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Perchè nessuno dice che l’Italia è la quarta potenza commerciale del mondo
Siamo sempre ostaggio di narrazioni tafazziane, spinte dalla politica

2/7/2026 – Il sorpasso è arrivato a novembre. L’OCSE ha certificato il 21 giugno che, con 643 miliardi di euro di esportazioni nell’anno, l’Italia è la quarta potenza commerciale del pianeta. Davanti restano Cina, Stati Uniti, Germania. Dietro Giappone, Corea del Sud, Francia. Quello che non si è ancora trasformato è la conseguenza: una rappresentazione del Paese coerente con la sua posizione effettiva nei flussi commerciali mondiali.

Il paradosso è strutturale, non congiunturale. Nel 2025 il surplus commerciale italiano ha toccato 50,7 miliardi; al netto dell’energia – l’unica voce strutturalmente in rosso per un Paese senza giacimenti – il saldo manifatturiero supera i 104 miliardi, il valore più alto dal 1993. Il “nuovo Made in Italy” – farmaceutica, agroalimentare, nautica – vale 62 miliardi di avanzo: prima posizione mondiale, con un vantaggio di 20,3 miliardi sulla Germania e di 23,7 sulla Francia. Quando i dazi di Trump hanno colpito l’Europa, l’export tedesco verso gli Stati Uniti è calato del 9,3%, quello spagnolo dell’8, quello francese si è retto solo grazie agli aerei. Il nostro è cresciuto del 7,2. Siamo l’unico esportatore europeo a non aver subìto Trump.

Il farmaceutico ha sfondato quota 69 miliardi di export, in crescita del 28% in un anno solo. La meccanica vale 44,7 miliardi di surplus, terzo posto al mondo dietro Cina e Germania. Siamo primi nel saldo positivo della moda e degli accessori; primi per paste alimentari, yacht e pomodori trasformati; secondi per vini, occhiali, formaggi. Le macchine per imballaggio italiane producono da sole 6,7 miliardi di surplus: un segmento intero della logistica globale dipende da una decina di distretti tra Bologna, Parma, Reggio Emilia e Modena: la packaging valley italiana.  È, rispetto alla rappresentazione corrente, un altro Paese. Il caso del gruppo Clevertech di Cadelbosco Sopra e, in proposito da manuale.

(ALBERTO BERTINI, DA IL RIFORMISTA)

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    06/07/2026 alle 17:03

    Sempre molto interessante l’argomento delle esportazioni italiane. Grazie per gli aggiornamenti.

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