Nomine e appalti, i Cinque Stelle scoperchiano i tombini di Iren
Chiesta la testimonianza di Bini alla Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti

17/2/2016 – Dopo le clamorose dimissioni di Bini dalla commissione legalità del Gruppo Iren, i Cinque Stelle alzano il tiro sulla multiutility, sulle nomine del vicepresidente Ettore Rocchi e degli altri amministratori nominati dai sindaci Delrio e Vecchi  (ultimo caso quelli di Ireti, con l’ingresso a viva forza in cda  dell’amministratore delegato di Unipeg-Assofood Moris Ferretti), sugli appalti a imprese interdette o con relazioni pericolose. Ce n’è anche per il senatore Fausto Giovanelli che viene iscritto d’ufficio nella lista dei distratti e/o smemorati del Pd,  a proposito della Ciampà Paolo cui Iren affidò l’ampliamento di Poiatica: “La ditta già nota anche alla Commissione sul ciclo dei rifiuti, ma l’allora senatore Giovanelli (Pd) non si accorse di quanto scritto negli atti della Commissione di cui faceva parte”.

 

Ettore Rocchi, vicepresidente del Gruppo Iren e presidente di Iren Rinnovabili

Ettore Rocchi, vicepresidente del Gruppo Iren e presidente di Iren Rinnovabili

Anche su questo fronte i grillini mobilitano una  batteria di parlamentari, fra gli altri  Stefano Vignaroli e Alberto Zolezzi, uno vicepresidente e l’altro membro della commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.  Oggi stesso Vignaroli ha chiesto in ufficio di presidenza che Enrico Bini sia ascoltato dalla commissione parlamentare: il sindaco di Castelnovo Monti ha dato la sua disponibilità.  I Cinque Stelle aprono il tombino maleodorante degli appalti della multiutility: dall’ampliamento di Poiatica affidato alla ditta Ciampà, sino alla raccolta rifiuti affidata tre anni fa alla Tradeco, appalto revocato su segnalazione dell’allora consigliere Matteo Olivieri.  “Negli ultimi dieci anni Agac, Enia e oggi Iren Spa più volte sono state oggetto di appalti finiti a ditte sotto indagini o interdittive”, accusano Vignaroli, Zolezzi e ladeputata reggiana Maria Edera Spadoni.

“Le dimissioni dalla Commissione Legalità di Iren Spa di Enrico Bini, sindaco di Castelnuovo Monti e Presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino da anni impegnato per la legalità e contro le mafie rappresentano l’ennesimo schiaffo alle politiche di mancata trasparenza di questa multiutility e dei suoi amministratori in primo luogo quelli nominati da Graziano Delrio ed il successore Luca Vecchi: pensiamo ad esempio al vice presidente e presidente di Iren Rinnovabili Ettore Rocchi” lo dichiarano i parlamentari M5S Maria Edera Spadoni, Stefano Vignaroli, vice presidente della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e Alberto Zolezzi, membro della stessa Commissione e di quella ambiente.

“Di fronte a ripetuti allarmi e casi, la Commissione legalità di Iren Spa come denuncia Bini “Ad un anno o poco più dalla sua istituzione, si è riunita una sola volta, poi più nulla”  spiegano i parlamentari M5S .  “Negli ultimi dieci anni Agac, Enia e oggi Iren Spa più volte sono state oggetto di appalti finiti a ditte sotto indagini o interdittive ed esistono intercettazioni choc nel processo di AEMILIA,  ma per gli amministratori della multiutility non sono bastate questi campanelli d’allarme per vigilare in maniera costante sul territorio reggiano”.

“Per approfondire questa situazione, delegato dal vice presidente Vignaroli oggi durante l’Ufficio di Presidenza della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ho richiesto di poter convocare e audire Enrico Bini” spiega il parlamentare M5S Alberto Zolezzi.

“Il sindaco di Castelnovo Monti Bini si è reso disponibile in piena trasparenza. Ora stiamo predisponendo la richiesta ufficiale scritta con tanto di relazione per avere poi il nulla osta a questa importante audizione” spiega Zolezzi.

DAGLI APPALTI CHE SCOTTANO, ALLA DISCARICA DI POIATICA ALLE INTERCETTAZIONI CHOC NELL’INCHIESTA AEMILIA

“Ancora oggi si registrano appalti al massimo ribasso come accaduto lo scorso settembre” denunciano i parlamentari M5S. “A questo si aggiungono fatti inquietanti: Nel 2002 fu dato l’appalto per ampliamento della discarica di Poiatica alla ditta Ciampà Paolo srl (cui era stato negato al tempo anche il certificato antimafia)e già al centro dell’inchiesta sui rifiuti tossici “Black Mountains”. La ditta già nota anche alla Commissione sul ciclo dei rifiuti, ma l’allora senatore Giovanelli (Pd) non si accorse di quanto scritto negli atti della Commissione di cui faceva parte”, affermano i parlamentari pentastellati.

La discarica di Poiatica quando era ancora attiva

La discarica di Poiatica quando era ancora attiva

“Nel 2012 il Movimento 5 Stelle denunciò due gravi situazioni: si registrò poi l’appalto al ribasso  del 34% alla ditta RAMM  srl per la manutenzione della discarica di Poiatica. La Ramm srl è  coinvolta in diverse inchieste”. “Lo scorso 21 novembre gli amministratori RAMM ascoltati in Commissione d’inchiesta sui rifiuti, rispondendo alle domande del vice presidente Vignaroli , hanno parlato di ditte senza requisiti che si sono aggiudicate anche la gestione della discarica Hera Spa di Imola” spiega a sua volta Zolezzi.

” Sempre nel 2012 si registrò l’appalto per  la gestione della raccolta rifiuti alla  Tradeco srl,che qualche settimana prima finì sotto indagine da parte della DDA della Liguria e dalla Procura di Bari. In seguito alla nostra segnalazione tramite l’allora consigliere Matteo Olivieri l’appalto venne revocato” spiega Maria Edera Spadoni.

“Si arriva poi alle intercettazioni ed atti di Aemilia, persone poi arrestate parlano di “appalti pilotati in Agac quando dipendeva dal Comune di Reggio”.

Agac è l’ ex municipalizzata di Reggio, prima diventata Enia Spa (nel 2005), poi Iren Spa nel 2010 – concludono Vignaroli, Spadoni e Zolezzi – Fino al 2010 quindi si parla di appalti pilotati occorre far luce su quel periodo e tutto il sistema. Tra l’altro Bini lanciò allarmi e denunce già in anni precedenti riferiti ad infiltrazioni nel settore trasporti (incluso quello rifiuti) il suo contributo può quindi essere importante”.

 

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Una risposta a 1

  1. sanguinio Rispondi

    20/03/2016 alle 17:59

    Ma che bravi questi M5S…Scoperchiano i tombini di Iren?? A me sembra che più che scoperchiare tombini, “scoperchiano la.. LORO DISTRAZIONE”…in tutti quegli anni…dove erano COSTORO??… Per LORO stessa ammissione ( anche se un poco ipocritamente abbastanza nascosta ) ,il LORO unico riferimento “SERIO” nelle denunce di tutte queste losche faccende, continua ad essere ..ENRICO BINI…che notoriamente “NON E” un loro sostenitore…ma solamente una PERSONA SERIA..molto seria ed ONESTA), che da sempre , e DA SOLO..a cercato di arginare tutto questo malaffare. Ora, cercare di appropriarsi di una BANDIERA che non e mai stata la LORO,( quando era l’ora) ne sono pieni i libri di storia. Si ricordano COSTORO che cosa DICEVANO e SCRIVEVANO durante le elezioni Comunali di ” Castelnuovo ne Monti” sul conto di ENRICO BINI??? Allora non era x LORO una persona di riferimento, ma una PERSONA a cui non hanno risparmiato di accendere, contro, la LORO piccola MACCHINA del FANGO!!! Vergogna… VERGOGNA!! Non siete affatto diversi dai tantissimi ( TROPPI ) POLITICANTI x INTERESSE PERSONALE.

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