12/10/2026 – E’ iniziata questa mattina la visita di studio a Reggio Children la visita dei 25 insegnanti ed educatori provenienti da Israele, arrivati a Reggio Emilia nella giornata di ieri.
Nel timore di possibili contestazioni e/o violenze, la delegazione è stata accompagnata dalla polizia al al Centro internazionale Loris Malaguzzi dove si svolgono le attività. All’esterno della struttura è presente una pattuglia con agenti in divisa.
È invece rinviata la visita del gruppo di insegnanti delle “scuole ebraiche” statunitensi, che non si sono piegati alla dichiarazione politica contro il governo israeliano imposta dall’assessora Mahmoud.
E comunque a Reggio Children è già in atto uno sbarramento politico-ideologico che ha preso forma con la “Carta” per un’educazione democratica e partecipata , obbrobrio di terminologia veterosovietica (almeno nel titolo) e che comunque fa a cazzotti, intrinsecamente e senza rimedio, con quella pedagogia dei cento linguaggi di Malaguzzi che mette al centro il bambino e le sue potenzialità, non certo ideologie e convinzioni politiche, men che meno a sfondo razziale ed etnico.
La tempesta scatenata dal diktat Mahmoud di cui si parla in tutto il mondo e che ha provocato la reazione sdegnata della Comunità ebraica di Milano, con la richiesta di dimissioni della Giunta Massari, da parte del presidente Meghnagi, arriva oggi in Sala del Tricolore.
Il gruppo di Reggio Civica (Tarquini e Migale) ah presentato due odg urgenti.
Il primo ha come oggetto la richiesta di revoca delle deleghe (dimissioni) all’assessore alle Politiche educative e interculturali Marwa Mahmoud, “a tutela dell’immagine della città e dell’istituzione Reggio Children“.
Il secondo Odg urgente, primo firmatario l’avv. Carmine Migale, riguarda l’istituzione dell’Osservatorio comunale sull’antisemitismo del Comune di Reggio Emilia.
Si apprende anche della presentazione di un odg urgente anche da parte del gruppo di Fratelli d’Italia, che chiede al sindaco e all’assessora Mahmoud di riferire urgentemente in Consiglio comunale, di rendere disponibili gli atti pertinenti e di avviare un’interlocuzione con la Comunità ebraica di Milano e con i rappresentanti della delegazione statunitense che ha rifiutaatom di firmare il diktat politico. L’ordine del giorno sollecita anche una valutazione delle responsabilità politiche e delle conseguenze reputazionali per la città e per Reggio Children.
SALATI (LEGA): “DISCRIMINAZIONE INACCETTABILE, CONTRASTARE L’ANTISEMITISMO SENZA AMBIGUITA'”
La rinuncia della delegazione di insegnanti ebrei americani alla visita a Reggio Children a causa della richiesta di sottoscrizione di documenti o di assumere posizioni sul conflitto israelo-palestinese per partecipare a iniziative educative, è un fatto grave che richiede risposte immediate. Se confermate, richieste fondate sull’identità ebraica o sulle convinzioni personali di un partecipante costituirebbero una discriminazione inaccettabile».
Lo dichiara Roberto Salati, segretario provinciale della Lega di Reggio Emilia.
«Scuola, formazione e progetti educativi devono garantire confronto, inclusione e libertà. Nessuno può essere costretto a giustificare la propria identità o a sottoscrivere dichiarazioni politiche per poter partecipare. L’antisemitismo va contrastato senza ambiguità e senza doppi standard».
Salati chiede piena trasparenza alle istituzioni coinvolte: «Il Comune di Reggio Emilia e i responsabili del progetto devono chiarire chi abbia formulato le richieste, quale fosse il loro significato e in base a quali criteri sia stata regolata la partecipazione. Non bastano rassicurazioni generiche: servono fatti, documenti e responsabilità precise».«Una posizione politica non può trasformarsi in un criterio di esclusione personale né in un pretesto per colpire l’identità ebraica. Nessuno deve essere discriminato per la propria origine, religione o coscienza politica».
«Chiediamo quindi un chiarimento immediato e l’accertamento di eventuali condotte discriminatorie. La libertà di coscienza, la dignità delle persone e il contrasto all’antisemitismo non sono temi di parte: sono principi fondamentali che le istituzioni hanno il dovere di garantire».
Salati conclude: «E’ inaccettabile che il sindaco e la giunta esaltino Reggio come città aperta e inclusiva, mentre nella realtà anche solo per essere ammessi a un percorso educativo, è richiesto aderire ad un’ideologia obbligata. La trasparenza è il primo passo per ristabilire la fiducia dei cittadini e impedire che episodi simili si ripetano».