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Tesori nascosti nelle legature antiche
Ne pereant , frammenti di memoria in mostra alla Panizzi

14/10/2026 – Venerdì 16 ottobre, nella Sala Bellocchi della Biblioteca Panizzi (secondo piano) a Reggio Emili, apre la mostra curata da Nicola Raimondi “Ne pereant.. Frammenti di memoria salvati dalle legature antiche”.

Il percorso, visitabile fino al 9 gennaio 2027, racconta una storia poco nota: quella dei manoscritti e dei fogli a stampa che, dopo aver perso la loro funzione originaria, hanno trovato una seconda vita dentro le legature di altri libri.

Il titolo della mostra riprende l’esortazione evangelica «Colligite fragmenta ne pereant», ovvero «Raccogliete i frammenti perché non vadano perduti» (Gv 6,12), richiamando il valore di testimonianze che, pur nascoste per secoli, possono ancora restituire preziose informazioni sulla storia del libro e della cultura scritta. Come insegna l’archeologia del libro, un volume antico non è mai soltanto il testo che dichiara di contenere: tra le sue pieghe interne e sotto la coperta si nasconde spesso una vera e propria biblioteca fantasma.

Tra il XV e il XVIII secolo l’avvento della stampa e i rapidi cambiamenti della liturgia e del diritto resero obsoleti molti manoscritti medievali e diverse edizioni dei primi decenni di stampa. Pergamena e carta, materiali costosi e difficili da reperire, venivano quindi recuperati dai legatori e impiegati per realizzare copertine, carte di guardia, rinforzi e altre parti strutturali dei volumi. Fogli e testi destinati a perdere la propria funzione originaria trovavano così una seconda vita all’interno di nuovi libri, secondo una pratica di riuso che anticipa, per certi aspetti, il concetto contemporaneo di economia circolare.

La Biblioteca Panizzi conserva un cospicuo numero di questi frammenti di reimpiego: fogli di pergamena impiegati come coperte e brandelli di antichi documenti nascosti nelle parti interne delle legature. Testimonianze spesso invisibili a una prima osservazione, che oggi possono essere studiate e ricostruite attraverso le moderne tecniche di spettroscopia e di imaging multispettrale, che consentono di recuperare e documentare digitalmente molte di queste tracce senza intervenire materialmente sui volumi.

La mostra restituisce così anche il valore della ricerca contemporanea, che si propone di indagare i frammenti nel rispetto dell’integrità dei manufatti, mettendo in relazione gli aspetti testuali con quelli codicologici e paleografici. L’obiettivo non è tanto scoprire opere inedite, quanto ricostruire i luoghi di produzione e la diffusione di manoscritti e prime edizioni a stampa. Ogni frammento diventa, in questa prospettiva, una testimonianza da leggere insieme al volume che lo custodisce: due storie intrecciate, quella del documento originario e quella del libro che lo ha accolto, entrambe meritevoli di essere conservate e valorizzate.

La mostra è visitabile negli orari di apertura della Sezione di Conservazione e storia locale, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 18; al lunedì e al sabato dalle 9 alle 12.30.

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