39/7/2026 – Il gruppo Iren archivia il primo semestre 2026 con ricavi consolidati al 30 giugno per 3 miliardi 257 milioni di euro, in diminuzione del -6,6% rispetto ai 3.485,6 milioni di euro del primo semestre 2025. I principali fattori di diminuzione sono riferibili alla flessione dei ricavi energetici, influenzati per oltre 290 milioni di euro dai minori volumi delle forniture energetiche, parzialmente compensati dai maggiori ricavi derivanti dall’aumento dei prezzi delle commodities per oltre 100 milioni di euro. Risultano in flessione per circa 56 milioni di euro anche le attività di efficienza energetica per il venir meno degli incentivi ecobonus.
Ma va tutto bene per il vicepresidente esecutivo Moris Ferretti, in quota reggiana, secondo cui “i risultati conseguiti nel semestre confermano la solidità del percorso di crescita del gruppo e riflettono l’impegno quotidiano di quasi 11.600 persone, il cui contributo rappresenta un fattore determinante per il raggiungimento degli obiettivi di Iren. Parallelamente, prosegue il nostro impegno a favore dei territori ai quali abbiamo destinato il 95% degli investimenti del periodo, con l’obiettivo di rafforzarne la resilienza, migliorare la qualità dei servizi e generare valore per comunità, cittadini e imprese”.
Bene, infatti, l’ Ebitda a 732 milioni di euro , in crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato ha beneficiato della crescita organica dei business regolati e delle sinergie conseguite, che hanno controbilanciato sia la minore produzione idroelettrica, per il calo della risorsa idrica, sia la normalizzazione dei margini della vendita gas.
L’utile netto di Gruppo attribuibile agli azionisti risulta pari a 182 milioni di euro, -1% ripetto al primo semestre precedente: uno scostamento riconducibile – precisa Iren in una nota diffusa oggi – a maggiori ammortamenti e accantonamenti al fondo svalutazione crediti. L’ebit e’ di 318,5 milioni di euro, in diminuzione del -2,4%. Gli investimenti tecnici sono pari a 409 milioni di euro (+4% ). Gli investimenti del periodo in linea con il Piano strategico hanno riguardato prevalentemente lo sviluppo delle reti idriche ed elettriche, l’estensione della rete di teleriscaldamento, gli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti per il completamento dell’impianto FORSU in Liguria 8a Saliceti di Santo Stefano Magra), l’installazione degli aerotermi sull’impianto termoelettrico di Turbigo e la trasformazione digitale attraverso progetti informatici. Quasi il 95% degli investimenti si sono focalizzati territori di riferimento.
L’indebitamento finanziario netto è ancora in aumento a 4 miliardi 276 milioni di euro (+1%).
Il Gruppo prevede di realizzare nel 2026 investimenti pari a quasi un miliardo di euro, in linea con il piano strategico approvato a novembre 2025, che si concentreranno nei settori “regolati” e principalmente sulla Business Unit Reti per incrementare la resilienza delle reti di distribuzione elettrica, oltre che sul servizio idrico integrato per la costruzione di nuovi depuratori e l’ammodernamento delle infrastrutture “per una gestione più efficiente e una conseguente riduzione delle perdite idriche”.
Per quanto riguarda il debito, l’obiettivo del Gruppo è quello di mantenere l’attuale livello di indebitamento finanziario netto/ebitda a circa 3,1 volte.
Il mercato ha accolto positivamente la semestrale: alla chiusura di stasera il titolo Iren è valorizzzato a 2,548 euro/azione, +0,63% rispetto alla chiusura di mercoledì.