2/1/2024 – Il Comitato per la Diga di Vetto ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia perché accerti se non vi siano irregolarità nel bando emesso dal Consorzio di Bonifica Emilia Centrale per la redazione del documento preliminare di valutazione delle ipotesi progettuali di un invaso sull’Enza. Invaso che il comitato guidato da Lino Franzini e Unindustria Reggio Emilia chiedono per una capacità di cento milioni di metri cubi, mentre in Regione e nell’ Autorità di Bacino le spinte sono contrastanti. Il Comitato contesta i tempi troppo stretti per la presentazione delle offerte (di fatto una ventina di giorni utili, tenendo conto delle festività natalizie), a cui si aggiunge la singolare indisponibilità per diversi giorni degli allegati on-line, fatto che secondo il Comitato costringerà molte società di progettazioni italiane ed europee a rinunciare. Sempre che i termini non vengano prorogati
I dubbi sul bando della Bonifica Emilia Centrale erano stati sollevati nei giorni scorsi da Reggio Report, quando il link per scaricare gli allegati (citato nel bando) ancora non funzionava. Il Comitato ha incaricato un legale di preparare l’esposto che sarà inviato anche alla Regione, alla stessa Bonifica e all’autorità di Bacino del Po, adombrando anche l’ipotesi di turbativa d’asta.
Di seguito il comunicato del Comitato Diga di Vetto
Diga sull’Enza: esposto alla Procura sul Bando emesso dal Consorzio di Bonifica Emilia Centrale per le soluzioni progettuali di un invaso sull’Enza.
“Il Comitato della Diga di Vetto e altri, che da decenni sostengono la ripresa dei lavori, sospesi il 16 agosto del 1989, hanno appreso che il giorno 13 dicembre 2023 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana un bando da parte del Consorzio Bonifica Emilia Centrale, con scadenza 15 gennaio 2024, rivolto alle Società di progettazione italiane ed europee per l’elaborazione di un documento di analisi fattibilità economica di vari scenari e di varie soluzioni progettuali relativamente ad un invaso in Val d’Enza”.

La diga del Bilancino (Barberino di Mugello) simile a quella del progetto Marcello per l’Enza
“Essendo circa 160 anni che sull’Enza si fanno studi di prefattibilità e anche progetti esecutivi, tra cui quelli del 1926 e del 1988, – rileva il Comitato – si riteneva non fossero più necessari ulteriori studi e altro spreco di denaro pubblico, oltre a vari anni che serviranno per decidere, ma sembra non sia così, si riparte da un documento di fattibilità delle alternative progettuali, che oggi si chiama DOC.FAP; si riparte dall’anno zero, dal 1863.
A parte queste considerazioni, a nostro avviso riteniamo che questo appalto, sia stato emesso con tempi estremamente compressi e a cavallo delle festività Natalizie e di Capodanno, questo ci porta a dedurre che molte Società di progettazione europee e italiane non saranno in grado di poter esprimere una valutazione seria e corretta, o peggio ancora rinunceranno a partecipare a questo Bando; se si voleva ridurre i tempi, peggior periodo non poteva essere scelto, a nostro avviso questo non creerà una minima e sana concorrenza tra le varie Società di progettazione, come doveva essere quando si usa denaro pubblico.
Riteniamo inoltre che le motivazioni che hanno portato il Consorzio di Bonifica Emilia Centrale ad adottare l’attestazione di urgenza, sia ingiustificato a nostro avviso per questo Bando, ci sembra evidente che eviterà la partecipazione di un congruo numero di Società di Progettazione, essendo impossibile uno studio serio della documentazione allegata al bando in tempi così brevi e viste le festività: inoltre sembra che la documentazione sia stata resa disponibile alle Imprese con vari giorni di ritardo, vanificando e riducendo, di fatto, i tempi concessi.
Pertanto riteniamo corretto invitare la Procura della Repubblica a verificare se sussistono gli elementi minimi per annullare o prolungare la durata di effettuazione degli Studi di questo bando, in modo di consentire ad un congruo numero di imprese di progettazione di partecipare al bando.
Vogliamo segnalare inoltre che l’Ente appaltante si è avvalso dell’art 108, comma 5 del codice dei contratti pubblici (prezzo fisso ed immutabile non soggetto a ribasso), questo non consente una valutazione economica delle varie offerte, ma limita la scelta di chi si aggiudicherà l’appalto alla sola valutazione tecnica dell’offerta.
Da parte nostra riteniamo che il Bando vada modificato, allungando i tempi ed escludendo il prezzo fisso ed immutabile, che permetta una valutazione anche economica, non solo tecnica.
Per quanto sopra, il Comitato e altri esponenti hanno incaricato un loro avvocato di procedere alla stesura di un esposto da presentare al Presidente del Consorzio di Bonifica Emilia Centrale, alla Procura di Reggio Emilia, al MIT (Ministro Infrastrutture e Trasporti), al Segretario dell’Autorità di Bacino del fiume Po, al Presidente della Regione Emilia Romagna, al Presidente del Consorzio di Bonifica Parmense e ad Atersir, chiedendo alla Spett.le Procura della Repubblica di effettuare le opportune verifiche relativamente a questa Gara d’appalto, e se esistono turbative d’asta.
Riteniamo di inviare l’esposto entro mercoledì 10 gennaio 2024 in modo che anche il CdA della Bonifica Emilia Centrale, che si dice si riunirà giovedì 11 gennaio 2024, se vorrà, ne potrà discuterà tra le varie“.