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Turismo, ora uno scatto nella promozione internazionale
Borghi e castelli del reggiano: cresce l’interesse, mancano i progetti

DI GIUSEPPE PAGLIANI*

30/8/2026 – Dobbiamo dare visibilità nazionale ed internazionale massima ai nostri borghi e località collinari ed appenniniche.

I nostri borghi reggiani ed emiliani stanno vivendo un processo di interesse rinnovato: sempre più persone/turisti provenienti da altre regioni e dall’estero cercano la tranquillità, un clima più respirabile (ora che le temperature estive si fanno sempre più roventi), eventi e occasioni di incontro.

Un processo di possibile rinascita che la politica locale deve cogliere, rinascita che non deve però esaurirsi nei soli mesi estivi e nelle piazze all’aperto.

La vera misura di una programmazione riuscita è la capacità di attraversare le stagioni, offrendo motivi per visitare i piccoli centri della provincia anche in autunno e in inverno, quando cammini e mercati di piazza lasciano spazio ad altre forme di accoglienza.

Abbiamo anche tutti i centri della bassa Reggiana da promuovere in Italia ed in Europa, Guastalla, Gualtieri, Novellara, Reggiolo ecc. luoghi ricchi di storia che dobbiamo promuovere in modo diretto e molto più efficace.
La provincia di Reggio Emilia custodisce castelli, rocche e palazzi storici che per gran parte dell’anno restano chiusi o sottoutilizzati.

Sono spazi che, nei mesi in cui il clima non permette eventi all’aperto, possono diventare sedi diffuse per mostre, concerti, degustazioni e percorsi guidati, spostando al chiuso ciò che d’estate vive nelle piazze e restituendo a questi luoghi una funzione viva, non solo monumentale.
Dentro queste sedi deve trovare spazio un’offerta enogastronomica stabile, non legata al singolo weekend di sagra: enoteche permanenti, degustazioni guidate e laboratori del gusto costruiti sui prodotti del territorio, capaci di richiamare visitatori anche in tutti i periodi dell’anno.
È necessario costruire percorsi gastronomici che colleghino cantine, castelli, botteghe e frazioni della provincia, pensati per essere percorribili in ogni stagione: itinerari di degustazione al coperto quando il tempo non lo consente.

Questa destagionalizzazione non è solo una scelta culturale, è anche la leva più concreta di crescita turistica: allunga la permanenza media dei visitatori, distribuisce i flussi lungo tutto l’anno invece di concentrarli in due o tre mesi, e dà continuità di reddito a chi lavora nella ricettività, nella ristorazione e nell’artigianato locale.

Oltre a Venezia, Roma, Firenze, Milano, Torino, Napoli e tutte le meravigliose città italiane dobbiamo allungare i percorsi dei visitatori intercettandoli e facendogli vivere esperienze nuove e conoscenze di territori meno rinomati ma ugualmente straordinari.
Un borgo deve vivere più mesi l’anno, a quel punto è un borgo che ha davvero trovato una nuova vita. La nostra provincia difetta fortemente nelle idee e nella capacità comunicativa di farsi conoscere ed apprezzare per quanto è bella.
Una capacità attrattiva maggiore è anche un veicolo verso nuova occupazione nel turismo locale e soprattutto nell’attività agroalimentare che rappresenta la più efficace delle attrattive del nostro territorio reggiano.

*Giuseppe Pagliani consigliere Provinciale Forza Italia

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Una risposta a 1

  1. Monica Tamboroni Rispondi

    31/08/2026 alle 13:03

    Concordo!

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