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Le coop rosse , i soldi al partito
e lo “scudo” di Mani Pulite
Le rivelazioni di Pellegrino sconvolgono Reggio

DI PIERLUIGI GHIGGINI

3/6/2024 – “Tutti i partiti godevano di finanziamenti irregolari“. Anche il Movimento Sociale italiano e anche il Pci, poi Pds. Ma, c’è un ma: “Apparentemente il mio partito non prendeva soldi. Però nella cordata vincitrice di ogni appalto c’era sempre una cooperativa rossa con una percentuale di lavori. Dal 10 al 15%”. Ad affermarlo senza incertezze né condizionali di comodo è Giovanni Pellegrino, avvocato di punta del Partito Comunista Italiano e autorevole senatore dal 1990 al 2001 dello stesso partito, poi Pds con la svolta della Bolognina di Occhetto, in un’intervista rilasciata a Francesco Verderami sul Corriere della Sera a oltre 30 anni da Mani Pulite.

Non un agit prop prezzolato dalla destra, bensì un giurista di primo piano del “partito” che di quelle vicende, anche le più segrete, sapeva proprio tutto: come rileva Il Riformista – ora diretto da Claudio Velardi – “Pellegrino è uno dei testimoni diretti di ciò che successe nei palazzi del potere in quegli anni, visto che era presidente della Giunta per le immunità al Senato nel 1992″.

Le principali indiziate, vadassè, sono le cooperative della via Emilia, e tra esse le più sollecite e generose erano quelle di Reggio: un impero che prima di finire a gambe all’aria, forse anche a causa dell’ingordigia della politica, aveva dettato legge per decenni non soltanto nel giardino di casa, ma anche a Roma.

Che le cooperative finanziassero le casse sempre piangenti del Pci è cosa arcinota a tutti, in special modo ai reggiani. Perchè le grandi cooperative “rosse” erano cresciute a dismisura in un rapporto simbiotico col “partito”, grazie alle gare d’appalto vinte in tutto il Paese, a quanto pare col dovuto corredo di polpette e polpettoni.

Un’orgia di appalti talmente indigesta da risultare insostenibile sino a rivelarsi letale per le grandi coop targate Lega, collassate una dietro l’altra – a partire dal crac Reggiolo – in un oceano di debiti degno del Pil di un Paese africano. Per tacere dei prestiti sociali evaporati e delle migliaia di famiglie, che si erano fidate, sul lastrico.

La grassa Emilia era la dispensa alla quale il partito attingeva con la complicità o quanto meno il silenzio di un intero sistema economico.

Manifestazione dei disoccupati Unieco sotto il Comune

Il compianto Vincenzo Bertolini, che prima di diventare segretario provinciale del Pci reggiano, fu vicepresidente di Federcoop, con la lucidità e il disincanto politico che lo collocavano una spanna sopra tutti gli altri dirigenti di ascendenza Pci, spiegò nei dettagli il meccanismo della spartizione tra i partiti di sinistra: tutto avveniva in riunioni bisettimanali con i segretari dei partiti destinatari dei finanziamenti, altrimenti dette tangenti, dove si preparavano le valigette zeppe di contanti che il giorno dopo veniva portate a Roma, destinazione il Bottegone prima e il loft dopo, dai fenicotteri di turno (in genere irreprensibili commercialisti).

Tutti sapevano, e tacevano. Ma quando il dirigente Unieco Nino Tagliavini – che portò di persona 370 milioni di lire alle Botteghe Oscure, e al quale Mauro Del Bue dedicò persino una ballata – rivelò alla Procura l’esistenza di un fondo nero in libretti al portatore per miliardi e miliardi, la faccenda finì opportunamente archiviata in istruttoria.

Fu quello, almeno a Reggio Emilia, lo snodo-chiave del trattamento privilegiato di cui ha goduto senza soluzione di continuità il Pci-Pds-Dc-Pd e che si è spinto sino alla cintura di protezione garantita agli esponenti piddini, fra questi l’ex sindaco ed ex ministro Delrio, nel processo Aemilia: si veda in proposito la relazione scritta dell’ex pm Pennisi tuttora secretata dal ministro Nordio, ma pubblicata con coraggio e preveggenza dal compianto Giovanni Paolo Bernini in “Colpo al Sistema”, e rilanciata virgola per virgola da Reggio Report.

Andiamo avanti. Nell’intervista al Corsera, Pellegrino fornisce altri dettagli non meno rilevanti. Ad esempio di un colloquio con Massimo d’Alema, col quale Pellegrino stesso chiese di parlare nella primavera del 1993 causa l’emergere di timori sul coinvolgimento del Pci nell’inchiesta Mani Pulite.

“D’ Alema mi concesse un incontro, ma dopo pochi minuti mi zittì: “Come al solito voi avvocati siete contro i pubblici ministeri. Volete capirlo che questi di Milano stanno facendo una rivoluzione? E le rivoluzioni si sono sempre fatte con le ghigliottine e i plotoni di esecuzione. Perciò cosa vuoi che sia qualche avviso di garanzia o qualche mandato di cattura di troppo… Eppoi Luciano mi ha detto che possiamo stare tranquilli, perché Mani Pulite non se la prenderà con noi…”.

Massimo D’Alema

Si riferiva a  Luciano Violante, “chi altri?”.  “Violante – dice oggi Pellegrino – era la voce della magistratura nel partito”. Tuttavia D’ Alema non aveva stima delle “varie corporazioni giudiziarie” e i suoi dubbi sulla linea giustizialista di “Luciano” diventarono evidenti quando arrivò la prima richiesta di autorizzazione a procedere contro Marcello Stefanini, che era il tesoriere del PD.

Nondimeno la profezia dell’allora “Baffino” si è avverata e continua a vivere.

Le rivelazioni dell’ex senatore permettono oggi illuminare l’ avvenuto insabbiamento delle notizie di reato inviate in Procura dal tenente colonnello Boccia (comandante del nucleo investigativo dei Carabinieri di Reggio Emilia sino al 2013) a proposito dell’operazione di vendita – una gara senza concorrenti – dell’area ex casello A1 alla Immobiliare Nord Est, di cui all’epoca era presidente dei sindaci revisori Luca Vecchi, al tempo stesso capogruppo del Pd in Sala del Tricolore e poi sindaco per dieci anni di Reggio Emilia; e sulla “guerra” degli indici edilizi intorno all’area delle Fiere, con la centro quella Sofiser controllata sempre dal “partito” (chi altri?) e finita in fallimento con una montagna di debiti occultata attraverso le rivalutazioni di bilancio.

E ancora il famoso rapporto Aisi relativo a certe operazioni urbanistiche del Comune di Reggio, rapporto che finì in un cassetto del dottor Mescolini alla Dda di Bologna. O sul perché la magistratura inquirente non ficcò il naso nel clamoroso crac Cmr, in particolare nelle vendite dei cespiti avvenute in zona Cesarini, nei soldi raccolti tra i soci quando già la sorte della cooperativa-mamma era segnata, e sulle false comunicazioni societarie.

Manila Maffei

A proposito, che fine ha fatto l’esposto penale di 130 prestatori traditi promosso due anni fa da Manila Maffei, oggi candidata a Reggiolo contro Angeli del centro-sinistra?

Potremmo andare avanti per molto, ma fermiamoci qui.

Anche perché le conclusioni dell’ex senatore Pellegrino del Pd appaiono veramente difficili da digerire, nella loro chiarezza.

Antonio Di Pietro – si legge nell’intervista – ambiva a diventare Presidente del Consiglio, ma la Procura di Brescia lo fermò. “Se penso a quegli anni mi viene da piangere – afferma l’ex senatore – Mani Pulite non realizzò il suo disegno ma distrusse il sistema dei partiti. Avevo stima dei magistrati di Milano, Borrelli li guidava benissimo. Ma il loro principio, che si basava sul primato del potere giudiziario, era in contrasto con il disegno costituzionale”.

Sono rivelazioni che arrivano trent’anni dopo, con l’intermezzo di vent’anni di guerra civile per annichilire, dopo i socialisti e la Dc, il centro destra guidato da Berlusconi.

Non a caso il processo Aemilia ha colpito in modo infame per sette interminabili anni il leader reggiano del Popolo della Libertà che non aveva mai firmato una concessione edilizia o un appalto . E non a caso la sinistra ha fatto fuoco e fiamme per avere in Procura il dottor Marco Mescolini “perchè Reggio è importante per tutto”.

La storia politica e giudiziaria di questi trent’anni è tutta da riscrivere, anche a Reggio.

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10 risposte a Le coop rosse , i soldi al partito
e lo “scudo” di Mani Pulite
Le rivelazioni di Pellegrino sconvolgono Reggio

  1. Guido Rispondi

    04/06/2024 alle 08:48

    Sono certo che anche i migliori con l’avvicinarsi della fine, abbiano la presunzione di passare a miglior vita con la coscienza in regola!!!!!!!! CHE FABBRICA DI PORCHERIE!!!!! Guido

    • V per vendetta! Rispondi

      04/06/2024 alle 15:30

      Sergio Bertani (dirigente CMR) diceva di aver scritto un diario sulle vicende CMR, è morto senza alleggerirsi la coscienza. Alberto Rebuzzi (Presidente CMR) è diventato invece un autore, ma non scrive delle sue malefatte, di è dato ai romanzi. Ildo Cigarini altro noto intellettuale, così come Sergio Nasi. Tutti più attenti ad appesantire il portafogli che non ad alleggerirsi la coscienza, sempre che ne abbiano una, contano che Caronte li traghetti comunque sull’altra riva.
      Più che nella giustizia divina conterei su quella terrena; visto che grazie a questo articolo abbiamo potuto appurare che la magistratura veniva smorzata non ci rimane altro che contare su qualcuno che gliela farà comunque pagare cara questa sfacciata insolenza riguardante il risparmio tradito. Su 2500 soci vuoi mai che non abbiano pestato i piedi a quello sbagliato?

  2. Leccornie avariate Rispondi

    04/06/2024 alle 11:10

    Li rivoteranno ?
    I gusti sono gusti disse un tale mangiando la sua merda.

  3. Federico Braglia Rispondi

    04/06/2024 alle 13:54

    Mi ricordo che il compianto Eolo Biagini aveva composto una canzone ironica che parlava di tangentopoli. Iniziava con: Com’era bello prender la tangente e ancor più bello farsela portar, era una pacchia non rischiavi niente, facevan la fila per ppagar.

  4. Socio prestatore CMR Rispondi

    04/06/2024 alle 14:59

    A Reggiolo si continuerà a votare col paraocchi e paraorecchie, non c’è modo di scalzare un sindaco al terzo mandato che si è insediato dopo il crack CMR aumentando addirittura i voti rispetto il sindaco uscente alle elezioni 2014 della stessa compagine politica e con ex sindaco Panizza autoproclamatosi presidente del comitato soci prestatori. Quindi questi porci orwelliani sono abituati a suonarsela e cantarsela, i panni sporchi se li lavano in casa, sono autoreferenziali, ipocriti fino al midollo. Hanno potuto per anni fare i loro porci comodi alla luce del sole, questo perché cooperativa aveva una valenza sociale, quindi a loro è stato consentito di agire oltre al limite della legalità senza che nessuno gli mettesse i bastoni tra le ruote, col benestare della magistratura che ha sempre chiuso un occhio nella loro direzione.
    La cosa assurda è che anche dopo le vicende dei prestiti sociali evaporati la loro base elettorale non ha ceduto, sono riusciti nell’impresa di derubare i loro elettori mantenendone la più completa fiducia. Cornuti e contenti, addirittura riconoscenti!
    Qui siamo ben oltre al masochismo; mi chiedo come si fa a rimanere fedeli a chi ti ha raggirato prosciugandoti i risparmi di una vita?
    A Reggiolo, comune CMR, dove sono quei votanti delle 2500 famiglie raggirate? Perché continuano a votare chi è coinvolto nel loro risparmio tradito?
    Cos’altro gli devono fare prima che aprano gli occhi?

  5. Simon Rispondi

    04/06/2024 alle 16:10

    Non hanno mai indagato sugli appalti di Iren Ambiente.

    • Socio prestatore CMR Rispondi

      04/06/2024 alle 18:33

      Se già nelle intercettazioni durante i lavori dell’alta velocità dei dirigenti
      Coopsette oltre che corrompere per gli appalti legati appunto all’alta velocità già prendevano accordi per i futuri appalti, che ancor oggi non sono partiti, riguardanti la Cispadana!
      Ci rendiamo conto che per quanto riguarda gli appalti la corruzione ormai è sistemica? Non può esserci appalto senza polpetta, dove ci sono milioni di euro la corruzione è una certezza.

      • Elezioni Rispondi

        04/06/2024 alle 21:52

        Certo. L’ importante e’ eseguire i lavori in maniera corretta. La polpetta ci sta. Ma se esempio Unieco fosse rimasta in vita…… Troppe ipocrisie tra eletti. I cittadini lavorano per le proprie esigenze. Che sistemino le infrastrutture, Autostrade etc. Per un Paese piu’ moderno. Certo, 2 miliardi per 60 km. Pero’ e’ la prassi con creste enormi.

  6. La fresca Rispondi

    05/06/2024 alle 07:39

    Ma li avete letti gli elenchi dei possibili eletti a Rèz??? Il battaglione Brancaleone si sta già sfregando le mani nel portafoglione!!

  7. Cristiana Marchisio Rispondi

    08/06/2024 alle 13:31

    Si può solo piangere, che tempo sprecato

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