28/11/2017 – Ennesimo incendio doloso nel reggiano. Ancora un’auto data a fuoco nella notte. L’ultimo attentato in ordine di tempo è avvenuto intorno a mezzanotte e mezza in via Landi a Cadelbosco Sotto. La vettura colpita, una Mercedes classe A, è andata completamente distrutta. Sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno circoscritto le fiamme, evitando danni ancora più gravi. L’automobile, una Mercedes classe A, risulta intestata a una signora di 43 anni , Rosetta Muto, originaria di Cutro. E’ la moglie dell’imprenditore edile Salvatore Mercadante, 46 anni, già condannato per estorsione e usura (la condanna di primo grado a 5 anni e 8 mesi nel 2013) e che ha scontato la sua pena.
Fra l’altro nel marzo 2013 la famiglia subì un analogo attentato, copl tentativo di mandare a fuoco la Mdercedes Classe A, probabilmente la stessa distrutta dalle fiamme questa notte
Rosetta Muto è anche cognata di Antonio Crivaro, imputato di Aemilia, arrestato nella maxi retata di fine gennaio 2015 e messo in libertà venti giorni dopo dal Tribunale del Riesame per assenza di gravi indizi.
Crivaro, difeso dall’avvocato Enrico Della Capanna, è cutrese e vive a Quattro Castella. Nell’udienza di Aemilia del 17 ottobre, il collaboratore di giustizia Antonio Valerio lo aveva indicato fra i reggenti attualmente in carica della cosca reggiana insieme a Carmine Sarcone, Giuliano Floro Vito e Luigi Muto.
Ma un altro elemento pesante riconnette l’attentato al priocesso Aemilia: Il padre del pentito Valerio fu ucciso in centro a Cutro nel 1997 da Rosario Ruggiero detto “Tre dita” , che era lo zio della signora rosetta Muto.
Sul posto dell’attentato che ha incenerito l’automobile, questa notte anche i carabinieri, che hanno avviato le indagini coordinate dalla Procura reggiana.
E’ l’ultimo episodio di una escalation impressionante: quello che appare come un drammatico ritorno alla “Reggio dei fuochi”. Non più tardi della notte tra sabato e domenica un incendio quasi certamente di origine dolosa, in una notte di pioggia, ha distrutto un capannone e 350 rotoballe in un’azienda agricola in frazione l’Oca, a Cavola di Toano.
Ben tre auto in nove giorni sono invece andate a fuoco a Reggiolo: l’ultima venerdì sera, quella di Francesco Citro di 31 anni, padre di due bambini, incendiata tre ore prima dell’efferato delitto di Villanova di Reggiolo, quando un killer ancora sconosciuto ha scaricato sette colpi calibro 9 sul giovane autista, uccidendolo sulla soglia di casa. Un delitto su cui indaga la Direzione distrettuale antimafia in collaborazione con la Procura reggiana.
Domani alle 14 nella parrocchiale di villanova di Reggiolo, i funerali di Francesco Citro.
Gli anni scorsi, sino all’operazione Aemilia, il territorio reggiano era stato colpito da decine di incendi dolosi ( il più drammatico nel 2012, sempre a Reggiolo, dove bruciarono ben nove autotreni), una sequela di attentati concepiti e attuati nell’ambiente dell’ndrangheta reggiana.
Da agosto, con l’incendio di tre tir a Bagnolo, la spirale degli incendi è ripresa in modo preoccupante.