16/9/2015 – E’ già scontro tra la Fiom e gli industriali reggiani sul Jobs Act, che sta completando il suo iter legislativo e presto sarà legge. In questi giorni stano arrivando alle aziende metalmeccaniche della provincia le lettere in cui il sindacato di Landini diffida le aziende metalmeccaniche a non applicare la riforma, almeno nella parte che riguarda i licenziamenti non per giusta causa, in cui l’obbligo di reintegro nel posto di lavoro viene sostituito dal risarcimento in denaro.
Contro questa campagna, lanciata a livello nazionale, ma che a Reggio è partita a spron battuto prima ancora dell’entrata in vigore del Job Act, èp sceso in campo il presidente di Unindustria Reggio Emilia Mauro Severi, che definisce “inconcepibile” la pretesa della Fiom di cancellare “non solo una legge dello Stato, ma un insieme di norme che spingono l’Italia verso la modernizzazione”. Tuttavia Severi apre la porta a “miglioramenti” dopo aver valutato nei prossimi mesi gli effetti del Jobs Act.
“La Fiom – sotiene Severi in una dichiarazione diffusa da via Toschi – pretende di cancellare per via contrattuale e sindacale importanti interventi legislativi prima ancora che entrino in vigore”, ma “a detto a chiare lettere che la strada intrapresa dal Governo è corretta”.
“Solo nei prossimi mesi potremo essere in grado di verificare sul campo l’effettiva e concreta ricaduta di questi interventi legislativi, le necessità di correzioni e gli opportuni miglioramenti. Tuttavia si tratta di provvedimenti che vanno finalmente nella giusta direzione, avvicinando la farraginosa legislazione lavoristica italiana alla normalità europea”.
Da qui l’invito sostanziale alle imprese a non cedere alla “richiesta della Fiom”: “E’ inconcepibile pensare che il sistema delle imprese possa assecondare la richiesta della Fiom di cancellare non solo una legge dello Stato, ma un insieme di norme che spingono finalmente l’Italia verso la modernizzazione in materia di legislazione del lavoro, provvedimenti sollecitati da tutto il sistema confindustriale, che hanno ottenuto apprezzamenti anche all’estero.
Al contrario ancora una volta la Fiom vorrebbe scaricare sulle imprese del territorio la sua incapacità di dialogo nelle sedi preposte e opportune”.
“Ci aspettiamo e auspichiamo da questo sindacato – conclude Severi – consapevolezza e collaborazione in uno scenario economico che vede affacciarsi timidi segnali di ripresa e senso di responsabilità nel non intraprendere azioni che possano nuocere al comparto industriale locale ed all’economia reggiana nel complesso”.