10/7/2026 – A Reggio Emilia la tariffa rifiuti aumenta ancora. Dopo gli incrementi già registrati negli ultimi anni, anche nel 2026 famiglie e attività economiche si troveranno a pagare di più per il servizio rifiuti.Come attestato dai sindaci del comitato d’ambito Atersir, al gestore Iren viene riconosciuto un aumento dei costi del 4,6%.
Dai dati presentati in Commissione consiliare emerge un aumento medio per le utenze domestiche compreso tra circa 8 e 24 euro annui, a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare. In termini percentuali, l’incremento si colloca appunto attorno al 5%.
Nel dettaglio, per una famiglia di una persona l’aumento medio stimato è di 8,57 euro, per due persone 13,29 euro, per tre persone 17,49 euro, per quattro persone 20,47 euro, per cinque persone 23,03 euro e per sei persone 24,16 euro.
“Non c’è pace per i cittadini reggiani: dopo gli aumenti del 2024 e del 2025, anche nel 2026 PD e Iren ci faranno pagare di più – dichiara Dario De Lucia, consigliere comunale di Coalizione Civica – Siamo tra i territori dove la tariffa rifiuti pesa di più in Emilia-Romagna e in Italia, e intanto la politica del PD continua a rinviare la gara pubblica, lasciando tutto a Iren praticamente al massimo del costo”.
Durante la Commissione, Coalizione Civica ha richiesto maggiore trasparenza sulle tariffe, sui criteri di calcolo e sugli effetti concreti degli aumenti per famiglie e attività economiche. È stato inoltre confermato che nel 2026 Reggio Emilia non andrà a gara per l’affidamento del servizio rifiuti: una nuova gestione definita tramite gara potrebbe arrivare indicativamente solo nel 2028, mentre si continua con il sistema delle proroghe a Iren, che va avanti da oltre 11 anni.
“L’assessore Prandi aveva annunciato sulla stampa la gara entro il 2026. Oggi scopriamo che non sarà così. Reggio Emilia continuerà ad andare avanti con proroghe a Iren, al massimo del costo, senza un vero confronto competitivo. È una scelta che pagano i cittadini nelle bollette”, aggiunge De Lucia.
Coalizione Civica sottolinea che il tema non riguarda solo le famiglie. Sono in corso ulteriori verifiche sugli aumenti per le attività commerciali: alcune categorie, come i bar, sembrerebbero restare sostanzialmente stabili, mentre altre, come gli alberghi con ristorante, registrerebbero incrementi superiori ai 100 euro.
“Il problema è politico prima ancora che tecnico- dichiara Fabrizio Aguzzoli, capogruppo di Coalizione Civica – Da anni chiediamo che il Comune affronti seriamente il nodo della gestione rifiuti. Non si può continuare con aumenti automatici, proroghe infinite e poca chiarezza sui costi. I cittadini hanno diritto a sapere perché pagano sempre di più e quali alternative siano state valutate”.
Negli ultimi anni i costi complessivi del servizio sono cresciuti in modo significativo. Secondo i dati tecnici richiamati in Commissione, il costo del servizio sarebbe passato da circa 80 milioni a 103 milioni di euro in cinque anni, con un aumento vicino al 30%. E aumenterà ancora.
“Per questo insieme a Reggio Emilia Ripuliamoci – aggiunge Aguzzoli – abbiamo depositato una mozione popolare per chiedere che anche Reggio Emilia vada finalmente a gara. Non è una rivoluzione: è trasparenza, concorrenza e rispetto per chi paga le bollette”.
Coalizione Civica ricorda che in altri territori dove si sono svolte gare pubbliche sono stati ottenuti risparmi significativi: nel bacino di Parma oltre 34 milioni di euro in quindici anni e nel bacino di Piacenza circa 24 milioni di euro.
Concludono i consiglieri: “Reggio Emilia non può continuare a essere l’ultima provincia dell’Emilia-Romagna ad andare a gara. La gestione dei rifiuti deve essere costruita nell’interesse della città, non nella continuità automatica con Iren. Chiediamo una scelta politica chiara: gara pubblica, tariffe più eque e piena trasparenza sui costi”.
Coalizione Civica continuerà a chiedere che la mozione popolare venga discussa e che il Comune apra un percorso pubblico, verificabile e partecipato sulla gestione futura del servizio rifiuti.
Susanna
11/07/2026 alle 07:48
Il problema non sono le “gare”. Il problema vero è la PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI.RIFORMA TITOLO V COST. DEL 2091.ENTE, ovviamente in adesione ai desiderata UE ,per la QUALE TUTTO È IMPRESA.ENTE PUBBLICO è un socio a tutti gli effetti che punta al DIVIDENDO esattamente come i soci PRIVATI.
Susanna
11/07/2026 alle 07:49
Scusate del 2001. RIFORMA TIT V COST.
Susanna
11/07/2026 alle 07:50
Il problema non sono le “gare”. Il problema vero è la PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI.RIFORMA TITOLO V COST. DEL 2001.ENTE, ovviamente in adesione ai desiderata UE ,per la QUALE TUTTO È IMPRESA.ENTE PUBBLICO è un socio a tutti gli effetti che punta al DIVIDENDO esattamente come i soci PRIVATI.