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Acer Reggio, passivo di 430 mila euro e 16 milioni di morosità
Vignali (Forza Italia) porta la patata bollente in Regione
Chiesti agli asegnatari anche 4.400 euro per una caldaia

lI problemi di ACER Reggio Emilia sono stati ufficialmente sottoposti anche alla Regione Emilia-Romagna attraverso un’interrogazione del capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa regionale nonché segretario regionale del partito azzurro, Pietro Vignali.
Nell’atto ispettivo, Vignali punta il dito contro una situazione che definisce allarmante sotto il profilo finanziario, gestionale e patrimoniale, chiedendo alla Giunta regionale di fare piena luce sulle criticità dell’Azienda Casa reggiana e di verificare l’efficacia dei controlli esercitati sulla sua attività.

La sede Acer di Reggio Emilia

“Non siamo più di fronte a episodi isolati ma a un problema complessivo di gestione”, attacca Vignali. “I numeri descrivono un ente in forte difficoltà: una perdita di bilancio di circa 430mila euro, oltre 16 milioni di crediti verso gli assegnatari, una morosità tra le più elevate della regione e centinaia di alloggi pubblici che restano inutilizzati mentre molte famiglie attendono una casa.

Tra i casi che destano maggiore preoccupazione c’è quello degli alloggi ERP del Torrione di Correggio, dove ad alcuni assegnatari sarebbero state recapitate richieste di pagamento comprese tra 3.900 e 4.400 euro per la sostituzione delle caldaie. ACER avrebbe riconosciuto l’errore amministrativo, ma le richieste sarebbero continuate ad arrivare.

È inaccettabile che famiglie residenti negli alloggi popolari vengano sottoposte a simili preoccupazioni e al rischio di vedersi attribuire somme non dovute. L’attenzione va data anche sulla situazione economica dell’azienda.

I crediti verso gli assegnatari sarebbero passati dagli 11,9 milioni di euro del 2018 ai 16,4 milioni del 2024, con un incremento di circa il 38%. Da anni si accumulano morosità e crediti difficili da recuperare senza che emergano risultati adeguati. È evidente che qualcosa non ha funzionato.

Occorrono controlli rigorosi e strumenti efficaci per distinguere chi è realmente in difficoltà da chi non paga sistematicamente.
“Inoltre è paradossale che centinaia di abitazioni pubbliche restino vuote mentre cresce il bisogno abitativo (nel 2025 erano 799 gli alloggi liberi di cui solo 27 assegnabili) – conclude Vignali – Le risorse devono essere utilizzate per recuperare gli alloggi e ridurre le liste d’attesa, non per rincorrere inefficienze amministrative, errori contabili e problemi gestionali”.

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