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Tentato omicidio di via Gorizia
In carcere anche il secondo albanese

23/10/2026 – Nuovi sviluppi nell’indagine sul tentato omicidio avvenuto a Reggio Emilia la sera del 18 agosto, per il quale la Polizia di Stato ha già eseguito, una settimana fa, un’ordinanza di custodia in carcere nei confronti di un albanese di 57 anni, principale indagato della feroce aggressione ai danni di un connazionale.

Nella giornata di ieri, 22 ottobre, il Giudice per le indagini preliminari presso di Reggio Emilia ha ordinato l’arresto dell’altro indagato, anche lui albanese di 41 anni, ritenuto gravemente indiziato di aver preso parte, insieme al primo, al massacro avvenuto all’esterno di un bar di via Gorizia. La vittima, colpita ripetutamente con almeno un utensile da lavoro, aveva riportato diverse lesioni alla testa e alle spalle, oltre a una profonda ferita al polmone destro per la quale era stato operato d’urgenza al Santa Maria Nuova. Un’intervento che gli ha salvato la vita.

Il niuovo provvedimento cautelare un ulteriore sviluppo dell’attività investigativa condotta dagli investigatori della Polizia di Stato, dietro il coordinamento della Procura della Repubblica reggiana, che ha consentito di approfondire la ricostruzione dell’episodio e di delineare il quadro indiziario a carico di entrambi i soggetti, in relazione alla loro presunta partecipazione all’azione violenta.

Il quarantunenne albanese è stato rintracciato dal personale della Squadra Mobile nella sua abitazione nel quartiere del Gattaglio.

Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati sottoposti a sequestro degli utensili da lavoro ritenuti compatibili con quelli utilizzati per colpire la vittima . Al termine delle formalità di rito l’uomo è stato condotto in carcere in attesa della celebrazione dell’interrogatorio di garanzia.

A dare l’allarme, quella seradel 18 agosto, erano stati alcuni residenti della zona, che avevano sentito le urla provenire dalla strada. I vicini avevano anche registrato un breve filmato, rivelatosi utile per le indagini.

Gli investigatori hanno ricostruito la vicenda attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, le testimonianze raccolte e le intercettazioni, con gli accertamenti proseguiti sino a questi giorni .

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