Comunicare l’utopia
Un libro con 638 manifesti anarchici: incontro alla Panizzi
Contributi di Nani Tedeschi, Enchaurren, Crepax e Bonvi

17/2/2016 – Comunicare l’utopia. É possibile?

Se ne parla venerdì 19 febbraio 2016, alle 17.30, alla biblioteca Panizzi di Reggio Emilia nell’ incontro con Roberta Conforti,autrice del volume Comunicare l’utopia. Manifesti anarchici conservati presso l’Archivio Famiglia Berneri – Aurelio Chessa di Reggio Emilia (Mimesis, 2015).

La conferenza è proposta nell’ambito della rassegna  “I Venerdì del Planisfero”.

Studiosa di storia della grafica politica, la Conforti, che vive a Parma e lavora a Reggio Emilia, dialogherà con la curatrice dell’Archivio Famiglia Berneri – Aurelio Chessa Fiamma Chessa, con la scrittrice  Chiara Gazzola, Rino De Michele e Fabio Santin per la rivista ApARTe.

638 manifesti politici, ideati e stampati dal 1945 ad oggi in Italia, Spagna e Francia – ma anche negli Stati Uniti, in Messico, Grecia, Belgio, Germania e Australia – sono il punto di partenza per una ricostruzione storica delle icone e delle invenzioni narrative che hanno segnato la comunicazione e il pensiero anarchico del Novecento. Un racconto tracciato  dal volume attraverso i simboli e le immagini che ripercorrono i momenti salienti, i personaggi, gli ideali e le rivendicazioni del movimento operaio e libertario internazionale. Il filo rosso che unisce le epoche, le tematiche e le lotte è la difesa della libertà, individuale e collettiva.

Rinomati artisti, graphic designer e fotografi hanno prestato la loro opera all’elaborazione di immagini e messaggi mirati e dirompenti: Nani Tedeschi, Guido Crepax, Flavio Costantini, Pablo Echaurren, Bonvi, Pere Català i Pic, Ferro Piludu, sono soltanto alcuni dei nomi più celebri. Ma altrettanto sorprendenti sono le citazioni iconografiche e le eredità stilistiche che emergono anche nei manifesti autoprodotti in serigrafie autogestite, stampati con mezzi modesti, in un processo di riappropriazione dei codici linguistici e dei mezzi tecnici di produzione funzionale al concetto di comunicazione libertaria.

Numerosi i documenti che interessano la grande battaglia di controinformazione intorno alla strage di piazza Fontana, ma il libro prende in esame anche la produzione relativa ai temi dell’antimilitarismo, la lotta anticlericale, la scelta astensionista, la difesa della libertà d’espressione, la celebrazione di eroi e martiri per l’anarchia e le commemorazioni del Primo Maggio. Un ricco apparato iconografico permette la consultazione dell’intero corpus di manifesti analizzati.

La raccolta è nata grazie al lavoro appassionato di Aurelio Chessa che ha intuito, in anticipo sui tempi, l’importanza di conservare la documentazione in maniera organica e strutturata e che ha sostenuto la necessità di divulgare e rendere accessibili i documenti, sottraendoli così al rischio di dispersione e distruzione.

L’archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa

Acquisito nel 1999 dalla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa custodisce un ricco patrimonio bibliografico e documentario internazionale che abbraccia circa un secolo di storia: documenti, libri, periodici, fotografie, manoscritti, epistolari che attestano la vasta rete di relazioni che Aurelio intrecciava con militanti e studiosi dell’anarchismo.

In seguito alla scomparsa di Aurelio Chessa nel 1996, la figlia Fiamma garantisce la continuità del suo impegno. Un comitato scientifico coordina la programmazione culturale dell’archivio con iniziative che contribuiscono a mantenere vivo il dibattito critico sull’anarchismo e offrono opportunità di approfondimento sui documenti conservati. Nel settembre del 2014 è nata l’Associazione Amici Archivio Famiglia Berneri – Aurelio Chessa, senza fini di lucro, allo scopo di valorizzare l’opera e le iniziative dell’archivio attraverso convegni, seminari, incontri, dibattiti e mostre documentarie e fotografiche. (Per informazioni: [email protected] – cell. 3381263779).

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