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Le ruspe del Conad hanno fatto il lavoro
Il bosco di Ospizio non esiste più
Stasera protesta sotto il Comune
Via Emilia occupata, attiviste dentro una benna
Il Consiglio di Stato respinge l’ultimo ricorso

1/10/2026 – Il dramma è compiuto, il “bosco urbano di Ospizio” non esiste più. Le ruspe di Conad Centro Nord entrate ieri mattina nell’area dell’ex casa di riposo, dove sorgerà un nuovo centro commerciale, hanno fatto il loro lavoro, giustiziando la vasta area di vegetazione spontanea cresciuta negli anni, insieme a piante antiche, diventata il polmone verde di una zona di Reggio Emilia soffocata dal traffico.


Tutto avviene nel silenzio rassegnato del sindaco e della Giunta di Reggio Emilia, con gli attivisti ricevuti ieri a palazzo Civico, ma inutilmente, dal capo di gabinetto Marco Pedroni (ex presidente di Coop Italia).

La protesta è ripresa questa mattina, con attivisti che hanno occupato per la via Emilia per un paio d’ore bloccando uan carreggiata con lo striscione “Conad trova un altro posto già cementificato! Risparmia il bosco o fanne un parco”.

Traffico vistosamente rallentato per un paio d’ore deviato su percorsi alternativi fra le proteste e le imprecazioni degli automobilisti degli utenti dei bessi pubblici.

Nel frattempo un alcune di attiviste di Extinction Rebellion sono riuscite a entrare nell’area recintata hanno bloccato una ruspa che sradicava gli alberi, salendo sul braccio e dentro la benna: sono state raggiunte e portate via dalla Polizia con l’intervento dei Vigili del Fuoco.

La attiviste sul braccio di una ruspa

Lo stesso movimento che a Bologna ha rivendicato il blitz notturno contro la sede nazionale del Conad, imbrattata di manifesti.

Anche ieri, del resto, tre manifestanti entrati nel cantiere sono stati portati in Questura per il riconoscimento e la inevitabile denuncia alla Procura.

In tarda mattinata un’altra doccia fredda: da Roma la notizia che il Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, ha respinto un ricorso d’urgenza presentato da Legambiente Reggio Emilia e da alcuni cittadini.

Niente stop immediato ai lavori nel bosco di Ospizio: il presidente della Quarta sezione di palazzo Spada ha respinto la richiesta di una misura cautelare monocratica urgente per la sospensione immediata dei lavori di abbattimento del bosco urbano. L’udienza per il giudizio di merito resta fissata per l’8 ottobre.

L’ Assemblea permanente di Ospizio, spalleggiata da molte sigle ambientaliste, formazioni politiche, intellettuali e studiosi come Ugo Pellini e Walter Ganapini, esponenti dello spettacolo e della cultura (ultimo in ordine di tempo Alessandro Gassman), non si dà per vinta: ha convocato una assemblea pubblica in piazza Prampolini alle 19 di questa sera: fuori da giri di parole, una manifestazione di protesta sotto il municipio di Reggio Emilia.

https://www.facebook.com/reel/2273404973389127

 

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2 risposte a Le ruspe del Conad hanno fatto il lavoro
Il bosco di Ospizio non esiste più
Stasera protesta sotto il Comune
Via Emilia occupata, attiviste dentro una benna
Il Consiglio di Stato respinge l’ultimo ricorso

  1. Freschissima Rispondi

    02/10/2026 alle 09:47

    La religione dei soldi e interessi oggigiorno
    spiana qualsiasi ‘buon cristiano’ che sia…

    La retorica sull’ambiente inoltre è meglio che smettano di farla.
    Sono sempre più ridicoli.

  2. L'Eretico Rispondi

    02/10/2026 alle 12:33

    In passato non ho condiviso molte delle posizioni di Ganapini. In questa occasione, però, mi associo alla protesta.

    Ciò che mi preoccupa maggiormente, al di là del merito specifico della vicenda del Bosco di Ospizio, è un metodo di amministrare che appare sempre più fondato sul silenzio: non rispondere, lasciare cadere le contestazioni, sopportare le critiche e poi procedere comunque.

    È questo che considero più grave. Una pubblica amministrazione dovrebbe spiegare, motivare, confrontarsi e assumersi apertamente la responsabilità delle proprie decisioni, soprattutto quando sono contestate. Il silenzio sistematico, invece, finisce per trasformarsi in una forma di latitanza istituzionale.

    E la cosa diventa ancora più preoccupante quando lo stesso atteggiamento sembra riprodursi negli uffici e nella struttura amministrativa: richieste senza risposta, interlocuzioni evitate, cittadini costretti a sollecitare ripetutamente ciò che dovrebbe essere normale amministrazione. Oppure rivolgersi alla Giustizia Ordinaria per avere risposte.

    Non entro qui nel merito delle singole responsabilità sul Bosco di Ospizio. Contesto un metodo. Perché un’Amministrazione può anche prendere decisioni impopolari, ma deve avere il coraggio di motivarle, rispondere e confrontarsi. Governare non significa tacere fino a quando i fatti diventano irreversibili. Dimenticatevi il mio voto.

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