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Chef Pam a Cervarezza
La vera cucina thai di una Numero Uno nel cuore dell’Appennino reggiano

26/8/2026 – Da tempo si è affermata come chef n. 1 della cucina thailandese in Italia, incoronata dai critici gastronomici sin dai fasti del suo ristorante di Rifredi.

La scienza in cucina di Panjaree Boonchuay, per tutti Chef Pam, ora brilla nell’appennino reggiano come una nuova gemma in quel diadema gastronomico, ambientale e turistico che oggi, con la Riserva della Biosfera e i Gessi triassici proclamati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità, proietta il terroir montanaro nello scenario globale, con grandi attese e altrettanto rilevanti possibilità.

Panjaree Boonchuay ha scelto Cervarezza Terme per la sua nuova sfida professionale: portare in Appennino la vera cucina thailandese.
Il suo nuovo ristorante, Thai Pam, nasce all’interno del Camping Le Fonti, realtà turistica a quattro stelle della montagna reggiana. Una scelta che racconta molto più dell’apertura di un nuovo locale: parla di contaminazione, di turismo e soprattutto della volontà di scommettere un territorio ancora defilato dai tradizionali circuiti della grande ristorazione.
La carriera italiana di chef Pam, dicevamo, è iniziata nella città dei Medici, dove ha fondato e guidato il Thai Firenze, ristorante insignito del marchio Thai SELECT, riconoscimento assegnato a una élite di locali che propongono una cucina thailandese fedele agli standard di autenticità del Paese.
Nel 2020 è arrivata anche la televisione: Pam è stata scelta per rappresentare la Thailandia a Cuochi d’Italia – Campionato del Mondo, programma di TV8 condotto da Bruno Barbieri.
Ma il suo percorso è passato anche dalle istituzioni e dalle grandi manifestazioni del settore. Nel 2020, a Milano, è stata protagonista di Test Rice, Taste of Thailand, evento organizzato con il coinvolgimento del Thai Trade Center e dell’Ente Nazionale per il Turismo Thailandese. Nel 2023 e nel 2024 ha rappresentato nuovamente la Thailandia a TuttoFood, e a Cibus, guidando show cooking dedicati ai sapori originali della tradizione thai.
Una cucina che per Pam non ammette scorciatoie. Il punto di partenza sono ingredienti selezionati, alcuni provenienti direttamente dalla Thailandia, e l’equilibrio dei cinque sapori fondamentali: dolce, salato, amaro, aspro e umami.
Ed è proprio questa ricerca di autenticità che ora arriva in Appennino.

Bisogna dire che Panjaree Boonchuay è approdata a Reggio Emilia prima di tutto per amore, e tuttavia la terra di San Prospero, di Matilde e del Parmigiano-Reggiano ha saputo legarla a sé attraverso l’esplorazione della cucina emiliana e le sue radici antiche, con l’affinamento delle tecniche della sfoglia e dei tortelli, con la scoperta di quella meraviglia universale che è l’autentico cappelletto reggiano, pasto di origine arcaica e sacra ,ma al tempo stesso dall’inequivocabile senso erotico: caplet creato rigorosamente sul dito mignolo della rezdora, che prima ancora era stata (anzi, la è in aeternum) un’agile e passionale donzella.
E così, oggi che la stampa la certifica come “reggiana d’adozione”, chef Pam ha deciso di compiere un nuovo, decisivo passo nella sua carriera: l’incontro tra la cucina di Bangkok e quella reggiana-emiliana della montagna, con tutte le sue particolarità e i suoi segreti.
Va chiarito che il Thai Pam non propone una generica cucina orientale, ma porta a Cervarezza una precisa identità gastronomica: profumi, spezie, lime, citronella, cocco e riso jasmine entrano in dialogo con un territorio che ha fatto della propria cucina una delle sue principali forme di identità.
È una contaminazione che non cancella la tradizione locale, piuttosto la arricchisce. Il pad thai (tagliatelle di riso in salsa tamarindo con tofu caramellato, verdure, uovo, arachidi e germogli di soia) accanto al tortello; gli apribocca orientali, compresi involtini secondo una ricetta esclusiva, prima di assaltare le prelibate lasagne; un importante pad krapao e il mango sticky rice dopo una giornata sui sentieri; i sapori tropicali che incontrano quelli dell’Appennino.

Non si tratta di fusion avventate (perché, sostiene Pam, bisogna avvicinarsi con rispetto autentico alla cucina della tradizione reggiana) piuttosto di accostamenti che permettono di scoprire sorprendenti assonanze sensoriali fra tradizioni gastronomiche separate da migliaia di chilometri, da cinque ore di fuso orario e da culture profondamente differenti.


Non si può non cogliere un altro elemento di rilievo: il nuovo ristorante nasce all’interno del Camping Le Fonti, confermando la crescente vocazione della montagna reggiana a costruire un’offerta turistica capace di unire natura, ospitalità, esperienze e gastronomia.
La scommessa di Pam diventa così anche una scommessa sul territorio. Una chef thailandese che ha cucinato davanti a istituzioni, operatori internazionali e pubblico televisivo sceglie infatti di investire non in una grande città, ma in un paese dell’Appennino.
È forse questo l’elemento più significativo della nuova avventura.
Cervarezza non soltanto come destinazione di una chef internazionale, ma luogo in cui due culture gastronomiche lontane migliaia di chilometri possono incontrarsi.
E mentre la montagna continua a raccontare la propria storia attraverso Parmigiano Reggiano, cappelletti e tortelli, oggi questa narrazione alimentare e sensoriale unica al mondo si arricchisce di nuovi profumi e nuovi sapori, anche loro unici e non più così lontani.
Un piccolo angolo di Thailandia nel cuore dell’Appennino.

(a.b.gh.)

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