Il Mantova ha frenato la Reggiana al Città del Tricolore. Match pari con reti di Gonzi e Siega nel primo tempo

13/02/2016 – (Carlo Codazzi) – Il Mantova ha frenato la rincorsa della Reggiana alla zona play off e ha conquistato 1 punto prezioso e meritato al “Città del Tricolore”.

Una punizione calciata da Bruccini nel 1° tempo

Una punizione calciata da Bruccini nel 1° tempo

Ha sorpreso in partenza l’esclusione dall’undici iniziale della Reggiana di Rachid Arma, relegato in panchina, che è stato rilevato al centro dell’attacco granata dal neo acquisto Letizia supportato da Siega e Nolè. Lo schema tattico scelto da Colombo, il 4-3-3, prevedeva Frascatore e Sabotic difensori centrali, Mignanelli e Rampi (a destra) esterni bassi, Maltese a dirigere in mezzo al campo con Bartolomei e Bruccini interni. Sull’altro fronte Javorcic ha optato inizialmente per uno scolastico 4-4-2 con l’ex Ruopolo escluso dai titolari al pari del suo erede in maglia granata.

La Reggiana è partita bene, ma è stata infilata al 17′ da Gonzi che ha raccolto l’assist di Perpetuini, è entrato in area sulla destra e ha fulminato Perilli sul primo palo con un destro potente. I granata hanno impiegato qualche minuto per riprendersi e hanno trovato il pari al 32′ con Siega che ha battuto Pane con un bel destro dopo essere stato servito da un assist di Bruccini. Reggiana che pareva prendere l’inerzia del match sul finire del 1° tempo, poi nella ripresa il calo. L’avvio del 2° tempo è stato appannaggio del Mantova che ha preso il controllo del match nel primo quarto d’ora, poi, l’inserimento di Arma ha cambiato lo spartito della sfida e i granata hanno ripreso quota, ma non sono riusciti a trovare il gol soltanto sfiorato con un diagonale di Letizia, respinto coi piedi da Pane, e con un colpo di testa di Nolè, sotto misura, finito poco oltre la traversa. I granata hanno anche reclamato un rigore nel finale per un atterramento in area virgiliana di Nolè strattonato da Scalise, ma il fallo, forse, era iniziato fuori area. Il Sig. Sassoli ha, comunque, fatto cenno di proseguire scatenando l’ira del pubblico e dei granata. La direzione di gara è stata al livello del match, ossia mediocre. Sassoli ha, colpevolmente, risparmiato cartellini agli ospiti e sanzionato con eccesiva severità e un pizzico di fiscalità 3 uomini di mister Colombo.

La Curva Sud granata "calda" come sempre.

La Curva Sud granata “calda” come sempre.

Il risultato finale ha premiato il Mantova e lasciato l’amaro in bocca ai granata e ai loro supporters che ora vedono allontanarsi  i play off. Dopo un discreto primo tempo la truppa di Colombo si è un po’ afflosciata nella ripresa mostrando carenza di personalità e di grinta. (a seguire, dopo il tabellino, le dichiarazioni post-match)

TABELLINO

REGGIANA-MANTOVA 1-1 (p.t. 1-1)

Marcatori: Gonzi al 17′, Siega al 32′.

Reggiana: Perilli, Rampi, Miglianelli, Bartolomei (dal 59′ Arma), Sabotic, Frascatore, Maltese, Bruccini, Letizia (dal 76′ Pazienza), Nolè (dal 89’Mogos), Siega. A disp: Rossini, Zucchini, Panizzi, Danza, Ceccarelli, Loi. All. Alberto Colombo.

Mantova: Pane, Longo, Scrosta, Perpetuini, Trainotti, Carini, Gonzi, Raggio Garibaldi (dal 63′ Di Santantonio), Marchi (dal 70′ Scalise), Caridi (dal 77′ Ungaro), Samb Falou. A disp. Bonato, Sereni, Gambardella, Beretta, Del Bar, Ruopolo. All. Ivan Javorcic.

Arbitro: Federico Sassoli di Arezzo

Assistenti: Angotti di Lamezia Termi, Cantafio di Lamezia Terme.

Note: Ammoniti Bartolomei al 59′, Nolè (R) al 66′, Sabotic  (R) al 89′. Angoli 2-2. Recupero 1°t. 0, recupero 2°t. 3′. Spettatori 4.153 di cui 2.615 abbonati, 172 ospiti. Incasso 9.974,50 euro.

DICHIARAZIONI POST MATCH (a cura di Patrizia Daviddi e Stefano Bassi)

Alla prima da titolare in maglia granata, Antonio Letizia non ha potuto festeggiare con i 3 punti: “Il match è finito 1-1 perchè il Mantova ha disputato una bella gara – ha commentato con un pizzico di amarezza – con buone ripartenze. Ha trovato il gol, comunque, con l’unico tiro in porta e si è difeso con tutti gli effettivi schierati dietro la linea della palla chiudendoci gli spazi. Peccato per l’occasione che ho avuto – ha proseguito  – e non ho concretizzato. E’ stata una bella giocata e ho fatto un tiro altrettanto bello, ma Pane è stato molto bravo a respingere con i piedi. Io centravanti nel 4-3-3? Gioco da 2 anni da prima punta con 2 esterni alti e non è una novità per me. Qui ci sono 2 ali forti tecnicamente e io mi sono trovato bene. Come mi sono trovato a fianco di Arma nel 4-2-4? Bene, così come non ho problemi a giostrare dietro di lui. Posso giocare indifferentemente da prima o da seconda punta a fianco di Arma o dietro di lui.

Antonio Letizia nel post match

Antonio Letizia nel post match

Il motivo della mia sostituzione? Avevo accusato crampi e finito l’energia. Purtroppo oggi volevamo vincere, ma abbiamo perso 2 punti. Se c’era un rigore per noi per un fallo ai miei danni? No perchè ho calciato lo stesso. Se non avessi calciato sarebbe stato fallo da rigore”.

Ivan Javorcic sprizzava felicità da tutti i pori per il prezioso punto conquistato. Sono molto soddisfatto del pari – ha detto –  della reazione, del carattere dimostrato dai ragazzi in quella che è stata una partita vera di calcio con momenti positivi e negativi da entrambe le parti. Mi sono divertito ad interpretare la partita dal punto di vista tattico, una partita che abbiamo affrontato per vincerla.  Ne è uscito – ha aggiunto – un pari importante per noi contro una squadra altrettanto importante che è una delle migliori di questa categoria. Da quando sono a Mantova non ho mai guidato la squadra in uno stadio così bello come questo ed è stato bello anche non perderci.  Ci giocheremo tutto nelle prossime 2 partite che affronteremo consapevoli di avere disputato contro la Reggiana una gara gagliarda. Ho cambiato varie volte il modulo? Si, come ho detto mi sono divertito molto in panchina perché per me il calcio è questo. Ci difendevamo bene e con ordine, ma nelle seconde palle non facevamo bene come nelle ripartenze che erano senza continuità, così la Reggiana aveva preso la superiorità in mezzo al campo impedendoci di ripartire. Per questo motivo ho cambiato tattica e ho tolto il riferimento ai granata davanti alla loro difesa e questo è stato importante. Infatti, nella ripresa nei primi 15’ la Reggiana era in confusione perché li abbiamo tolto le linee di passaggio e le certezze. Dopo i match è cambiato ancora con l’ingresso in campo di Arma che ci ha procurato qualche problema. Gli ultimi 5’ abbiamo giocato a 5 dietro per contrastare la forza d’inerzia in fase di spinta che aveva la Reggiana.

Ivan Javorcic, tecnico del Mantova.

Ivan Javorcic, tecnico del Mantova.

Gonzi? Ha giocato una gara straordinaria e ha svolto un grande lavoro per la squadra, ma è andato molto bene anche Longo così come Falou. Abbiamo dei giovani bravi che cresceranno in un campionato tosto”.

Per un Javorcic felice fa da contraltare la rabbia di Alberto Colombo: “ Qui a Reggio tutti non capiscono che non c’è il Barcellona, ma c’è la Reggiana – ha attaccato il mister – vorrei che l’ambiente e i tifosi pensassero a sostenerci, ma tra voi giornalisti, anche sui social, ci sono persone che pensano di fare i fenomeni e di aver la verità in tasca. C’è una persona in particolare a cui mi riferisco, che può venire qui e prendere il mio posto. Purtroppo, i giudizi vengono espressi basandosi sulle aspettative. Qui tutti pensano alla Reggiana dello scorso anno – ha proseguito polemicamente – ma questo è un girone molto competitivo e la Reggiana non speso sul mercato come altre squadre – ha sottolineato con fermezza – quindi ci sta di commettere mezzi passi falsi ogni tanto. In questo girone tutti i campi sono difficili e se manca l’equilibrio alla squadra, come è accaduto oggi, si rischia. La squadra è andata in confusione con i quattro “piccoli” schierati davanti? A Gorgonzola abbiamo giocato a 5 dietro poi a 3 e infine con il 4-2-3-1 e avete detto che non andava bene. L’anno scorso venivo accusato di giocare solo con il 4-3-3. La verità è che gli schemi non contano, ma conta l’atteggiamento e come ci si esprime in campo. Oggi ci siamo preclusi delle giocate per errori di posizionamento con il corpo e abbiamo dato modo agli avversare di posizionarsi al meglio. Questi sono dettagli che io dalla panchina riesco a cogliere, ma che fuori dal campo non vengono notati”. Colombo ha continuato l’attacco ai media dimostrandosi più incisivo e determinato dei suoi attaccanti: “ I giornalisti danno pareri senza avere la squadra sottomano tutti i giorni – ha continuato nell’affondo – . Io, però, agli allenamenti vedo solo una decina di persone della categoria a cui mi sto riferendo. Se cambio schema lo faccio perché vedo difficoltà e io intendo sempre dare un concetto e una filosofia di gioco alle  mie squadre. Questo è il mio obiettivo, ma quando ci sono molti giovani si può instaurare della confusione e si va in difficoltà. La difesa a 4? E’ andata bene, eravamo equilibrati, ma c’è anche stata un po’ di confusione dovuta al cambiamento.  La difesa a 4 è stata una costrizione dovuta alla assenze che abbiamo avuto oggi e non è stata una scelta. E’ stata una gara brutta da parte nostra anche per questo motivo.

Alberto Colombo

Alberto Colombo

Invito i giornalisti a venire al campo di allenamento durante la settimana così potranno comprendere il perché di certe mie scelte. Difendo il “gruppo” perché i ragazzi hanno fatto il massimo anche se qualcosa non è stato fatto bene e la gente non è contenta. Abbiamo lavorato tutta la settimana con molti acciaccati, ma anche il Mantova non era al completo”.  Il mister ha concluso con una breve analisi della partita: “ E’ stata una gara giocata con impegno dai miei, ma con poca lucidità forse perché hanno pagato lo scotto di essere andati presto sotto di un gol. Questo ha portato la squadra ad essere più frenetica e meno equilibrata. Siamo andati decisamente meglio nel 1° tempo giocato con più gamba e cattiveria, mentre nella ripresa ci siamo spenti e abbiamo creato poco. Nel complesso una partita negativa per noi. Terribile il primo quarto d’ora del 2° tempo? In effetti non siamo partiti con il piede giusti nei secondi 45’ e io avevo notato nell’intervallo, nello spogliatoio, un atteggiamento strano da parte dei ragazzi. Mi sembravano mortificati ed è una cosa che non capisco perché c’erano ancora 45’ da giocare. Ho cercato di motivare i miei giocatori che hanno affrontato male i primi 15’ della ripresa per poi lasciarsi prendere da una foga eccessiva”.

 

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