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Addio a Carlo Baldi artefice della Reggio moderna
Morto a 87 anni l’ economista, studioso e scrittore
che realizzò il sogno dell’ Università

DI PIERLUIGI GHIGGINI

26/9/2026 – Questa sera, sabato 26 settembre, circondato dai suoi cari, Carlo Baldi ha lasciato questa vita. Aveva 87 anni.

Non avremmo mai voluto scrivere queste righe, pur nella consapevolezza di una condizione che si aggravava settimana dopo settimana, e ora dopo ora.

Carlo Baldi non soltanto è stato un economista, manager, commercialista, fondatore nello studio professionale più importante di Reggio Emilia, e fra i più prestigiosi a livello nazionale. E’ stato molto di più: l’artefice principale della nuova economia che dagli anni Sessanta ha reso Reggio Emilia celebrata nel mondo per la sua industria, la sua efficienza e la sua capacità di innovazione.

Carlo Baldi

Carlo è stato certo uomo d’affari, ma prima ancora un intellettuale, uno studioso, un uomo che non si è mai stancato di cercare, affamato di conoscenza, di leggere il passato per scrutare gli orizzonti lontani, di scrivere saggi e romanzi, insegnare nelle università, di creare il nuovo e innamorarsi del futuro. Amava la giustizia e il senso del dovere. Incitava all’iniziativa e alla creatività imprenditoriale, ma considerava il turbocapitalismo come una minaccia, da contenere con i valori della solidarietà.

Di ceppo socialista prampoliniano, umanista, laico e libertario nello spirito, proprio grazie alla sua libertà intellettuale sapeva dialogare con tutti, anche lottando contro il suo stesso proverbiale carattere, di mediare i contrasti, di creare reti con pazienza e determinazione nell’economia, come nella cultura e nella società. Quella sua capacità di cucire e unire, insieme a una eccezionale competenza professionale, figlia a sua volta di un instancabile bisogno di conoscenza, lo resero artefice di passaggi fondamentali nella storia della Reggio del secondo Novecento.

Parliamo allora del rilancio, di una parte importante dell’industria nel pieno grande crisi della meccanica agricola, al quale Baldì applicò con successo i principi dell’economia di rete. Parliamo dell’idea di una Borsa per le Pmi, osteggiata sul momento ma diventata realtà dopo anni, innervata nel sistema di Borsa Italiana.

Carlo Baldi

Parliamo soprattutto della creazione di Reggio Città degli Studi col primo nodo internet reggiano nella sede di via Kennedy, sino alla fondazione dell’Università, la sua opera più importante e di cui andava giustamente orgoglioso. E anche qui inventando di sana pianta qualcosa di mai visto prima, come l’ateneo a rete di sedi: idea vincente intorno alla quale riuscì a mobilitare una schiera di imprenditori, finanziatori, amministratori, a conquistare il consenso del mondo accademico e del mondo politico, sino alla nascita dell’ Università di Modena e Reggio Emilia grazie alla quale la città del Primo Tricolore è diventata a pieno titolo città universitaria.

Carlo Baldi, nato professionalmente in mondo cooperativo in piena espansione (fondò con professionisti e amici della sua generazione anche la cooperativa d’abitazione La Betulla) si impegnò anche in politica: nel Psi come assessore al Comune di Reggio, poi precursore del movimento civico coltivando sempre quelle idee di rinnovamento che hanno portato alla nascita del Laboratorio per Reggio e della lista Baldi, con l’ingresso in consiglio comunale nelle elezioni del 2004.

Nella sua vita vissuta senza sosta, a un ritmo impressionate, ha sostenuto e promosso con disinteresse numerosi progetti culturali (la fondazione Studium Regiense, il rilancio della Far, mostre, valorizzazione di artisti e giovani cervelli), progetti scientifici e tecnologici come i laboratori sperimentali poi transitati a Unimore, e anche impegnativi progetti editoriali, come la straordinaria vicenda del quotidiano Ultime Notizie Reggio.

Carlo Baldi apre il convegno sull’Orlando Furioso

Non basterebbero pagine su pagine per enumerare tutte le iniziative piccole grandi legate al suo nome, in un modo o nell’altro. Con l’idea su tutto di spingere la società reggiana a liberarsi delle catene di un presente irrimediabilmente in declino, per navigare in mare aperto verso un rinnovamento che lui prima degli altri vedeva avanzare impetuoso, come oggi, in tutti i campi.

Carlo Baldi ha seminato molto e senza mai stancarsi, anche quando veniva platealmente ostacolato dall’establishment. Dei suoi semi qualcosa si è pur disperso, però molti hanno dato frutti grandi, solidi e visibili, che hanno contribuito in modo incontestabile all’edificazione della Reggio moderna.

Carlo Baldi

Non potrà essere dimenticato, perché la sua orma rimane incisa in profondità nel cammino della terra e della città da lui tanto amate. Certo è che in una vita di successi, pur famoso, rispettato e ammirato, non ha ricevuto i riconoscimenti che gli sarebbero spettati: un prezzo pagato, come spesso accade, all’autonomia di pensiero e alla capacità di vedere più avanti degli altri. E di questo, mentre lo salutiamo col cuore stretto e scrutandone ancora la grandezza, portiamo oggi un rimpianto al quale la sua città dovrà trovare il modo di porre rimedio.

Ciao Carlo, maestro e amico: ti sia lieve il passaggio alla Luce.

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7 risposte a Addio a Carlo Baldi artefice della Reggio moderna
Morto a 87 anni l’ economista, studioso e scrittore
che realizzò il sogno dell’ Università

  1. Rolando Gualerzi Rispondi

    27/09/2026 alle 04:54

    Carissimo Pierluigi, come non condividere quanto hai scritto ora per ricordare la straordinaria vita di fatti, ragioni e pensieri donati da Carlo per la “sua terra” come hai scritto.Quando sono tornato a Bologna nel 2012, Carlo ha chiesto a me e Rossella Cantoni di provare a rilanciare l’allora impoverito Museo e dimenticata Fondazione Famiglia Sarzi. Che ora da oltre un decennio è un giacimento culturale unico dedicato al Teatro di figura ( e burattini): un patrimonio della nostra Reggio per tutti i cittadini, grazie anche a quella intuizione.
    Avevamo entrambi una visione innovativa e internazionale delle potenzialità della nostra città.Quando portai a Reggio la rappresentanza del Dpartimento dello Sviluppo Economico dello Stato di New York (1984-1992) ci incontrammo tante volte per parlare di export e internazionalizzazione dele imprese reggiane che lui seguiva con il suo Studio di esperto commercialista.Aveva molto apprezzato il progetto concept che con mia moglie Laila portando a Malaguzzi quale seme del futuro e oggi famoso nel mondo Centro internazionale Loris Malaguzzi.E proprio di questo scrivesti sulle pagine dell’Unità, Malaguzzi ancora in vita.E poi tutti sappiamo della tua profonda e professionale amicizia con Carlo che vi ha visti insieme su molti progetti editoriali. La sua generosità , per il suo tempo, è stato un vero e proprio ‘vizio’. Ciao Carlo,chissà cosa farai e dove andrai da domani.Rolando (Gualerzi)

  2. Fausto Carboni Rispondi

    27/09/2026 alle 09:47

    Grazie, Carlo, per tutto quello che ci hai dato, insegnato e lasciato come insigne professionista e come maestro di vita.
    Fausto Carboni

  3. Ivaldo Casali Rispondi

    27/09/2026 alle 11:04

    Direttore, alla tua esauriente rappresentazione della vita di Carlo Baldi non aggiungo nulla. Ci siamo conosciuti anni fa, quando abitava a Codemondo, eravamo allora nel Psi e siamo rimasti sempre in amicizia.
    Esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia.

  4. Pinuccia Montanari Rispondi

    27/09/2026 alle 11:54

    Il mio ricordo di Carlo Baldi e della nascita dell’Università a Reggio Emilia

    Ho avuto l’onore di collaborare con Carlo Baldi dal 1994 al 2004 e di condividere con lui uno dei passaggi più importanti della storia culturale della nostra città: la nascita e il consolidamento dell’Università a Reggio Emilia.

    A me fu affidato il compito di istituire e consolidare la biblioteca universitaria. Insieme a Carlo ho vissuto il complesso passaggio da quella che allora era Reggio città degli studi alla nascita di Unimore.

    Collaboravo con lui anche attraverso la gestione dell’ufficio stampa di RCS, della Fondazione Studium Regiense e dei Laboratori universitari che Carlo aveva creato e animato insieme al professor Luigi Grasselli, Elisa Bussi all’avvocata Celestina Tinelli e ad altri importanti esponenti del mondo accademico e culturale.

    In quegli anni organizzammo tantissimi eventi di elevato livello culturale, contribuendo a fare di Reggio un luogo di incontro e di confronto aperto alla cultura, all’università e alla ricerca.

    Ricordo in particolare un episodio che ancora oggi mi emoziona.

    Parlando con Carlo gli raccontai di avere un amico a New York che avrebbe potuto metterci in contatto con il premio Nobel per l’Economia Franco Modigliani. Carlo ne fu entusiasta. Un pomeriggio lo contattammo telefonicamente e, grazie a quella telefonata, il 1° ottobre 1996 Franco Modigliani fu a Reggio Emilia, al Teatro Municipale Valli, per una lectio magistralis.

    Quell’episodio racconta bene chi era Carlo: una persona capace di trasformare un’idea in un progetto concreto, con determinazione, competenza culturale e straordinaria capacità organizzativa.

    Sono convinta che, se oggi esiste l’Università a Reggio Emilia, fondamentalmente il merito appartenga a Carlo Baldi, alla sua visione e alla sua tenacia.

    Iniziava prestissimo a lavorare. Più volte mi è capitato di essere svegliata alle 5 del mattino da una sua telefonata: aveva già un’idea, un progetto, un’iniziativa da realizzare e spesso qualcosa che, nella sua visione, avrebbe dovuto essere pronto… per le 8!

    Ricordo anche il nostro impegno per l’assemblea annuale, nella Sala del Tricolore, dell’Associazione nazionale degli ingegneri gestionali.

    Una volta lo incontrai casualmente sul treno per Roma e parlammo per tutto il viaggio. Era stato davvero contentissimo di vedermi. Qualche tempo dopo siamo andati a pranzo insieme a Roma, con l’architetto Biondi, che lavorava con me. Anche allora Carlo aveva nuovi progetti e avrebbe voluto fare qualcosa di importante per la nostra Capitale.

    Conservo con particolare affetto un suo dono: il suo bel libro “Dialoghi in Provenza”. È un ricordo prezioso di una persona con cui ho condiviso dieci anni di lavoro, di idee, di progetti e di entusiasmo.

    A Carlo devo anche parte di ciò che ho vissuto in quegli anni straordinari per Reggio Emilia.

    Esprimo le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia e a tutti gli amici( Laura, Luciano, Ireneo …), collaboratori e compagni di viaggio che gli sono stati vicini e che, come me, hanno avuto la fortuna di condividere con lui la grande avventura della nascita dell’Università a Reggio Emilia.

    Grazie, Carlo.

    Pinuccia Montanari

  5. Fausto Poli Rispondi

    27/09/2026 alle 13:46

    Buonasera: io non sarei capace di descrivere i meriti di certe persone, anzitutto perche’ non ne ho le profonde conoscenze. Le conoscenze sono importanti, e Ghiggini le rappresenta, come se lo stesso Baldi abbia lasciato traccia del Suo operato, ed alcuni lo avessero raccolto. Non avendo il data base di tutto quello che il Suo Studio ha costruito, posso solo ringraziarlo perhe’ intuitivamente, Baldi ha fatto tanto per Reggio, soprattutto in zona Baragalla.

    R.i.p.

  6. Massimiliano Manzotti Rispondi

    27/09/2026 alle 20:26

    Buongiorno. Complimenti, l’articolo è redatto in modo empatico e soprattutto esprime il ritratto fedele dell’uomo, dello studioso, dell’economista e del mecenate quale è stato Carlo Baldi. E che come tutti i grandi non è stato riconosciuto dalle persone del suo tempo (che brutta cosa l’invidia!!!). Grazie a nome della FAR e mio personale.

  7. fabrizio fiori Rispondi

    28/09/2026 alle 18:37

    Un caro ricordo dell’amico e coetaneo Carlo. Demmo l’esame di stato per la libera professione lo stesso anno e nella stessa sessione poi tante volte ci siamo incontrati nelle rispettive occupazioni paraprofessionali.

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