30/6/2026 – «Le parole di Federalberghi sull’estate reggiana non possono essere archiviate come una semplice lamentela di categoria. Quando gli operatori parlano di un luglio disastroso, di strutture ricettive in sofferenza e di una città che, senza i grandi concerti, fatica ad attrarre visitatori, significa che esiste un problema strutturale sul quale anche la Regione deve interrogarsi».
Lo dichiara Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e segretario regionale del partito, che annuncia in proposito un’interrogazione alla Giunta regionale.
«Il paradosso – prosegue Vignali – è che Reggio Emilia veniva da un 2025 nel quale aveva registrato la crescita percentuale più consistente dell’intera Emilia-Romagna, con un aumento del 21,22% degli arrivi e del 14,97% delle presenze. Proprio per questo occorre capire cosa sia successo e soprattutto quale strategia esista per consolidare quei risultati anziché dipendere da pochi grandi appuntamenti».
«Chiederemo alla Regione di conoscere i dati aggiornati relativi ai flussi turistici e alle presenze nelle strutture ricettive di Reggio Emilia durante l’estate 2026, quali valutazioni siano state fatte sull’andamento del capoluogo e quali iniziative si intendano mettere in campo, anche attraverso Visit Emilia, per rafforzare la promozione turistica e sostenere una programmazione di eventi capace di portare visitatori durante tutto l’anno.
Visit Emilia comprende infatti proprio i territori di Reggio Emilia, Parma e Piacenza: è quindi necessario capire quale ruolo e quali obiettivi siano stati assegnati alla promozione del territorio reggiano».
Sul tema interviene anche Andrea Panciroli, consigliere comunale di Castellarano e membro del tavolo tecnico sul turismo del gruppo assembleare: «A Reggio Emilia non mancano solo gli eventi e le attrattive, manca soprattutto una strategia per crearli, valorizzarli e trasformarli in opportunità per la città. Il caso della RCF Arena è emblematico. Una struttura con enormi potenzialità, che avrebbe potuto diventare un vero volano per turismo, commercio e ricettività, non è stata sfruttata al massimo delle potenzialità».
«Le risorse, gli spazi e i margini di crescita ci sono Quello che manca è una visione complessiva, insieme alla capacità e alla competenza necessarie per farli funzionare davvero e renderli parte di un’offerta attrattiva durante tutto l’anno. Non basta ospitare qualche grande appuntamento isolato, ma serve una programmazione continuativa, capace di generare presenze e ricadute economiche anche oltre il singolo evento. Altrimenti si finisce per avere infrastrutture importanti senza costruire attorno ad esse una vera politica di sviluppo della città».
«La Regione – conclude Vignali – non può limitarsi a celebrare i buoni dati turistici complessivi dell’Emilia-Romagna. Deve verificare dove il sistema mostra delle debolezze e intervenire. Reggio ha infrastrutture, posizione geografica, patrimonio culturale, enogastronomia e capacità ricettiva: bisogna trasformare queste potenzialità in una strategia stabile, perché una politica turistica non può vivere su interventi spot».
Pirandelliana
31/08/2026 alle 09:00
Sottovalutano il passaparola. Anche in rete.
Ovvero? Reggio fa schifo.
Come trend.
Così i loro strabordanti e autoreferenti commenti positivi su Reggio vanno a mona.
Così se vi pare.