente carica ideale che consentì al giovane giornalista di combattere con lo stesso vigore sia la dittatura nazifascista fino alla Liberazione sia le epurazioni e gli assassinii operati da frange di partigiani garibaldini negli anni immediatamente successivi. La solida formazione cattolica di Giorgio Morelli costituisce il terreno fertile sul quale matura la coscienza dell’adesione al movimento partigiano nelle file delle Fiamme Verdi: nei suoi scritti troviamo un fortissimo accento patriottico, caratterizzato dalla volontà di vedere risorgere il Paese sulla base di nuovi valori di convivenza civile basata sulla libertà, sulla democrazia e sulla giustizia sociale.

Vale la pena ricordare che Giorgio Morelli e Eugenio Corezzola fondarono La Penna, giornale dei partigiani delle Fiamme Verdi, diventato La Nuova Penna dopo Liberazione, dove il giovanissimo Solitario denunciò con inchieste memorabili l’ondata di stragi e delitti politici orchestrata dall’Anpi e dal Pci di cui si macchiarono i partigiani comunisti nel reggiano: una macelleria (solo a Castelnovo Sotto, in due notti furono trucidate 70 persone) su cui furono costruite molto rispettabili carriere.

La Penna fu perseguitata sino alla chiusura e lo stesso Morelli scampò a un attentato nel gennaio 1946: gli spararono contro sei pallottole e una gli perforò un polmone. Morì in sanatorio ad Arco di Trento il 9 agosto 1947: aveva 21 anni.

“Soffermarsi attualmente sulla figura di Giorgio Morelli e della resistenza dei cattolici – scrive il Centro culturale Pascal – è un’occasione per riprendere le ragioni che hanno sostenuto il sacrificio di molti per difendere la libertà nella prima metà del secolo scorso, mettendo in risalto il ruolo decisivo avuto da tanti cattolici nello sviluppo degli eventi di quegli anni”.





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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    02/03/2025 alle 18:44

    Finalmente un evento per ricordare Giorgio Morelli “Il Solitario”, giornalista e partigiano cattolico delle “Fiamme Verdi”.
    In quegli anni diversi articoli furono pubblicati su il periodico “La Nuova Penna”, a firma del “Solitario” per fare luce sui gravi fatti compiuti dai partigiani comunisti, in particolare sulle uccisioni dell’amico Mario Simonazzi “Azor”, vicecomandante della 76° Brigata Sap, di Anselmo Menozzi “Paolo” e Piero Cipriani “Aldo”: una “Porzus” reggiana!

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