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Reggio capitale delle fatture false
inchiesta Titano: otto società cartiere, 50 indagati, frode fiscale per sei milioni

19/6/2024 – Attraverso fatture false per operazioni inesistenti emesse da società “cartiere” controllate da un pregiudicato residente in provincia di Reggio Emilia, hanno frodato il fisco, ottenendo indebiti vantaggi fiscali e compensazioni dell’Iva per circa sei milioni tra il 2018 e il 2022.

Lo hanno scoperto gli uomini di Guardia di finanza e Polizia di Stato che, coordinati dalla Procura reggiana, hanno eseguito oggi una serie di decreti di perquisizioni e sequestro spiccati dal Gip Luca Ramponi.

Al centro dell’inchiesta “Titano”- in tutto sono 50 persone indagate- sono finite in primo luogo otto “cartiere” (e i loro nove amministratori o rappresentanti legali) sparse in tutta Italia, ma riconducibili ad un soggetto residente in provincia di Reggio Emilia già coinvolto nell’operazione “Billions” che aveva portato alla luce proprio su un vorticoso giro di falsa fatturazione.

Sono inoltre in corso 80 perquisizioni, anche con l’ausilio di “cash dog” nelle sedi di 44 società che avrebbero beneficiato delle fatture “fantasma”, il cui totale ammonta a 62 milioni, per frodare il fisco. In dettaglio le “cartiere” risultavano formalmente attività di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi, macchine per l’edilizia, imballaggi, computer e software, fabbricazione di articoli metallici e commercio al dettaglio di prodotti via internet, mentre le utilizzatrici operano nel campo del commercio all’ingrosso degli imballaggi, dell’edilizia e dell’abbigliamento.

(Fonte: DIRE)

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Una risposta a 1

  1. Susanna Rispondi

    21/06/2024 alle 09:25

    Ma come? La mitica *FATTURA ELETTRONICA* non doveva spazzare via le frodi?😂

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