15/7/2026 – Trasportava oltre 15 chili fra cocaina ed eroina, suddivisa in un migliaio di ovuli, il nigeriano di 33 anni tratto in arresto in flagranza di reato ieri mattina, 14 luglio, dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’operazione congiunta tra gli agenti della Polizia Stradale della Sottosezione di Modena Nord e la Squadra Volanti della Questura reggiana. Il valore di spaccio del carico di droga supera il milione e mezzo di euro.
Intorno alle 9.30 una pattuglia Polstrada impegnata nel consueto servizio di prevenzione e vigilanza sulla sicurezza degli automobilisti lungo la rete autostradale, nei pressi dello svincolo di Reggio Emilia scorgeva un’auto con targa tedesca condotta da un cittadino nigeriano che procedeva a velocità sostenuta in direzione Nord, e per questa decideva di sottoporlo a controllo.
Con l’ausilio di una Volante sopraggiunta in supporto ai colleghi, l’uomo e la macchina venivano accompagnati in Questura per gli accertamenti preliminari. Sebbene gli accertamenti avessero restituito esito negativo, a insospettire i poliziotti è stata la presenza di una ruota di scorta alloggiata esternamente, sotto il pianale dell’autovettura, posizione insolita per la tipologia del veicolo in questione.
A quel punto gli agenti della Polizia di Stato hanno perquisito la vettura e, all’interno della ruota di scorta, scoperto oltre 15 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina ed eroina, suddivisi in oltre mille ovuli ognuno dei quali contrassegnato da alcune sigle, e in una trentina di pezzi di grosse dimensioni.
Il cittadino nigeriano, residentein Germania, terminati gli accertamenti di rito, è stato arrestoto in flagranza di reato e trasferito nel carcere di Reggio Emilia in attesa dell’udienza di convalida.
Proseguono le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica al fine di verificare le responsabilità di altri soggetti e per accertare se l’ingente carico di droga fosse destinato al mercato reggiano.
La droga sequestrata, che ha un valore all’ingrosso di circa 400.000 euro, una volta immessa sul mercato e venduta in piccole dosi ai consumatori finali avrebbe consentito alla criminalità organizzata di incassare oltre 1,5 milioni di euro.