9/7/2026 – Il pizzaiolo Raffaele Stipa, colpito a morte la sera del 29 giugno nel suo locale di via Gran Sasso d’Italia, a Reggio Emilia, sarebbe stato ucciso con sette coltellate. Fatale, secondo quanto emerge dall’autopsia ordinata dalla Procura, è stata la ferita al collo.
Per il delitto è in carcere Andrea Pellati, 43 anni, accusato di omicidio volontario aggravato. L’uomo dovrà rispondere anche delle lesioni provocate ad Antonella Stipa, sorella della vittima, che nel tentativo di difendere il fratello è rimasta ferita, con lesioni curate al Maggiore di Parma e al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, fortunatamente non mortali. Pellati, amico da anni della sua vittima, ha problemi psichici ed è stato seguito sino ad aprile dai servizi di salute mentale territoriali, “per poi scegliere autonomamente altre opzioni terapeutiche assistenziali al di fuori del servizio sanitario pubblico”.
L’ assassinio del pizzaiolo Raffaele Stipa ha provocato la convocazione da parte del prefetto Angieri di un Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica, dedicato al monitoraggio del disagio psichico e alla prevenzione dei “comportamenti antisociali”.
C’erano il procuratore Paci e il sostituto Maria Rita Pantani , il sindaco di Reggio, la Provincia, il Questore Sorientee con i vertici di Carabinieri, Gdf e Polizia locale, allargato a direzione Ausl e servizi di salute mentale, all’Ufficio scolastico provinciale e a Unimore con la presenza del professor Vezzali (psicologia sociale).
Il Prefetto ha richiamato l’attenzione sulla necessità di “monitorare e rafforzare il raccordo tra tutte le Istituzioni presenti con riguardo a tutte quelle situazioni di disagio, anche psichico, che possono talvolta sfociare in comportamenti antisociali.
Il Procuratore ha sollecitato “regole di ingaggio precise ed eventuali strumenti preventivi” nei confronti delle persone la cui malattia psichica può sfociare in comportamenti pericolosi, “assicurando un rafforzamento del raccordo informativo e operativo tra tutte le Istituzioni e gli Enti coinvolti”.
Da qui la decisione di istituire in Prefettura un gruppo di lavoro “per la sottoscrizione di un Protocollo volto a definire delle linee guida operative per il monitoraggio e il raccordo informativo tra le Istituzioni in presenza di situazioni di particolare disagio e di condotte particolarmente devianti sotto il profilo dell’ordine e sicurezza pubblica”.
In proposito il Prefetto ha evidenziato la necessità di monitorare anche situazioni di disagio giovanile attraverso progetti che coinvolgano sia l’ambito scolastico nel quale i giovani vivono sia le associazioni sportive, al fine di avvicinarli ai valori educativi dello sport.
“Il Prof. Vezzali e il Dirigente Scolastico Provinciale daranno seguito ad una progettualità sulla prevenzione del disagio giovanile, con due tavoli di confronto sul tema che coinvolgeranno le scuole e le associazioni sportive. La Prefettura organizzerà gli incontri presso gli Istituti scolastici della provincia cui parteciperanno oltre al Prefetto di Reggio Emilia gli altri vertici istituzionali della città e della provincia”.