22/11/2025 – “Attenzione: non si faccia l’errore di snobbare il grande risiko bancario. Le banche stanno cambiando assetti, massa e obiettivi e il risultato è e sarà sempre più la riduzione della loro presenza fisica sul territorio. Si chiama desertificazione bancaria, significa posti di lavoro che ballano e meno servizi per tutti nei comuni più fragili di Reggio Emilia”.
Lo afferma Leonello Boschiroli, segretario di First Cisl Emilia Centrale, categoria che con Fondazione Fiba ha firmato la nuova indagine che censisce non solo la chiusura degli sportelli bancari – appunto: la desertificazione – ma pure i nuovi nuvoloni che stanno arrivando veloci.
Nel Reggiano sono 4 mila 915 i lavoratori del settore bancario (dati 2024) e la nostra provincia è prima nella classifica italiana delle province meno desertificate. Un podio condiviso in regione con Ravenna e Ferrara.
Tuttavia almeno tre comuni della Provincia di EReggio, secondo Boschiroli, monitorati con attenzione in quanto “molto periferici e dipendenti da un’unica filiale: Vezzano sul Crostolo, Baiso e Vetto”.
“In questi territori la presenza bancaria – afferma il sindacalista – è un segmento essenziale del sistema dei servizi. La perdita dell’ultimo sportello trasformerebbe la vulnerabilità potenziale in una desertificazione totale, con ripercussioni immediate sulle famiglie, sulle microimprese e sulle attività produttive che costituiscono il tessuto economico di prossimità”.
NUVOLONI IN ARRIVO
Ma c’è molto di più: la Cisl parla di “nuvoloni” che stanno arrivando a rimorchio del risiko bancario. Vediamo perché
Il peso del Gruppo Bper nella geografia bancaria locale costituisce un fattore di potenziale criticità.
“A seguito dell’acquisizione della Popolare di Sondrio, la banca ha annunciato la forbice per 90 sportelli nel Centro-Nord: una prospettiva che pesa in modo particolare su Modena – sede storica dell’istituto – e che deve tenere in allerta anche Reggio Emilia, dove Bper dispone di circa 28 sportelli fisici (filiali).
Inoltre “preoccupano i rumors di una probabile futura acquisizione di Crédit Agricole Italia con Banco Bpm e della conseguente fusione. Ecco, anche in provincia di Reggio gli sportelli di Crédit Agricole Italia sono presenti negli stessi comuni di quelli del Banco Bpm, e ciò provocherebbe una razionalizzazione e una ulteriore chiusura di sportelli”.
Solo a Reggio capoluogo operano sei sportelli Crédit Agricole e 10 del banco Bpm. E a Bagnolo, Montecchio, Guastalla, Correggio, Reggiolo e Scandiano le due banche si sovrappongono.
Un tema che chiama in causa il destino dei lavoratori e con loro le condizioni dei clienti.
“Se un reggiano fosse cliente di entrambe le banche che si vanno ad aggregare – chiede Boschiroli – quali certezze potrebbe avere di mantenere le condizioni contrattuali di cui disponeva prima della loro fusione/acquisizione? Anche con questa lente di ingrandimento, chiunque può toccare con mano quanto la desertificazione bancaria sia un fatto sociale che è molto, molto importante”.
DIGITALE: RIVOLUZIONE ED ESCLUSIONE
Infine, internet e l’intelligenza artificiale. Le grandi banche concentrano qui le nuove assunzioni e gli investimenti. Conclude il segretario First Cisl: “I dati di preferenza a favore dei servizi digitali sono impressionanti e, di conseguenza, lo sportello fisico è sempre meno scelto dai nuovi correntisti. Anche in Emilia-Romagna, che col 64% è la quarta regione in Italia col maggior utilizzo di internet banking (dietro per un’incollatura a Trentino, Lombardia e Veneto). Il futuro è questo ed è fondamentale che le Istituzioni non dimentichino di proteggere chi rischia di essere tagliato fuori dalla rivoluzione digitale”.