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Acqua potabile contaminata da PFAS
Reggio nella lista nera di Greenpeace
L’Ausl: “Nessun allarme, tutte le analisi sotto i limiti”

22/1/2025 – “Nessun allarme sulla potabilità dell’acqua nella nostra provincia”: lo assicura la Direzione Ausl di Reggio Emilia a seguito della pubblicazione da parte di Greenpeace della prima mappa della contaminazione da PFAS (Sostanze perfluoro alchiliche, altamente inquinanti e dannose per il sistema endocrino) delle acque potabili italiane.

La mappa ha individuato sedici città italiane con le concentrazioni di Pfas più elevate, tenuto conto del limite di 100 nanogrammi per litro d’acqua, che entrerà in vigore dal primo gennaio 2026. E nell’ elenco figura anche Reggio Emilia, unico capoluogo di provincia dell’Emilia-Romagna con 44,7 nanogrammi per litro di somma da Pfas in base al Decreto legislativo 18 del 2023. Sempre secondo l’indagine Greenpeace, l’altra città maggiormente a rischio Pfas del territorio regionale è Comacchio.

La concentrazione di PFAS è particolarmente pericolosa per salute e, per rassicurare i cittadini, l’Ausl spiega che tutte le analisi compiute nel 2024 su fontanelle e acquedotti hanno dato risultati inferiori ai limiti previsti dalla normativa del 2023.

IL COMUNICATO DELL’ AUSL DI REGGIO EMILIA

“Il Decreto 18 del 2023, in attuazione della Direttiva Europea 2020/2184 prevede, a partire dal 2026, il monitoraggio dei PFAS, come totale PFAS limite 0,50 microgrammi/litro e come somma PFAS limite 0,1 microgrammi/litro. I PFAS sono composti che, a partire dagli anni Cinquanta, si sono diffusi in tutto il mondo, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa.

La Regione Emilia-Romagna dal 2021 ha iniziato un programma di monitoraggio che coinvolge tutte le aziende sanitarie regionali.

In particolare a Reggio Emilia – sottolinea l’Ausl – sono stati effettuati nel corso del 2024, e saranno ripetuti nel 2025, prelievi sulla rete di distribuzione (casette dell’acqua, fontane pubbliche collegate all’acquedotto, pensile centrale di potabilizzazione, casa utente) dei 12 acquedotti della provincia superiori a 5000 abitanti e tutti i prelievi analizzati dal laboratorio ARPAE sezione di Ferrara sono risultati inferiori ai limiti stabiliti dal decreto.

Conclude la direzione Ausl: Non si registra quindi alcun allarme sulla potabilità dell’acqua della nostra provincia.

GREENPEACE: LE CITTA’ CON PIÙ CONCENTRAZIONE DI PFAS

“Considerando il parametro di legge “Somma di PFAS”, ovvero la somma di 24 molecole il cui valore, a partire dal gennaio 2026, non dovrà superare 100 nanogrammi per litro, le città con le concentrazioni più elevate sono risultate ArezzoMilano (Via Padova) e Perugia, seguite da Arzignano (VI), Comacchio (FE), Olbia (SS), Reggio EmiliaFerraraVicenzaTortona (AL), Bussoleno (TO), PadovaMonzaSan Bonifacio (VR), Ceccano (FR) e Rapallo (GE). 

La situazione più critica risulta essere quella di Milano dove anche un secondo prelievo, effettuato in Via delle Forze Armate, ha fatto registrare concentrazioni elevate, ben più alte rispetto a Perugia, e pari a 58,6 nanogrammi litro. Un terzo prelievo effettuato nel capoluogo lombardo a Villa Litta in zona Affori ha invece fatto registrare una contaminazione di 17,5 nanogrammi litro. Pur essendo un valore ben più basso rispetto agli altri due campioni prelevati in città, nella classifica nazionale quest’ultimo risulterebbe il 36esimo punto più contaminato in Italia rispetto al parametro Somma di PFAS“.

Le città copn più PFAS nell’acqua potabile

“Al netto del numero differente di campioni analizzati per ogni Regione, è possibile avere un’indicazione della diffusione della contaminazione su scala regionale considerando il numero di campioni contaminati rispetto al totale analizzati. Le situazioni più critiche si registrano in Liguria (8/8), Trentino Alto Adige (4/4), Valle d’Aosta (2/2), Veneto (19/20), Emilia Romagna (18/19), Calabria (12/13), Piemonte (26/29), Sardegna (11/13), Marche (10/12) e Toscana (25/31).

Le Regioni in cui si riscontrano meno campioni contaminati sono, nell’ordine Abruzzo (3/8), l’unica regione con meno della metà dei campioni positivi alla presenza di PFAS, seguita da Sicilia (9/17) e Puglia (7/13).

Dal sito di Greenpeace

“A oggi la presenza dei PFAS non è regolamentata nelle acque potabili nazionali e, solo tra un anno, a inizio 2026, entrerà in vigore in Italia la direttiva europea 2020/2184 che prevede un valore limite Greenpeace, è “un provvedimento che non tutela in modo adeguato la salute umana”. 

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2 risposte a Acqua potabile contaminata da PFAS
Reggio nella lista nera di Greenpeace
L’Ausl: “Nessun allarme, tutte le analisi sotto i limiti”

  1. Raffa Rispondi

    24/01/2025 alle 12:20

    E “È nata ARCA ” cosa dice ?

  2. non ho parole Rispondi

    24/01/2025 alle 12:38

    Voi vi fidate ancora della ausl…???? ahahahahahahah

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