“Consapevole del fatto che la visita del 26 febbraio non aveva avuto luogo a causa della gestione di casi urgenti mentre era di guardia, la dottoressa, questa mattina pur avendo un problema personale di salute inderogabile, ha annullato gli appuntamenti successivi, mantenendo quello di Daniel.
Quando la dottoressa ha chiamato il paziente, in ritardo con gli appuntamenti a causa di urgenze telefoniche, si è presentato il padre dicendo che la moglie si era allontanata con il figlio.
La dottoressa ha chiesto al Signor Vassallo di chiamare la moglie e Daniel per la visita, comunicando che questa sarebbe stata più breve a causa del suo indifferibile controllo medico-clinico.
Il Signor Vassallo, alterato, se n’è andato dicendo che avrebbe sporto denuncia ai Carabinieri.
A quel punto, la dottoressa con grande disponibilità e senso di responsabilità, ha posticipato il proprio impegno personale, peraltro indifferibile, ha chiamato sul cellulare la madre di Daniel, effettuato la visita e dato due date per un possibile appuntamento con il Signor Vassallo.
Si precisa che il Servizio in questione garantisce anche interventi in urgenza e che i professionisti, pur programmando la loro attività, si possono trovare nelle condizioni di dover rispondere prioritariamente alle urgenze rispetto all’attività programmata.”.
Come si vede, l’Ausl ha confermato che
a) La visita a Daniel, disabile in condizioni gravi, era stata rinviata già una volta;
b) Daniel, nonostante la sua condizione, questa mattina ha atteso inutilmente la dottoressa, impegnata in “urgenze telefoniche”;
c) La dottoressa ha dato la precedenza alle telefonate, evidentemente senza valutare la situazione d’urgenza di Daniel;
d) Una volta terminate le telefonate la dottoressa è uscita dall’ambulatorio, per annunciare che pochi minuti dopo sarebbe andata via (si è saputo poi per un proprio problema personale di salute);
e) Il servizio non è stato in grado di sostituire la dottoressa che doveva allontanarsi per un problema personale di salute.
Ora spera che Daniel possa superare rapidamente il trauma di questa mattina, che lo ha portato a sbattere la testa di continuo contro il muro della sala d’attesa mentre la dottoressa era impegnata nelle urgenze telefoniche, e che una situazione del genere non si ripeta più.
VERGOGNA A SCANDIANO: DISABILE GRAVE FA ANTICAMERA PER 40 MINUTI BATTENDO LA TESTA CONTRO IL MURO. E la visita salta perchè la dottoressa deve andare via
4/3/2016 – All’ospedale di Scandiano è accaduto qualcosa che non doveva accadere: un ragazzo autistico di 23 anni in gravi condizioni ha atteso inutilmente una visita programmata da tempo. L’appuntamento era per le 9,30, ma Daniel, accompagnato dai genitori. è stato costretto a fare anticamera per almeno 40 minuti senza un motivo, nonostante le sue condizioni assolutamente non lo permettessero: continuava a battere la testa contro il muro. Poi la beffa: solo alle 10,20 si è affacciata la dottoressa che avrebbe dovuto visitarlo, dicendo però di avere “solo cinque minuti”, perchè alle 10,30 doveva andare via. A quel punto il padre del giovane ha lasciato l’ospedale ed è andato a presentare denuncia ai Carabinieri.
Ma è solo l’epilogo di una storia di ordinaria burocrazia che ha trasformato in un calvario il diritto a cure urgenti.
Racconta Roberto Vassallo, per lungo tempo presidente dell’associazione reggiana Aut Aut che sostiene le famiglie con figli autistici: “Daniel (il figlio, ndr) ha da tempo delle crisi di violenza, e soprattutto per mia moglie questa situazione è diventata insostenibile: dopo aver atteso venti giorni, abbiamo ottenuto un appuntamento all’ospedale di Scandiano per venerdì 26 febbraio. Ma quando siamo arrivati la dottoressa non c’era, così hanno spostato l’appuntamento alle 9,30 del 4 marzo, cioè oggi. Sono stati giorni d’inferno, può immaginarlo, ma finalmente questa mattina Daniel, mia moglie e io alle 9,30 eravamo davanti all’ambulatorio. Però nessuno si è fatto vivo, e più passava il tempo più le crisi di Daniel diventavano ingestibili. Una situazione praticamente fuori controllo, con nostro figlio che batteva la testa contro il muro, sino a quando finalmente alle 0,20 si è affacciata una dottoressa chiedendo la ragione del frastuono. Dopo una breve discussione – aggiunge Vassallo – la dottoressa ha detto che sarebbe uscita per un impegno alle 10, 30. Erano già le 10,25: che visita avrebbe potuto fare? A qual punto siamo venuti via. Io sono andato a chiedere una appuntamento al direttore dell’ospedale, poi dai Carabinieri per la denuncia”.
Si attendono chiarimenti dall’Ausl e soprattutto un serio impegno perchè situazioni del genere non si verifichino più.
Ivan
05/03/2016 alle 10:16
Assolutamente vergognoso: è inammissibile questa mancanza di sensibilità. Verso famiglie che vivono situazioni così dolorose intervenite e sanzionate. Capito, Ausl?!
Concordo col Signor Ivan
06/03/2016 alle 13:06
E’ assolutamente inammissibile, nonché lo specchio (impietoso) dei governanti e politici con cui abbiamo a che fare.
Vergognatevi.