26/10/2023 – Questa sera 26 ottobre, alle 19, sit-in di protesta al grido di “Io mi rifiuto”, davanti al Municipio di Reggio Emilia, in piazza Prampolini per chiedere conto al sindaco Luca Vecchi della nuova, e inattesa in queste proporzioni, stangata Tari, la tassa rifiuti che tutte le famiglie devono pagare a Iren. Si parla di aumenti di punto in bianco anche del 30%, mentre il primo cittadino di Reggio (coordinatore del patto di sindacato degli azionisti enti locali che controllano Iren) aveva assicurato incrementi non superiori al tasso di inflazione.
Il presidio, lanciato su Facebook, è promosso da Francesco Fantuzzi, fondatore e animatore di Reggio Città Aperta.
“Non è bastata la pantomima dello scorso marzo col tentativo, poi ritirato, di incassare con tre mesi di anticipo la prima rata della Tari: anche la seconda ci presenta la sorpresa.
Il confronto tra le due bollette dello stesso periodo è impietoso: stesso svuotamenti, stessi metri (che dimostrano peraltro che non è una tariffa puntuale).
Per quale ragione dovrei allora pagare 15 euro in più per aver ricevuto lo stesso servizio? Servizio che a oggi è il più caro, come dimostra il recente servizio di Reggionline”.
Chiede Fantuzzi: “Cosa pensano i Sindaci soci, iniziando da quello di Reggio, che abbiamo provveduto a invitare?”
PERCHE’ LA PROTESTA IN PIAZZA PRAMPOLINI
1. Perché gli aumenti applicati non sono trasparenti: il Sindaco Luca Vecchi (invitato per spiegare i criteri di tariffazione, ma non ha risposto) ha dichiarato lo scorso 27 aprile che eventuali aumenti della Tari non avrebbero comunque superato il tasso di Inflazione (5,7% parziale 2023) e che vi sarebbero stati “possibili risparmi derivanti per qualsiasi utenza dall’applicazione della tariffa puntuale, proporzionata alla quantità dei rifiuti conferiti.
2. Perché non è una tariffa puntuale e non incentiva a produrre meno indifferenziato: sotto i 18 svuotamenti non ci sono vantaggi. Non a caso, come conferma il recente rapporto di Legambiente, Reggio è una delle città che producono più rifiuti
3. L’impianto Forsu (i digestori di Gavassa per il trattamento dei rifiuti organici, ndr.) come era evidente fin da subito, non porterà alcun beneficio in termini tariffari, ma solo danni ambientali e maggiore inquinamento.
4. Se non fosse per l’impegno encomiabile di Stefano Ferrari e dei volontari di Reggioripuliamoci la situazione sarebbe decisamente peggiore, certamente anche per l’insufficiente senso civico dei cittadini.
Aggiunge Fantuzzi: “Che cosa chiediamo ed esigiamo come fruitori del servizio e non semplici pagatori?“
A. Anzitutto, conoscere i reali motivi dell’incremento dei costi, dato che la motivazione dell’inflazione non regge.
B. Una VERA tariffa puntuale senza pasticci come quella attuale, dove i comportamenti virtuosi sono incentivati
C. Una raccolta non basata su appalti al massimo ribasso che sfruttano il lavoro e offrono un mediocre servizio
D. Controlli seri e sistematici su quanto fuoriesce dall’impianto Forsu di Gavassa.”