Il Comune di Reggio giudicherà il tasso di antifascismo
dei cittadini, ma così comincia la notte della democrazia

di Pierluigi Ghiggini

12/3/2018 – Da oggi nel comune di Reggio Emilia è ufficialmente in vigore il “patentino antifascista”. Di più: l’uso degli spazi pubblici, i patrocini e i contributi di qualunque natura verranno negati  a coloro  i quali “non garantiscono  di rispettare i valori della Costituzione, professando e praticando comportamenti fascisti, che si richiamino all’ideologia fascista” e che inoltre “esibiscano e pratichino forme di discriminazioni razziale, etnica, religiosa o sessuale”. In sostanza, chi vorrà utilizzare uno spazio pubblico dovrà sottoscrivere un’acconcia dichiarazione di antifascismo, antisessismo e di non aver nulla in contrario all’Islam.

Questa è la sostanza del documento approvato oggi dal Consiglio comunale di Reggio Emilia su iniziativa del consigliere Pd De Lucia (proprio il consigliere che si è fatto un nome per la particolare violenza verbale e il settarismo di cui da sfoggio nel web, dall’insulto al vescovo Camisasca quale “fomentatore di odio” sino a Giorgia Meloni raffigurata in un fotomontaggio a piazzale Loreto con i cadaveri di Mussolini e Claretta Petacci a testa in giù) approvato con 21 voti favorevoli del Pd, di LeU e 5 Stelle, e 4 contrari: Cesare Bellentani e  Cinzia Rubertelli di Alleanza Civica, Roberta Rigon di Fratelli d’italia e l’avvocato Claudio Bassi di Forza Italia, che comunque non ha preso la parola).

Il consigliere Pd Dario De Lucia (foto da Facebook)

Il consigliere Pd Dario De Lucia (foto da Facebook)

Il principio basilare, ribadito da De Lucia e dal capogruppo Pd Capelli sarebbe il diritto di essere “intolleranti con gli intolleranti”: gli è stato fatto notare inutilmente che gli intolleranti, quelli che vanno a pestare i poliziotti nelle piazze e impediscono i comizi sgraditi, in questa fase storica sono proprio a sinistra. Alessandra Guatteri, capogruppo 5 Stelle, pur esprimendo un convinto voto antifascista, ha sottolineato che il post di De Lucia su facebook è  un post “fascista” da far rabbrividire. Ancora più severe le considerazioni di Rubertelli, secondo cui il documento non doveva essere presentato proprio da De Lucia, autore di un post vergognoso e inaccettabile, di propaganda di bassissima lega.

Tant’è: la bestia nera è Casa Pound, nemico criminale da abbattere. IlIl fascis è alle porte e per questo ogni strappo alla democrazia verrà consentito.

Roberta Rigon

Roberta Rigon

Durissime le considerazioni di Roberta Rigon, secondo cui siamo di fronte a una “legge – bavaglio”, fatta apposta per sopprimere le opposizioni, “un documento incostituzionale” col quale potrà essere colpita qualsiasi persona con idee che non vanno a genio alla sinistra. “Io non prendo lezioni di democrazia da nessuno – ha detto Rigon – soprattutto da chi va a lezione dei terroristi che non si sono pentiti (il riferimento è all’intervento di Tonino Paroli alla manifestazione di Aq16 nel giorno della Memoria) o da chi va a gettare bombe nelle strade”.

In effetti, il documento è inquietante perché, anche a voler sorvolare sul fatto che esistono norme di legge e procedure per perseguire le formazioni di tipo fascista e che agiscono contro la democrazia, con essa l’amministrazione comunale e una sinistra reggiana particolarmente settaria si arrogano il diritto di stabilire a piacimento chi pratica presunte discriminazioni razziali, etniche, religiose o sessuali. Così un movimento contrario alle effusioni in pubblico tra omosessuali, a Reggio Emilia potrebbe essere perseguito e discriminato, così come quelli che oseranno chiedere la dispersione dei capannelli di nigeriani di fronte alla stazione, dove notoriamente si spaccia droga.

Il caso del circolo Arci, in cui officia sempre De Lucia, che ha revocato un dibattito pubblico perché tra i relatori c’era Roberto Mirabile, un democratico considerato “indesiderabile” dai sinistri reggiani, la dice lunga dove si andrà a sbattere. Siamo ai prodromi di una notte della democrazia.

In definitiva, per incrementare il tasso di antifascismo, anzichè una sana battaglia culturale, la sinistra reggiana è scivolata consapevolmente nel piano inclinato di un provvedimento di tipo fascista o, se si preferisce, di veterocomunismo alla sovietica. La stessa sinistra che ha ancora le mani sporche di sangue dei delitti del dopoguerra e ancora, salvo casi lodevoli e sporadici, non se l’è  lavate, a cominciare dall’Anpi che continua a macchiarsi di negazionismo. Ma questa è la città delle persone, di Delrio, di Alberto Melloni e di De Lucia,  del nuovo autoritarismo in salsa dossettiana che ha fatto fuori la tolleranza popperiana e lo spirito riformista. E non possiamo farci niente, almeno sino alle prossime elezioni.

Pierluigi Ghiggini

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9 risposte a Il Comune di Reggio giudicherà il tasso di antifascismo
dei cittadini, ma così comincia la notte della democrazia

  1. Paloma Rispondi

    12/03/2018 alle 21:54

    Non è che ostentando l’ antifascismo la mafia e certi massoni smettono di spartirsi l’ Italia! Magari bastasse quello!

  2. Ivaldo Casali Rispondi

    13/03/2018 alle 12:42

    Il fascismo rosso degli “antifascisti” alla riscossa “democratica”!

  3. aldo dessi Rispondi

    13/03/2018 alle 12:52

    Un avvocato con le palle che li denunci?

  4. Milena Rispondi

    13/03/2018 alle 18:40

    DeLucia il prossimo intelligentone che con fare “fascista” troveremo presto ai piani alti della politica?! Siamo messi bene! Vergognati! Mi stupisco ci siano delle persone che “ti hanno messo lì”. Presto non saremo più liberi di professare le nostre opinioni liberamente, continuiamo a mettere schemi, regole, a voler definire e dare un significato alle idee.. mi sembra mooooolto fascista questo modo di governare!

  5. Paolo Pavarini Rispondi

    14/03/2018 alle 08:00

    La,foto del Sig. De Lucia parla da sola, povera Italia.

    • Luca Rispondi

      14/03/2018 alle 16:47

      Sono allibito …ma in che citta’ di m…. viviamo?

  6. Luca Rispondi

    14/03/2018 alle 16:47

    Senza parole. Pensare che una persona come De Lucia venga presa sul serio da qualcuno in comune mi fa venire la pelle d’oca.

  7. L'Eretico Rispondi

    14/03/2018 alle 22:27

    Fuori dal tempo. Il fascismo non deve esistere ma neppure chi propone mozioni di questo tipo: si pone allo stesso livello. Mi meraviglio che faccia una mozione e che la votino pure! Non hanno di meglio da fare? De Lucia è letteralmente vergognoso.

  8. Ivaldo Casali Rispondi

    15/03/2018 alle 10:07

    L’ultima trovata degli “antifascisti” moderni: Il “patentino antifascista”!
    L’antifascismo (quello vero!), ha scritto Marcello Veneziani, “fu cosa seria e nobile ai tempi del fascismo, quando c’era un regime imperante e ci voleva coraggio e onestà per sottrarti alla dittatura, ci voleva senso dell’onore per rifiutare di allinearti e giurare fedeltà. Ma questo antifascismo postumo e posticcio, usato da posizioni di potere, in assenza ormai secolare del fascismo, ormai morto e sepolto; questo antifascismo diventato un mestiere travestito da missione, una speculazione mascherata da rieducazione, è roba da vigliacchi e da mascalzoni”.

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