Sabato congresso Confcoop: super-Alai saldo in sella
Qualcuno metterà in discussione il potere del presidente?

Giuseppe Alai, presidente del Banco Emiliano, di Confcooperative Reggio Emilia e del Consorzio Parmigiano Reggiano

Giuseppe Alai, presidente del Banco Emiliano, di Confcooperative Reggio Emilia e del Consorzio Parmigiano Reggiano

17/2/2016 – Dopo due mesi di confronti che hanno coinvolto centinaia di amministratori (l’ultimo il 3 febbraio scorso, con al centro gli scenari economici e il tema della rappresentanza) e la celebrazione delle assemblee dei diversi comparti, è cominciato il conto alla rovescia del congresso quadriennale di Confcooperative Reggio, in programma sabato 20 febbraio al Centro internazionale Loris Malaguzzi.

Al centro del congresso il futuro programma di lavoro, il rinnovo del Consiglio provinciale e l’elezione del nuovo presidente. Giuseppe Alai mantiene un ferreo controllo sull’organizzazione, nonostante le grane che ha dovuto affrontare in Banco Emiliano e gli attacchi per la conduzione del consorzio del Parmigiano Reggiano.

All’appuntamento sono chiamati i delegati delle 408 cooperative aderenti a Confcooperative, che dalla celebrazione del precedente congresso (il 9 marzo 2012) ad oggi hanno registrato una flessione del numero dei soci (oggi 52.653, con circa 3.000 unità in meno legate quasi esclusivamente al settore dell’abitazione e, in misura assai più modesta, all’agroalimentare) , mentre si sono mantenuti in crescita sia i livelli occupazionali che il fatturato.

Emblematici, al proposito, i dati che parlano di quasi 16.500 occupati, con una crescita, nell’ultimo quadriennio, del 6,6%, corrispondente a 1.000 unità in più.

“Un dato – sottolinea  Alai – particolarmente significativo e legato, in buona misura, al buon andamento delle cooperative sociali, alla tenuta del comparto agroalimentare e allo sviluppo delle imprese di servizi, con l’eccezione di quelle imprese di logistica che in questi anni hanno sofferto gli effetti delle crisi della manifattura, ma anche di azioni di dumping contrattuale e irregolarità sul mercato del lavoro che ancora non sono state rimosse”.

Nonostante la crisi che ha investito la cooperazione reggiana, le imprese di Confcooperative hanno chiuso l’ultimo quadriennio con un aumento sensibile del fatturato, portando il valore complessivo al di sopra dei 4 miliardi (+9,2%).

“Siamo ben lontani – spiega Alai – dalle performance del quadriennio precedente (+ 18% il volume d’affari complessivo), ma si tratta, indubbiamente, di un buon risultato, sul quale hanno contemporaneamente inciso i buoni andamenti di alcuni comparti (il vitivinicolo, innanzitutto, ma anche alcune aree dei servizi alle imprese e alla persona) e una flessibilità che ha consentito alle piccole e medie imprese cooperative (che in stragrande maggioranza compongono l’universo imprenditoriale di Confcooperative) di adeguarsi a condizioni di mercato che hanno richiesto anche un ampliamento di funzioni e l’ingresso in nuove aree di lavoro comunque legate alle primarie attività”.

 

“Nell’ultimo decennio – conclude Alai – abbiamo registrato, nel panorama cooperativo, alcune crisi aziendali anche gravi, che però nulla hanno a che vedere con la vitalità di un modello e di un sistema che dal 2007 al 2013 a livello nazionale ha accresciuto il proprio valore aggiunto del 24,7% (srl e spa si sono fermate, rispettivamente, al + 10,6% e allo 0,7%) e ha garantito una crescita degli introiti per le casse dell’erario per 5, 475 miliardi in più, mentre altre forme d’impresa hanno ridotto di 15,7 miliardi questo contributo”.

All’Assemblea di Confcooperative – che si terrà sabato 20 febbraio alle 8,30 al Centro Malaguzzi – interverranno, tra gli altri, il Sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi, e il presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini.

 

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