Lavoro nero e dipendenti sorvegliati illegalmente: chiuse 11 imprese, denunciati 12 cinesi

31/3/2015 – Vasta retata dei Carabinieri contro il lavoro nero “made in Cina”. A poche ore dall’annuncio della maxi acquisizione del 60% della Meta System da parte del colosso Dezen di Shenzen (ovviamente è solo una coincidenza)  i Carabinieri di Reggio Emilia hanno spedito davanti al giudice una dozzina di imprenditori asiatici per violazione delle norme sul lavoro, e hanno messo i sigilli a undici attività.

Ecco il bilancio dell’operazione, una delle più vaste del genere a Reggio, condotta  di concerto dai Carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Roma e di Reggio Emilia, coadiuvati dai militari del Comando provinciale: una trentina tra laboratori tessili e attività commerciali (ristoranti, bar, centri massaggi, parrucchieri) controllati, 12 imprenditori denunciati (6 per occupazione di manodopera clandestina e altrettanti per utilizzo di telecamere per controllo dei lavoratori non autorizzate), 11 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, 102 posizioni lavorative verificate di cui una ventina in nero ( in alcuni casi con l’impiego di clandestini),  7 lavoratori cinesi clandestini espulsi,  oltre 100.000 euro tra sanzioni amministrative ed ammende contestate e recuperi contributi nell’ordine di svariate migliaia di euro.

Tra le 11 aziende e attività commerciali sottoposte a provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, un parrucchiera e 2 laboratori tessili) avevano il 100% della forza lavoro in nero, 4 (un bar, un parrucchiere e due laboratori tessili) il 50% mentre le restanti attività avevano una forza lavoro in nero tra il 33% ed il 42% del totale.  Sei tra imprenditori e commercianti che impiegavano dei clandestini,  (7, come detto, quelli scoperti nei controlli ed espulsi) sono stati denunciati alla Procura reggiana per occupazione di manodopera clandestina,  mentre altri 6 imprenditori sono stati denunciati per aver installato presso la propria sede aziendale impianti di videosorveglianza idonei al controllo a distanza dei lavoratori, senza avere la prescritta autorizzazione della Direzione territoriale del Lavoro.

LA POLIZIA SEQUESTRA E CHIUDE BORDELLO CINESE IN PIAZZA DELLA STAZIONE

31/3/2015 – Era un vero e proprio bordello alla luce del sole: la Polizia di Reggio Emilia a conclusione di una serie di appostamenti e controlli, ha fatto irruzione nel centro massaggi cinese Ebay di piazzale Marconi, all’ultimo piano dell’edificio dove si trova anche l’hotel San Marco (completamente estraneo al caso) e lo ha messo sotto sequestro in esecuzione di un’ordinanza della magistratura reggiana.

Dalle indagini e dalle testimonianze degli avventori è emerso un quadro “indiscutibilmente chiaro” sull’offerta di prestazioni sessuali a pagamento all’interno del locale. Peraltro il  centro “EBAY” fa capo alla stessa proprietà del centro massaggi “OASI” di via Turri, chiuso il 4 febbraio scorso per identici motivi.

La richiesta di sequestro preventivo, avanzata dal pm Giacomo Forte e accolta dal Gip, è stata eseguita dalla Squadra Mobile sabato scorso, al termine di indagini che hanno potuto svolgersi,  come dichiarato il dirigente della Squadra Mobile Battisti, «grazie alle segnalazioni e alla collaborazione  dei residenti, che ci hanno consentito di usare i loro appartamenti e le loro finestre: il centro era in una posizione tale che altrimenti sarebbe stato impossibile svolgere alcuni accertamenti».
Dopo lunghi appostamenti, la Squadra Mobile ha eseguito controlli all’interno del centro per quattro volte, sorprendendo ogni volta tre ragazze (due quelle colte sempre sul fatto) che esercitavano la prostituzione, sempre in assenza del titolare (un cinese) e del direttore tecnico (un italiano), i quali non sono stati denunciati perché non vi sono prove dello sfruttamento; non è stato quindi possibile arrivare all’organizzazione, che senza dubbio sfruttava le ragazze.
L’attività di prostituzione, invece, è certa: le donne, non giovanissime (dai 38 ai 45 anni), tutte regolari in Italia (si stanno eseguendo accertamenti sul permesso di soggiorno, alquanto sospetto), chiedevano una tariffa che variava dai 70 ai 150 euro, a seconda della prestazione richiesta.
I clienti – fermati all’uscita dell’Ebay dalla polizia – erano italiani, stranieri, di tutte le età e ceti sociali: alcuni hanno dichiarato di essere clienti affezionati, altri hanno affermato che era la prima volta che si recavano lì. Per loro non vi saranno conseguenze.

L’operazione è avvenuta nelll’ambito delle attività di controllo e prevenzione condotte dalla polizia nell’ultima settimana nella zona calda della stazione storica di Reggio Emilia. Questo il bilancio degli ultimi giorni, diffuso dalla Questura. Da notare che su  412  persone identificate, quasi la metà sono risultate con precedenti di polizia.

 

–       3 persone arrestate in flagranza di reato per detenzione di sostanza stupefacente per finalità di spaccio;

–       7 sanzioni amministrative per possesso di sostanze stupefacenti;

–       38 esercizi commerciali in cui sono stati effettuati controlli amministrativi ed identificati gli avventori;

–       412 persone identificate di cui 285 straniere e complessivamente 187 con precedenti di polizia;

–       6 stranieri denunciati per inosservanza di norme inerenti il loro status in Italia;

–       3 stranieri coattivamente accompagnati all’aeroporto di Bologna;

–       41  contravvenzioni al Codice della Strada;

–       3 Fogli di via Obbligatori da Reggio Emilia emesso dalla Divisione Anticrimine nei confronti di pregiudicati.

–       1 Avviso orale emesso dalla Divisione Anticrimine nei confronti di un individuo pluripregiudicato.
Oltre le  100 posizioni lavorative verificate.

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