Il martirio di Norma Cossetto ?
“Balle fasciste”
Bloccata l’intitolazione della via a Reggio
Incredibile decisione della commissione toponomastica

30/11/2020 – Il Consiglio comunale, nel settembre scorso, ha approvato una mozione presentata da Cristian Panarari che impegna il Sindaco e la giunta a intitolare un luogo oppure una via a Norma Cossetto, Medaglia d’oro al merito civile, studentessa istriana che all’età di 23 anni fu torturata, ripetutamentre violentata e gettata in una foiba nell’ottobre 1943. Da decenni la sua storia – nonostante ripetuti tentativi negazionisti – simboleggia il sacrificio di tante donne e patrioti italiani che, per amore dell’Italia, non si piegarono alle barbarie.

Nel 1949 fu l’illustre latinista e parlamentare comunista Concetto Marchesi a proporre la laurea honoris causa alla memoria di Norma Cossetto, e infine nel 2005 la Repubblica, sotto la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi, insignì la martire della Medaglia d’ordo al Valor civile . A scrivere la storia di Norma Cossetto del resto sono stati studiosi e scrittori come Frediano Sessi, Arrigo Petacco e Gianni Oliva, tutti dichiaratamente antifascisti, la cui autorevolezza è ampiamente riconosciuta.

Invece, come spesso accade quando si tratta di pagine scabrose del secondo conflitto, della Resistenza e della guerra civile, a Reggio Emilia si va come i gamberi, facendo strame anche dell’ evidenza dei fatti.

E’ accaduto che la commissione toponomastica del Comune di Reggio Emilia (Chiara Piacentini delegata del sindaco, Massimo Storchi di Istoreco, Giuseppe Adriano Rossi per la Deputazione di Storia Patria, il dirigente Marco Bertani, l’assessore Lanfranco De Franco) nella riunione del 27 ottobre ha bloccato la delibera del consiglio comunale, mettendo in discussione le circostanze stesse della morte di Norma Cossetto, e sollevando il dubbio che a Roma sia stata fatta “un’istruttoria approfondita” in sede di assegnazione della medaglia d’oro. Da qui “la sospensione di ogni parere – si legge nel verbale della commissione – in attesa di formalizzare la richiesta alla Presidenza della Repubblica, e di ricevere da quest’ultima risposta”.

Il verbale di questa riunione voltata al surreale, è saltato fuori grazie alla consigliera Cinzia Rubertelli di Alleanza Civica.

Massimo Storchi

Nel documento si legge che è stato Massimo Storchi, interpellato in proposito, a illustrare alla Commissione la presunta mancanza di “notizie storiche certe e verificate riguardanti le vissi citudini che hanno portato alla cattura e all’uccisione della Cossetto . “Infatti – si legge nel verbale – esistono solo fonti verbali circa l’accaduto tutte provenienti da una unica fonte, la famiglia (aderente al fascismo anche durante la repubblica di Salò – aggiunge Storchi – e il padre morì combattendo a fianco dei nazisti durante la repressione antipartigiana in Istria)”. A seguito di queste affermazioni, e in considerazione che è stata concessa una medaglia d’oro, nella stessa riunione Giuseppe Adriano Rossi ha chiesto se sia stata fatta un’istruttoria approfondita a Roma, e se sia possibile procedere con richiesta di accesso agli atti. Da qui la conclusione di sospendere la pratica Cossetto, in attesa della risposta daRoma.

Significativo il fatto che Storchi, a ben leggere il verbale, abbia calcato la mano sulle “vissicituini” che portarono alla cattura e alla morte della Cossetto: una famiglia fascista, un padre podestà e inquadrato nella Milizia, morto in azione contro i partigiani etc. Come se il martirio di una italiana, in quanto”fascista”, non avesse valore. E a questo punto, qualcuno abituato andreottianamente a pensar male solleva il dubbio che dietro la richiesta di chiarimenti non si celi il tentativo negazionista, sia pure azzardato, di avviare una procedura per la revoca della medaglia d’oro.

Resta sta il fatto che la commissione toponomastica di Reggio, andando ben oltre le proprie prerogative, ha raggiunto un primo risultato: rinviare sine die l’intitolazione della strada a Norma Cossetto.

“STORCHI, POSIZIONE NON CORRETTA E PRESTESTUOSA “

La vicenda viene denunciata in una nota dai consiglieri Cinzia Rubertelli e Cristian Panarari.

“Dopo l’approvazione in Consiglio comunale, la commissione Toponomastica avrebbe dovuto effettuare solo una valutazione puramente tecnica sull’individuazione del luogo in cui porre la targa dedicata alla Cossetto. Invece, l’iter è fermo – denunciano i consiglieri – Perché? Presto detto. Nella commissione del 27 ottobre scorso, Massimo Storchi di Istoreco (componente della stessa) ha contestato una presunta non attendibilità e come non verificate le notizie storiche  riguardanti le vicissitudini che hanno portato alla cattura e all’uccisione della Cossetto.

Cinzia Rubertelli

 Peccato- aggiiungono – che il 9 gennaio 2005 l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi abbia conferito a Norma Cossetto la medaglia d’oro al merito civile, alla memoria, con la dicitura “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. 5 ottobre 1943 . Villa Surani (Istria)“-

Aggiungono Rubertelli e Panarari: “La posizione di Massimo Storchi, recepita dalla Commissione, appare non corretta e pretestuosa anche solo ad un immediato esame della vicenda di Norma Cossetto.

Cristian Panarari

Il Consiglio comunale di Reggio, città che ha sempre avuto una particolare attenzione al valore e al significato della storia, ha approvato la mozione per l’intitolazione di un luogo o di una via a questa giovane con cognizione di causa e forte di un autorevole riconoscimento della Presidenza della Repubblica. Ed è tempo- concludono – che a quell’indirizzo venga dato seguito, senza se e senza ma”.  

AIMI (FORZA ITALIA): “DECISIONE VERGOGNOSA, SINISTRA SENZA PUDORE

1/12/2020 -“E’ vergognoso quanto accaduto in Commissione Toponomastica nel Comune di Reggio Emilia. A settembre il consiglio comunale aveva approvato a maggioranza l’intitolazione di uno spazio pubblico a Norma Cossetto, studentessa istriana che, nel settembre del 1943, fu sottoposta a inaudite torture dai partigiani titini e poi gettata in una foiba. Ebbene, in Commissione invece si è deciso di “prendere tempo” con la scusa della mancanza di notizie storiche certe e verificate.

Ancora una volta dal Comune di Reggio Emilia una presa di posizione assurda, piena di livore ideologico. Nemmeno la medaglia d’oro al merito civile, concessa a Norma Cossetto nel 2005, dalla presidenza della Repubblica, riesce a cancellare l’odio e il pregiudizio che da sempre anima questa sinistra senza pudore. (Sen. Enrico Aimi – Coordinatore Regionale FI Emilia Romagna)

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27 risposte a Il martirio di Norma Cossetto ?
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Bloccata l’intitolazione della via a Reggio
Incredibile decisione della commissione toponomastica

  1. Paolo Rispondi

    01/12/2020 alle 15:24

    Negare la verità su crimini del genere e vergognoso

  2. Albatros Rispondi

    01/12/2020 alle 15:45

    Solo il cuore degli empi e dei malvagi può cercare pretesti ideologici pur di non onorare questa povera giovane donna, vittima di uno dei più atroci femminicidi. Non vi riesce proprio un gesto di grande pietà verso chi ha pagato un prezzo così alto? Ma cosa avete al posto del cuore, un serpente a sonagli?

  3. Tone Rispondi

    01/12/2020 alle 16:07

    Finché le commissioni saranno composte da gente di parte continueremo ad avere vie intitolate a che guevara e personaggi simili

  4. Ivaldo Casali Rispondi

    01/12/2020 alle 17:06

    La censura comunista staliniana dei “democratici” del Pd!

    Allego questo pezzo in ricordo del barbaro assassinio di Norma Cossetto:

    La tragedia delle donne infoibate, deportate e scomparse.
    Cercare di fornire un elenco delle migliaia di donne infoibate, vittime di violenze e stupri, è un’impresa ardua per cui ho ritenuto di soffermarmi, solo, sulla tragica storia di una di queste, Norma Cossetto.
    Norma Cossetto, viene stuprata da un gruppo di partigiani comunisti, seviziata e poi gettata nella Foiba di Villa Surani. Il suo corpo fu ritrovato nel 1943 dai Vigili del Fuoco di Pola. Giuseppe Comand, 98 anni, è l’unico di quei pompieri ancora vivo e al quotidiano “Avvenire” di recente ha raccontato che “Norma era seduta, la schiena appoggiata alla parete di roccia, gli occhi aperti verso l’imbocco della Foiba”. Ma Norma non fu vittima solo dei partigiani slavi, come si vede nel film “Rosso Istria”. Le foibe non furono solo opera dei titini. I partigiani italiani ebbero un ruolo storicamente definito e ormai abbondantemente studiato. In proposito, il commento migliore lo affidiamo alle parole della sorella di Norma, Licia Cossetto, scomparsa nel 2013 nello stesso giorno, il 5 ottobre, in cui 70 anni prima sua sorella veniva gettata viva nella foiba di Villa Surani: “Con mia sorella Norma, ricordo il nostro papà Giuseppe, infoibato anche lui, con parecchi altri miei familiari. La nostra colpa era quella di essere italiani e di voler restare italiani. Norma avrebbe potuto salvarsi qualora avesse aderito alle richieste dei suoi assassini che le proposero di restare con loro e di diventare Croata: cosa che lei respinse coraggiosamente, alla luce della sua fedeltà alla Patria. Allora, la portarono ad Antignana, la legarono ad un tavolo col filo di ferro uncinato ai polsi ed alle gambe: erano una ventina, e fecero di lei quello che volevano, torturandola ed usandole ripetute violenze. Norma chiedeva acqua e chiamava la mamma, ma nessuno si mosse a pietà. Non sarò tanto diplomatica, diversamente da altri. Ho il dente avvelenato perché lo Stato Italiano si è ricordato di noi troppo tardi. D’altro canto, la colpa è anche nostra, perché quello istriano è soprattutto un popolo laborioso e paziente, che ha scelto l’Esodo in massa tirandosi su le maniche e mettendosi a lavorare: io stessa ho insegnato per 42 anni. Nell’esilio sono stata oggetto di tanti torti, ma anche in Istria ero stata imprigionata e riempita di botte; per mia fortuna trovai un compagno di scuola che mi sottrasse ai nostri carcerieri riportandomi a casa, da dove, quella stessa notte, potei fuggire con una zia, raggiungendo a piedi Trieste con una marcia di 60 chilometri. Ho il dente avvelenato per tanti motivi ma, come ripeto, prima di tutto per il silenzio ufficiale che ha coperto per 60 anni la nostra tragedia. E poi, chiedo a chiunque sia andato a scuola se ha mai trovato in un libro di testo una parola sulla terribile vicenda istriana: ignoranza voluta e programmata. Il 10 febbraio 2006, quando il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi mi ha consegnato la Medaglia d’Oro al Valore concessa alla memoria di Norma per il nobile comportamento davanti agli aguzzini e per il rifiuto di collaborare col nemico, e mi ha chiesto se fossi contenta, gli risposi ringraziando, ma rammentando che aspettavo da troppo tempo, senza che nessuno si fosse mai ricordato dei nostri infoibati. Dobbiamo dire grazie alle forze armate tedeschi, se a seguito della loro temporanea occupazione dell’Istria siamo riusciti a recuperare i resti di alcune vittime, ma la gran parte è ancora laggiù: io non so ancora e non saprò mai dove sia finita la maggior parte dei miei parenti scomparsi assieme a Norma. Le foibe sono custodi del nostro dramma sconosciuto. Bisogna informare meglio, anche sulla consueta versione secondo cui il martirio istriano avrebbe avuto luogo a causa esclusiva dei partigiani di Tito. In realtà, loro occuparono subito qualche centro maggiore, all’indomani dell’8 settembre 1943, ma in quelli minori furono i partigiani locali – nostri concittadini italiani! – a scatenarsi: venivano di notte a farci alzare ed a sparare sopra i letti, ed anche gli assassini di mia sorella erano compaesani comunisti, che ricordo benissimo uno per uno. Costoro hanno persino la pensione dell’INPS, compresi i superstiti del gruppo che aveva torturato ed infoibato Norma. Infatti, la legislazione italiana del dopoguerra ha stabilito che era sufficiente aver prestato servizio, sia pure per pochi giorni, in forza all’Italia, per avere diritto alla pensione: cosa tanto più paradossale, visto che a noi, invece, nulla è stato dato. Personalmente, ho ricevuto un’autentica miseria solo come indennizzo per i beni “abbandonati” e, quindi, un’ulteriore beffa. Questa è la nostra storia, tanto tragica che non mi sento di perdonare: del resto, come è stato detto, “soltanto i morti hanno il diritto di perdonare, mentre i vivi hanno il dovere di ricordare”. Questo è l’obbligo morale che lascio in eredità alla mia famiglia ed al nostro popolo”.

  5. Gianluca Nicolini Rispondi

    01/12/2020 alle 17:37

    Bastava aprire la pagina della Presidenza della Repubblica per leggere le motivazioni (sintetiche) del conferimento… ma l’odio ideologico acceca anche le menti più sagge.
    Spero che il Consiglio Comunale di Reggio che ha votato l’intitolazione della via a questa giovane martire dell’odio politico chieda la rimozione di tutti i membri della commissione per manifesta faziosità ideologica.

    Ecco il link alla pagina della Presidenza della Repubblica

    https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/161496

    Gianluca Nicolini
    Coordinatore provinciale di Forza Italia

  6. Pietro spadoni Rispondi

    02/12/2020 alle 10:42

    Penso che questo negazionismo ( credo già contemplato da leggi europee e italiane , anche se condannato sempre se rivolta in una sola ben nota direzione)andrebbe segnalato e denunciato con azioni legali da forze politiche che già si sono battute per la situazione istriana. GIA’ L’ ITALIA NELLE FIGURE DEI SUOI GOVERNANTI, DALLA FINE DELLA 2 GUERRA MONDIALE A POCHI ANNI FA DOVREBBE VERGOGNARSI DEL COMPORTAMENTO RIGUARDO LA QUESTIONE ISTRIANANA NONOSTANTE L’ ALIBI DELLA RAGION DI STATO.,ma ancor di più dovrebbero vergognarsi ed essere perseguiti i negazionisti del caso in oggetto che non possono più addurre neanche quel codardo alibi e mostrano tutta la loro grettezza coinvolgendo anche le istituzioni che rappresentano. Riguardo le pensioni INPS notoriamente
    nm erogate a quei partigiani titini già riconosciuti come criminali,se ne dovrebbero occupare i parlamentari di un certo indirizzo nelle sedi opportune

  7. Lucia Bellaspiga Rispondi

    02/12/2020 alle 10:49

    Triste che a pochi giorni dal 25 novembre, Giornata dedicata alla violenza contro le donne, qualcuno di permetta di negare la memoria e la pietà a una ragazza di 23 anni stuprata dal branco, mutilata e infine assassinata. Dunque ci si riempie la bocca il 25 novembre di retorica stucchevole, e subito dopo si discuta in modo osceno sulla storia del padre della vittima, come se questo cambiasse qualcosa sullo scempio fatto su questa donna. Dunquw le figlie dei fascisti possono essere stuprate? Buono a sapersi: qualcuno preparerà presto una ella lista di proscrizione delle categorie di donne che è lecito violentare, sevizie e infine gettare in un pozzo! Reggio Emilia si vergogni.

  8. Lucia Bellaspiga Rispondi

    02/12/2020 alle 10:49

    Triste che a pochi giorni dal 25 novembre, Giornata dedicata alla violenza contro le donne, qualcuno di permetta di negare la memoria e la pietà a una ragazza di 23 anni stuprata dal branco, mutilata e infine assassinata. Dunque ci si riempie la bocca il 25 novembre di retorica stucchevole, e subito dopo si discuta in modo osceno sulla storia del padre della vittima, come se questo cambiasse qualcosa sullo scempio fatto su questa donna. Dunque le figlie dei fascisti possono essere stuprate? Buono a sapersi: qualcuno preparerà presto una ella lista di proscrizione delle categorie di donne che è lecito violentare, sevizie e infine gettare in un pozzo! Reggio Emilia si vergogni.

  9. GIUSEPPE LA ROSA Rispondi

    02/12/2020 alle 11:52

    🙏❤🌹🇮🇹 SONO A DIR POCO ESTERREFATTO E NAUSEATO PER L’OLTRAGGIO ALLA MEMORIA PERPETRATO DA UNA COMMISSIONE NEI CONFRONTI DI QUESTA MARTIRE C HE HA NEGATO L’AUTORIZZAZIONE PER INTITOLARLE UNA PIAZZA O UNA VIA COMMISSIONE NOMINATA DA CHI? COMMISSIONE CHIARAMENTE DI PARTE CHE HA NEGATO LA STORIA NORMA CROSETTO E’ STATA PRIMA SEQUESTRATA POI VIOLENTATA E POI TRUCIDATA DA UNA BANDA DI PARTIGIANI TITINI A NORMA IL PRESIDENTE CIAMPI LE AVEVA CONFERITO UNA MEDAGLIA D’ORO ALLA MEMORIA E DALL’ATENEO CONFERITO UNA LAUREA POST MORTEM E QUESTA COMMISSIONE SI È COMPORTATA PEGGIO DEI PARTIGIANI TITINI FACENDO SCEMPIO DELLA SUA MEMORIA E LEGGENDO I NOMI DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE SI PUÒ NOTARE CHE VI SONO ANCHE DELLE DONNE CHE HANNO CONTRIBUITO CON UN COMPORTAMENTO DISONOREVOLE PER LORO A QUSTO SCEMPIO CHE MAGARI AMMANTATE DALLA BANDIERA ARCOBALENO VANNO A FARE LA PROTESTE PER I FEMMINICIDI E LA VIOLENZA SULLE DONNE E CHE MAGARI HANNO DELLE FIGLIE E MI PIACEREBBE SAPERE COSA RACCONTERANNO ALLE FIGLI SU SIFFATTO COMPORTAMENTO MA È PROBABILE CHE LE FIGLIE SIANO DELLA STESSA SCHIATTA

  10. Guido Rispondi

    02/12/2020 alle 12:13

    Non c’è niente da commentare!! Si commenta da se, é triste vedere la miopia di questi personaggi!!! Miopia strumentale, fin che non si riconciliano, ed insieme si scrive gli eventi collocandoli come sono realmente accaduti questo paese non avrà mai pace!

  11. L'Eretico Rispondi

    02/12/2020 alle 12:21

    Non sono di destra e neppure di sinistra, sono per il buon senso.
    Conoscendo Carlo Azeglio Ciampi ritengo che abbia fatto le cose come si doveva.
    Negare una via ad una martire insignita di una Medaglia d’Oro al Valore Civile credo che sia un gesto di un’arroganza straordinaria.

    Che il dott. Massimo Storchi spieghi perchè abbiamo una strada intitolata a Che Guevara e non possiamo intitolare una strada a questa ragazza.
    Il PD che eredita questa arroganza comunista, ne rimarrà vittima.

  12. Giancarlo Gamberini Rispondi

    02/12/2020 alle 15:21

    Scusate,ma basta leggere i nomi di chi fa parte della “Commissione Toponomastica”!! Sembra di tornare ai comitati del PCI duro e puro degli anni ’60,come se il tempo dell’intolleranza ideologica non fosse mai passato.Questi se ne sbattono anche di una medaglia al valor civile concessa dalla Presidenza della Repubblica e le strade della nostra citta’ devono essere intitolate soltanto a chi passa attraverso la gogna del loro personale codice etico!

  13. Magda Rroverover Rispondi

    03/12/2020 alle 01:42

    Sono Magda Rover esule istriana.Ero in Antignana ho assistito all’esposizione della salma di Norma e compagni estratti dalla fobia di Villa Durano.Ho sentito il terribile racconto delle sevizie da lei subite.E’imperdonabile la menzogna e il perpetuare dell’odio così satanico.Meriterebbero la fine di NORMA. Io all’epoca avevo poco più di sette anni e ne sono stata segnata per sempre!Magda Rover!Se volete uccidere anche me,Visto che ai vostri compagni non è riuscito fate pure è umiliante vivere in una terra dove prosperano esseri come voi!

  14. Enrico Rispondi

    03/12/2020 alle 12:52

    Balle fasciste.

  15. Fl Rispondi

    03/12/2020 alle 13:49

    La vergogna comunista supera ogni immaginazione. Che ci sia ancora certs gente che dà pareri e’ un’offesa al genere umano

  16. Walter Rispondi

    03/12/2020 alle 14:25

    Ancora oggi si può verificare le sporcherei perpetrate dai partigiani dei territori descritti.Ho per alcuni anni operato come tecnico agronomico su queste aree frequentando aziende vitivinicole negli anni 80 entrando nelle confidenze di molte famiglie friulane e istriane rimandate in Italia e sistemate nell’area di fossalon riassunto le loro confidenze di italiani espulsi dal comunismo partigiano non può esserci descrizione più vomitevole supportata da un purtroppo dichiarato presidente della Repubblica italiano napoletano

  17. Elio Rispondi

    03/12/2020 alle 14:47

    Comunisti infami

  18. Marco Rispondi

    03/12/2020 alle 19:05

    Effettivamente però le poche fonti orali sono arrivate dalla sorella e riportate come voci di persone anonime… Gli unici atti sono discordanti (la famosa relazione del capo dei vigili del fuoco) e il ritrovamento nella foiba di dodici “bustine” titine, che le leggende successive hanno attribuito con notevole fantasia ai dodici stupratori ma che molto più probabilmente a militari morti negli stessi giorni, tanto che la storica Cernigoi sostiene -facendo riferimento ad altri casi simili- che i tredici (cioè i dodici partigiani titini e Norma) vennero probabilmente fucilati dai nazifascisti, che non andavano certo per il sottile e insieme ai nemici spesso amamzzavano anche i loro prigionieri.
    Dello stupro e delle sevizie NON esistono prove, e le testimonianze sono comunque in forte contrasto tra loro.

    • Eros Rispondi

      28/02/2021 alle 23:13

      Marco, quelli come te che hanno un minimo di spirito critico, vengono taciuti dalle scimmie urlatrici che non sanno nulla né su Norma, né sui fatti accaduti, non sanno nemmeno dov’è l’Istria. Mi sembra singolare che lo Stato italiano nato dalla Resistenza premi con una medaglia d’oro una ragazza ben inserita nel contesto fascista e lei stessa fascista convinta e la cui morte non è stata mai chiarita fino in fondo. Il lavoro della Cernigoi su Norma è esemplare di una certa storiografia ancora onesta ma non possiamo aspettarci che delle scimmie sappiano leggere e perfino capirne i contenuti.

      • stefano Rispondi

        20/03/2021 alle 15:07

        Il suo furore ideologico si smorzerebbe nel caso in cui fosse assolutamente certo di ciò che quei barbari e vili partigiani comunisti hanno fatto? Si risponda e accetti la realtà sulla sua persona.

  19. Michele San Pietro Rispondi

    05/12/2020 alle 17:28

    Ho avuto la sventura di conoscere Massimo Storchi, avendo frequentato per alcuni anni la stessa parrocchia… Finché la cultura a Reggio sarà rappresentata da personaggi del genere, scordiamoci che possa cambiare qualcosa.

  20. Alessandro Poretti Rispondi

    07/12/2020 alle 17:03

    Sono un esule istriano, disgraziatamente è tutto vero.
    I politici di sinistra hanno ancora l’imprinting del vecchio partito comunista esi comportano di conseguenza.
    Vergogna!!!!

  21. vincenzo Rispondi

    13/12/2020 alle 01:06

    è vero che i partigiani titini che sono stati salvati in italia,sono stati o sono beneficiari di pensione? se ciò fosse, sarebbe un tradimento all’italia ed agli italiani che combatterono per il loro stato italiano.

  22. vincenzo Rispondi

    13/12/2020 alle 01:18

    è vero che i politici massacratori delle foibe,delle regioni dell’est italia e i partigiani titini,a fine guerra ricevettero una pensione per atti “eroici” contro gli italiani? se ciò fosse vero,sarebbe una ulteriore offesa contro i nostri italiani che subirono le gesta di crudelta dal popolo titino di allora,oltre un gesto di tradimento contro il popolo italiano nostro.

  23. Frida Rispondi

    28/02/2021 alle 23:17

    Norma Cossetto era esponente del GUF (Gioventù Universitaria Fascista) in Istria, figlia di Giuseppe Cossetto, ricco possidente e segretario del fascio del Comune di Santa Domenica di Visinada, già podestà di quel Comune ed ex Commissario governativo delle Casse Rurali della Provincia d’Istria tramite le quali centinaia di contadini slavi dell’Istria furono espropriati delle loro terre. Quindi Norma è stata una fascista in piena regola. Perché mai intitolare una via a una fascista? Perché non darla a questo punto anche a Mussolini? Non è lo stato italiano nato dalla Resistenza e l’apologia del fascismo è reato?

    • stefano Rispondi

      20/03/2021 alle 15:09

      Leggendo ciò che scrive ho l’ennesima conferma che il comunismo è una malattia. Incurabile.

  24. Opera Nazionale Caduti senza Croce Rispondi

    08/03/2021 alle 22:38

    AREZZO Giardino in onore di Norma Cossetto
    CASALE MONFERRATO (Alessandria) Giardino in onore di Norma Cossetto
    CINISELLO BALSAMO (Milano) Targa – Martiri delle Foibe – Norma Cossetto
    FIRENZE (quart. Sorgane) Giardino Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    PIACENZA (quart. Besurica) Giardino Norma Cossetto
    SESTO SAN GIOVANNI (Milano) Giardino Norma Cossetto – Martire delle Foibe . 1920 – 1943
    TREVISO – fraz. Santa Bona Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    ABETONE CUTIGLIANO – fraz. Pianosinatico (Pistoia) Comune di Abetone – Scuola primaria – e dell’infanzia – Norma Cossetto
    ALESSANDRIA Giardini Norma Cossetto
    ASSISI – fraz. S.Maria degli Angeli (Perugia) Parco in memoria di Norma Cossetto
    BOLOGNA Giardino Norma Cossetto
    BOLZANO Passaggio in onore di Norma Cossetto
    BOVOLONE (Verona) Via Norma Cossetto
    CADORAGO (Como) Area in ricordo di Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    CALALZO (Belluno) Sala Consiliare in onore di Norma Cossetto
    CAMPELLO SUL CLITUNNO – fraz. Pettino (Perugia) Via Norma Cossetto
    CASCINA (Pisa) Piazza Norma Cossetto
    CASSANO DELLE MURGE (Bari) Giardino in onore di Norma Cossetto
    CASTELLABATE – fraz. San Marco (Salerno) Via Norma Cossetto
    CECINA (Livorno) Via Norma Cossetto
    CHIESINA UZZANESE (Pistoia) Parco Norma Cossetto e tutti i Martiri delle Foibe
    CHIETI Largo Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    CISLIANO (Milano) Via Norma Cossetto
    CIVITANOVA MARCHE (Macerata) Anfiteatro Norma Cossetto
    CIVITAVECCHIA (Roma) Memorial in onore della Martire delle Foibe Norma Cossetto
    COLOGNO MONZESE Monzese (Milano) Parco Norma Cossetto
    COMISO (Comiso) Piazzetta Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    DERVIO (Como) Parco Norma Cossetto
    DUE CARRARE (Padova) Piazza Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    ESTE (Padova) Biblioteca Civica – Aula in onore di Norma Cossetto
    FANO (Pesaro Urbino) Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe (1920-1943)
    FOLIGNO (Perugia) parco comunale degli Orti Orfini Norma Cossetto giovane studentessa istriana infoibata a Villa Surani, Medaglia d’Oro al Merito (conferita dal Pres. Ciampi) e Laurea “Honoris Causa” conferita dall’Università di Padova dove studiava
    FOSSANO (Cuneo) Parco Norma Cossetto – Vittima delle Foibe (1920-1943)
    GHEMME (Novara) Parco Norma Cossetto
    GIARDINI-NAXOS (Messina) Via Norma Cossetto
    GORIZIA Via Norma Cossetto – Martire infoibata (1920-1943)
    GRUMOLO DELLE ABBADESSE (Vicenza) Piazza Norma Cossetto
    GUALDO TADINO (Perugia) Via Norma Cossetto
    L’AQUILA – fraz. Cansatessa Via Norma Cossetto
    LATINA Piazzetta Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    LECCE Memorial in onore di Norma Cossetto – Medaglia d’Oro al Merito Civile
    LEGNAGO (Verona) Via Norma Cossetto
    LIMENA (Padova) Biblioteca Norma Cossetto
    MESTRE (Venezia) Rotonda Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    MIGGIANO (Lecce) Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    MILANO Giardino Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    MILANO (Municipio IV) Parco Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    MOGLIANO VENETO (Treviso) Via Norma Cossetto Martire delle Foibe
    MONTEBELLUNA (Treviso) Giardino Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    MONZA Stele in memoria di Norma Cossetto
    MORTEGLIANO (Udine) Circolo Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    MUGGIO’ (Monza-Brianza) Piazza Norma Cossetto
    NARNI (Terni) Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe (1920-1943)
    NOVARA Memorial in onore di Norma Cossetto Vittima delle Foibe (1920-1943)
    PADOVA via n. cossetto
    PADOVA Università – Memorial in Ricordo degli Esuli e di Norma Cossetto
    PADOVA (Atrio Università) Memorial di Norma Cossetto e degli studenti Caduti per la Libertà
    PESCARA Giardini Norma Cossetto
    REGGIO CALABRIA Parco Norma Cossetto
    ROMA – Municipio IX ex XII, Quartiere Giuliano Dalmata Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    RONCOFERRARO (Mantova) Giardini Norma Cossetto
    ROVEREDO IN PIANO (Pordenone) Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    ROVIGO Via Norma Cossetto
    SAN DONA’ DI PIAVE (Venezia) Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    SAN GIORGIO IN BOSCO (Padova) – Atrio di Villa Bembo Memorial in onore di Norma Cossetto studentessa ventitreenne infoibata
    SANT’ANTIOCO (Carbonia-Iglesias) Via Norma Cossetto
    SAVIGLIANO (Cuneo) Piazza Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    SENAGO (Milano) Parco in onore di Norma Cossetto
    SEQUALS (Pordenone) Giardini in Onore di Norma Cossetto
    SEREGNO (Monza-Brianza) Memorial in onore di Norma Cossetto – Medaglia d’Oro al Valore
    SIENA Parco Norma Cossetto
    TERAMO – fraz. Piano d’Accio Via Norma Cossetto
    TRIESTE Stele per Norma Cossetto
    TRIESTE Via Norma Cossetto
    VARISELLA (Torino) Via Norma Cossetto
    VEGLIE (Lecce) Circolo Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    VENEZIA Rotatoria in memoria di Noma Cossetto – Martire delle Foibe
    VERBANIA (Verbano-Cusio-Ossola) Parco Norma Cossetto (Medaglia d’Oro al Valore)
    VERONA Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    VILLA SANT’ANGELO (L’Aquila) Vicolo Norma Cossetto
    VILLASANTA (Monza-Brianza) Via Norma Cossetto

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