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Il diktat razziale e il disastro Reggio Children
Tutti zitti un bel niente “Mai avrei immaginato tanta falsità e arroganza di sindaco e assessori”

20/10/2026 – L’ordine del partito è “zitti tutti” che passa la bufera. Ma non passa proprio un bel niente. Nulla e nessuno potranno mettere a tacere la vicenda di cui si è resa protagonista Reggio Children.

E cosa fanno gli amministratori, sindaco Massari in testa, per uscire da questo guaio internazionale? Niente. Qualche foto in mezzo a bambini felici, qualche ricordo con la principessa Kate e per loro è tutto a posto.

L’assessore Marwa Mahmoud è salva, il sindaco farà un viaggetto negli States con la presidente di Reggio Children Maddalena Tedeschi al seguito, o viceversa, e tutto finirà. Come è finito il Polo della Moda, come è finita la stagione dei concerti alla RCF Arena, come è finita la gestione del park Zucchi, come è finita l’occupazione abusiva dello stabile di proprietà del Comune, quindi dei cittadini, da parte di AQ16.

Vale a dire con la consueta perdita di soldi, tanti soldi, dei cittadini e con una città che cerca faticosamente di sopravvivere sulle proprie macerie. Soldi con i quali si potrebbero fare tante cose per fare tornare a risplendere la nostra città, ormai grigia, sporca e desertificata.

Prima di entrare in Consiglio comunale non avrei mai immaginato tanta falsità e tanta arroganza di sindaco e assessori verso coloro che cercano di fare del proprio meglio per far rinascere questa città. Ma questo è ciò che gli elettori hanno voluto e votato.

La difesa incondizionata di amministratori che prima si mostrano incompetenti poi addirittura si prendono gioco delle opposizioni e prima ancora dei cittadini è ciò che di peggio potevamo aspettarci.

C’è un filo rosso che lega tutto questo, dalla sciagurata cerimonia con la Albanese fino alla figuraccia mondiale di Reggio Children.

Un filo che non si spezza, protetto da propaganda e mistificazioni orchestrate nelle buie stanze del PD e che attecchiscono facilmente in questa città.

La nostra voce non si distingue per urla e proclami, ma per la richiesta ferma e determinata del rispetto dei cittadini e delle regole. E da qui non ci muoviamo.

(Giovanni Tarquini, capogruppo Lista civica per Reggio)

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Una risposta a 1

  1. Belzebù Rispondi

    21/10/2026 alle 09:18

    Ma quale rispetto…

    Non conoscono vergogna e ci hanno costruito un impero.

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