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Carcere, ancora violenza nel reparto dei pericolosi
Detenuto esperto di MMA stende agente a pugni e ginocchiate
In due mesi nove guardie a mal partito
Cisl: “Ora basta, Antares da chiudere e rifare”

8/7/2026 – “Basta, basta, basta. Un giovane agente della Polizia penitenziaria in servizio da pochi mesi nel carcere di Reggio Emilia è stato pestato da un detenuto esperto di MMA ( sport di arti marziali miste) come se fosse nella gabbia di un match. Oggi abbiamo un professionista che ha rischiato di morire, sopravvissuto per caso e questa è la quinta aggressione nel reparto Antares: chiediamo al Prefetto di Reggio Emilia e al Provveditorato il trasferimento immediato del detenuto e la messa in sicurezza del reparto”.

Sono le parole di Ivano Maltoni, responsabile Fns Cisl Emilia-Romagna, dopo il fatto accaduto nel pomeriggio del 7 agosto nel carcere di Reggio Emilia, quando un agente è stato brutalmente aggredito nel reparto Antares dall’ex campione di MMA Mor ‘n Dyaie, detenuto italiano di 42 anni di origine straniera, sottoposto al regime del 14-bis (detenuti violenti e pericolosi) e in custodia cautelare con l’accusa di un omicidio.

L’aggressione è scattata durante l’uscita dalla camera del detenuto, accompagnato alla doccia. La semplice richiesta di rispettare le regole del regime detentivo ha fatto da innesco per una esplosione di violenza.

Il detenuto prima ha colpito l’agente più volte al viso, poi gli ha sferrato sotto al mento una ginocchiata con la tecnica Mma, facendo cadere il poliziotto a terra. L’intervento casuale di un altro detenuto e di un secondo agente ha evitato il peggio.

Il giovane poliziotto ha avuto istanti preziosi per fuggire giù per le scale mentre l’aggressore tentava di raggiungerlo, superando anche uno sbarramento. I colleghi accorsi hanno fatto scudo e bloccato il detenuto soltanto all’ultimo cancello. Una volta al riparo, l’agente, sotto choc, è svenuto. Soccorso e portato in ospedale, ha riportato traumi ed escoriazioni al volto. Tre giorni di prognosi.

“Ma tre giorni di prognosi che non bastano a rendere la gravità estrema di quanto è accaduto – osserva Stefano Fanari, membro del coordinamento regionale Fns Cisl sulla polizia penitenziaria, in servizio nel carcere reggiano –. Dicono soltanto che, per un mix di prontezza, aiuto e fortuna, non siamo qui a parlare di una tragedia.

Un agente, un collega agli inizi di questo mestiere complicatissimo, è stato costretto a scappare per salvarsi. Noi della Penitenziaria sappiamo di svolgere un lavoro delicato, lo abbiamo scelto, accettandone i rischi. Ma un conto è l’incidente isolato, un altro il dover mettere a rischio le nostre vite, ogni giorno, per mancanza degli strumenti di tutela”.


LA CISL ACCUSA: “UN REPARTO FUORI CONTROLLO”

È almeno il quarto episodio di violenza registrato nel reparto Antares – che ospita una trentina di detenuti con profili particolarmente complessi – in meno di due mesi. Almeno nove gli agenti colpiti. Il 16 giugno tre poliziotti sono stati presi a pugni e minacciati con un punteruolo. Il 31 luglio un ispettore ferito all’addome con una lama rudimentale di 12 centimetri, e altri due agenti coinvolti nel fatto. Il 2 agosto altre due aggressioni ad altrettanti agenti. Ora il pestaggio del giovane poliziotto. Numeri che dipingono un reparto fuori controllo.


ANTARES IN SICUREZZA

“Quanti feriti, quanti drammi sfiorati, servono ancora prima che qualcuno decida di proteggere gli agenti della Polizia penitenziaria? Insieme a tutta la comunità di Fns Cisl chiediamo al Prefetto e al Provveditorato il trasferimento urgente del detenuto, soggetto tra i più pericolosi dell’intera popolazione carceraria. Chiediamo strutture e modalità detentive davvero adeguate ai soggetti ad alta pericolosità e, soprattutto, la chiusura temporanea del reparto Antares per l’adeguamento strutturale e la messa in sicurezza, realizzando un reparto che possa limitare il contatto diretto con i detenuti più pericolosi”.

Il sindacato reclama inoltre un piano immediato per il trattamento dei detenuti sottoposti al 14-bis, soprattutto in presenza di condotte aggressive reiterate, e l’istituzione di un Osservatorio speciale su Antares, incaricato di verificare regole, organizzazione e sicurezza.

“Antares non può continuare a produrre bollettini di guerra. Chi indossa una divisa deve poter entrare in reparto sapendo che l’Amministrazione ha fatto tutto il possibile per proteggerlo. Oggi non possiamo dirlo”, conclude Maltoni.

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