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Bosco Ospizio: sit-in “a oltranza”
per bloccare i lavori del Super Conad
Anche 3 docenti Unimore in difesa dell’ area verde

5/8/2026 – “Da qui non passa nessuno“. Continua anche oggi e domani la protesta degli attivisti organizzati nell’ Assemblea permanente del bosco Ospizio contro la costruzione del supermercato Conad, con annessa palazzina per la casa di Comunità e altri servizi pubblici, nell’area verde della via Emilia che fu sede della storica casa di riposo di Reggio Emilia.

L’altro ieri e ieri mattina hanno bloccato il “bosco” dal lato della pista ciclabile , riuscendo a impedire l’ingresso di una ruspa caricata sul rimorchio di un trattore. I lavoratori sono entrati da un’altro varco e dall’interno dell’area hanno tagliato con un flessibile il lucchetto della recinzione. I manifestanti però non si sono mossi, e di conseguenza l’inizio dei lavori è stato ancora rinviato. Ed è prevedibile che anche oggi andrà così.

Il 21 luglio il Tar aveva respinto la richiesta di sospensiva dei lavori con la motivazione che “non è individuabile alcun bosco“, e che comunque la cementificazione verrà compensata da una struttura per servizi pubblici e dalla piantumazione di 1.500 alberi.

Si spiega così la svolta nella protesta, con il sit-in che nelle intenzioni dovrebbe proseguire a oltranza. In una conferenza stampa improvvisata ieri mattina i manifestanti hanno letto un comunicato in cui confermano la protesta ad libitum (“Da qui non ci muoviamo, qui non passa nessuno“) e lanciano un appello ai cittadini reggiani: “Vi chiediamo di unirvi a noi“. Appello esteso “a chiunque sia preoccupato per il proprio futuro e quello delle prossime generazioni”.

All’amministrazione comunale di Reggio chiedono di “rendersi conto del problema di salute pubblica che si creerà negli anni a venire se non fermerete la cementificazione ora”.

Al Conad infine chiedono di “fermare le ruspe”: “Non è mai troppo tardi per aprire la possibilità di un percorso condiviso“. E comuinque “siamo rimasti e rimaniamo in presidio permanente a oltranza”.

Intanto, con una lettera pubblicata oggi dal Carlino Reggio, tre noti docenti dell’Università di Modena e Reggio sono scesi in campo in difesa del “bosco” di Ospizio.

Sono il meteorologo Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana e Ambasciatore europeo del Patto per il clima; Francesco Reyes, professore di Arboricoltura e coltivazioni arboree e Lara Maistrello docente di Entomologia generale e applicata.

Mercalli, Maistrello e Reyes premettono che la lettera rappresenta “il loro punto di vista” e non dell’Ateneo, e che intendono dare “elementi scientifici, senza posizioni politiche”. E aggiungono: “Condividendo l’intenzione espressa dal proprietario (Conad Centro Nord) nel suo report di sostenibilità di creare ’nuove foreste urbane’, avevamo chiesto di accedere all’area per rilievi scientifici. Non avendo ancora ricevuto il permesso, le nostre valutazioni si basano sul contesto e sulle osservazioni esterne”.

Nel merito, rilevano che il sito contiene almeno due elementi di particolare valore ecologico. Un fontanile (zona umida) “che rappresenta l’habitat essenziale per gli anfibi: nelle vicinanze sono stati osservati esemplari di rospo smeraldino, specie protetta“. E zone di margine (ecotoni) e flora protetta: “La varietà favorisce la presenza di specie vegetali tutelate come il dente di cane e i narcisi selvatici, i cui habitat rischiano di essere cancellati dai cantieri”.

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Una risposta a 1

  1. Gentile Rispondi

    05/08/2026 alle 09:35

    W il BOSCO.
    Abbasso gi speculatori edilizi e la congrega che ci sta dietro.
    Congrega è una parola gentile…
    Cementificatevi la vostra mente corrotta!

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