22/7/2026 – Dopo oltre due mesi di agonia, è spirata Monica Esposito, 55 anni, investita in centro a Modena il 16 maggio dall’auto scagliata sulla folla da Salim El Koudri, che aveva centrato e ferito otto persone,.
La donna, in un primo momento ricoverata in condizioni critiche all’ospedale Maggiore dell’Azienda Usl di Bologna, nelle scorse settimane era stata trasferita in all’Ospedale Civile di Baggiovara, dell’Azienda ospedaliero – universitaria di Modena, dove è deceduta questa mattina.
La sua scomparsa, che fa sanguinare ancora di più una ferita ancora aperta, ha suscitato un moto generale di cordoglio: “E’ una notizia terribile che ci riempie di tristezza – dichiara il presidente della Regione E-R Michele De Pascale – Tutta l’Emilia-Romagna si stringe con affetto e vicinanza alla famiglia in questo momento di profondo dolore”.
“Avevamo sperato tutti che ce la potesse fare, nonostante le sue condizioni fossero apparse subito molto gravi- afferma – I professionisti dei nostri ospedali hanno fatto tutto il possibile per salvarla, con competenza, dedizione e grande impegno. A loro va il nostro ringraziamento, così come a chi è intervenuto fin dai primi momenti per prestare soccorso e garantire le migliori cure”.
“Profonda gratitudine e riconoscenza vanno anche alla famiglia della signora, che rispettando la sua volontà, con un gesto di straordinaria umanità e generosità, ha espresso il consenso alla donazione degli organi. Una scelta che porta in sé, in un momento così tragico, una luce di speranza”.
Davide Bergamini, deputato emiliano di Futuro Nazionale con Vannacci afferma che “la scomparsa di Monica Esposito, a due mesi di distanza dall’attentato di Modena, non solo ci addolora, ma ci invita a una seria e doverosa riflessione. Mentre porgiamo alla famiglia le più sincere condoglianze, abbiamo il dovere di ricordarci che non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia”.
“Nessuna retorica al mondo può più nascondere l’evidenza: il fallimento dell’immigrazione di massa – afferma Bergamini – Dobbiamo agire subito per garantire maggiore sicurezza ed evitare che non accadano mai più episodi simili che mettono a repentaglio la vita dei cittadini. Dobbiamo andare alla radice del problema e avviare il processo di remigrazione, tenendo ben in mente che, in molti casi, anche le seconde generazioni rientrano nel problema”.
Ivaldo Casali
23/07/2026 alle 12:57
Per questa crudele morte, di cui non servono autopsie … il pd e suoi seguaci non organizzano presidi di piazza!!!