19/7/2026 – Il sabato rovente di zona stazione, con carabinieri feriti, l’arresto di un nigeriano violento, forze dell’ordine intervenute congiuntamente e minacciate da un gruppo di immigrati, ha suscitato sconcerto generale in città e rezioni allarmate da parte delle forze politiche.
Perché l’episodio di violenza e di rivolta contro le forze dell’ordine appare come un salto di qualità ulteriore nell’emergenza sicurezza di Reggio Emilia.
Forza Italia scrive che “non è un episodio isolato: nella stessa zona si registrano ripetute risse e soggetti armati, segno di una tensione ormai strutturale e non più episodica. Le forze dell’ordine affrontano ogni giorno situazioni di elevato rischio in un quartiere dove la tensione resta costante”. Giuseppe Pagliani, Luca Vezzani e Maria Rosaria Tedesco esprimono “la più ferma condanna per questo grave episodio e la totale vicinanza e solidarietà ai Carabinieri coinvolti. Chi ha aggredito le forze dell’ordine non deve restare impunito. Episodi come questo confermano il livello di pericolosità che si respira nelle nostre strade e nei nostri quartieri, da anni ormai. Quanto accaduto in zona stazione è il simbolo evidente di un fallimento politico, quello di un’amministrazione che per anni ha tollerato un modello di accoglienza senza limiti e senza regole, scambiandolo per solidarietà: buonismo esclusivamente di facciata delle giunte di sinistra che si sono succedute negli ultimi venti anni”.
Per Forza Italia “serve un presidio costante e rafforzato delle forze dell’ordine in una zona ormai completamente fuori controllo, e l’introduzione di provvedimenti di Daspo urbano nei confronti di chi, radunato in gruppo, importuna e minaccia i passanti”.
Anche Claudio Bassi, consigliere azzurro in Sala del Tricolore, esprime “piena solidarietà al Comandante provinciale e ai carabinieri di Reggio Emilia, apprezzando “il loro grande impegno perla lotta all’insicurezza della nostra città” con un grazie al colonnello Orlando Narducci per l’istituzione dei carabinieri di quartiere.
La deputata delle Lega Laura Cavandoli esprime “riconoscenza per il lavoro che svolgono quotidianamente a presidio del nostro territorio e dei luoghi più sensibili. Purtroppo la zona della stazione continua ad essere luogo di aggregazione di soggetti nullafacenti anche irregolari che rischiano di diventare pericolosi senza alcun rispetto nemmeno nei confronti degli agenti in divisa”
La Lista civica per Reggio e l’associazione Reggio Civica prendono posizione col capogruppo Giovanni Tarquini e Matteo Marchesini: “Quello che è accaduto in viale IV Novembre a Reggio Emilia non può essere derubricato a semplice tensione urbana. E’ uno schiaffo in pieno volto alla città. Tre Carabinieri feriti e una pattuglia accerchiata da una folla schierata a difesa di chi violava la legge non sono ordinaria cronaca nera. Siamo davanti alla fotografia nitida di un fallimento profondo e definitivo, una ferita sociale che la politica locale non può nascondere sotto il tappeto delle buone intenzioni”.
“Per troppi anni, almeno dalla prima giunta Delrio ad oggi, chi ha governato Reggio Emilia ha deliberatamente confuso la solidarietà con l’immobilismo, scambiando l’accoglienza con la tolleranza del degrado. Il prezzo di questa miopia lo pagano prima di tutto i cittadini: quartieri interi, a partire dalla Stazione storica, sono stati sottratti all’ordinaria vita quotidiana di famiglie, pendolari e negozianti per essere ceduti a chi vede nelle istituzioni solo un fastidio o addirittura un nemico da respingere.
Quando le Forze dell’Ordine vengono prese a spintoni in mezzo alla strada, crolla l’idea stessa di comunità civile. Quella stessa comunità che ha creduto nell’accoglienza e l’ha voluta.
E non si venga a dire che i reggiani sono diventati intolleranti. Sono semplicemente esausti e spaventati. E’ urgente cambiare rotta, subito. Oggi la nostra vicinanza va ai tre militari aggrediti e a tutte le Forze dell’Ordine che, mettendo a rischio la propria incolumità, sono riusciti ad evitare il peggio. Ma pacche sulle spalle e comunicati di rito non bastano più.
Si deve ammettere che questa strategia di governo della città ha fallito. Pretendere legalità e sicurezza non è un capriccio ideologico o una bandiera di parte, è un’urgenza assoluta.
Se l’area della Stazione storica diventa il regno di chi non rispetta la legge, significa che le istituzioni si sono arrese. E Reggio Emilia, i cittadini per bene questa resa non l’accettano“.