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I morti di Reggio Emilia
Walter Veltroni alla manifestazione del 7 luglio
Eboli chiede confronto pubblico “nello spirito del Mondo Piccolo”
Odio viscerale verso la destra: Tomaso Montanari alla Cgil

6/7/2026 – Sarà Walter Veltroni – primo segretario del Partito Democratico, vicepresidente del consiglio nel secondo governo Prodi, già direttore de l’Unità e sindaco di Roma, critico e commentatore, oggi cineasta e scrittore prolifico – l’oratore ufficiale della manifestazione, domani a Reggio Emilia, per l’anniversario della stgrage del 7 Luglio 1960.

Come ogni anno il 7 luglio Reggio Emilia ricofrda Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, tutti operai iscritti al Partito Comunista, caduti sotto il fuoco della fuoco della Celere mandata a fermare la manifestazione di massa della Cgil contro il governo Tambroni, un monocolore democristiano che aveva l’appoggio esterno del Msi. A Reggio si era creata di fatto una situazione pre insurrezionale, progettata a tavolino, che lo Stato volle risolvere con un bagno di sangue, facendo sparare dalla polizia contro i ragazzi dalla maglietta a strisce che assiepavano le piazze dei teatri.

Uno dei morti del 7 luglio 1960

Le celebrazioni sono promosse da Comune di Reggio Emilia, Provincia di Reggio Emilia, Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Alpi-Apc, Anppia, Istoreco e Comitato democratico e costituzionali.

La cerimonia commemorativa prenderà il via alle ore 17 al Cimitero Monumentale (ingresso da via Beretti), con l’omaggio alle tombe dei caduti da parte dei rappresentanti istituzionali, sindacali e delle associazioni partigiane.

Alle ore 18, in piazza Martiri del 7 Luglio, si terrà la deposizione di una corona al cippo dedicato ai cinque caduti, alla presenza di gonfaloni e labari, seguita dal percorso sulle “pietre d’inciampo” che ne ricordano il sacrificio nei luoghi della piazza dove furono uccisi.

Alle ore 18.15 la manifestazione politica ai Giardini pubblici di piazza della Vittoria con gli interventi del sindaco Marco Massari, della vicepresidente della Provincia Francesca Bedogni, di Ettore Farioli figlio di Lauro Farioli, e dell’oratore ufficiale Walter Veltroni.

Gli scontri del 7 luglio 1960

“Ricordare il 7 luglio significa rinnovare ogni anno un patto con la nostra storia e con i valori della Costituzione – dichiara il sindaco Marco Massari – I ragazzi con la maglietta a strisce non appartengono soltanto alla memoria di Reggio Emilia: appartengono alla coscienza democratica del Paese. Il loro sacrificio ha fatto da apripista a conquiste future e ci ricorda che libertà, diritti e giustizia non sono conquiste definitive, ma beni da custodire ogni giorno. Per questo continuiamo a investire nella memoria, coinvolgendo le nuove generazioni con linguaggi e strumenti capaci di parlare al presente, come il documentario che presentiamo quest’anno. Tengo inoltre a ringraziare Walter Veltroni per aver accettato l’invito a partecipare a questa importante ricorrenza”.

In occasione di questo 66° anniversario delle stragi del 7 luglio, il Comune di Reggio Emilia presenta il documentario “Sangue del nostro sangue“, realizzato in collaborazione con Istoreco. Il filmato raccoglie le testimonianze di Silvano Franchi, fratello di Ovidio Franchi, ed Ettore Farioli, figlio di Lauro Farioli, affiancate dal contributo dello storico Dario Ferrari Lazzarini, referente del Centro di Documentazione 7 Luglio 1960 di Istoreco, che ricostruisce il contesto storico e politico nel quale maturarono i tragici fatti del 7 luglio.

Il documentario sarà diffusio sul canale YouTube del Comune di Reggio Emilia, mentre alcune pillole video accompagneranno la comunicazione delle celebrazioni sui canali social istituzionali.

Intanto Marco Eboli, esponente storico della destra reggiana, figlio di un agente di Polizia, ex partigiano, massacrato di botte in un agguato politico subito dopo il 7 luglio, e rimasto cieco tutta la vita, chiede in primo luogo al sindaco Massari un confronto pubblico sui tragici fatti del 1960.

Eboli contesta “le solite commemorazioni a senso unico da parte del Comune di Reggio Emilia” e ricorda come 66 anni fa vi furono diversi feriti, anche tra le forze dell’ordine, insieme a cinque morti. 

“Mio padre Paolo, che il 7 luglio 1960 era in servizio in piazza durante la manifestazione – rievoca Eboli – alcune settimane dopo,fu vittima di una imboscata, ein seguito ai colpi ricevuti alla testa perse la vista, sino alla morte avvenuta nel 2015”.

“Il clima di scontro a Reggio Emilia aveva preceduto la data della manifestazione non autorizzata, come testimoniò in una intervista Vincenzo Bertolini, all’epoca ragazzo, in seguito Segretario provinciale del Pci, e proseguì anche dopo il 7 luglio 1960″.

Da qui la proposta di un confronto pubblico e civile, riesumando lo spirito del dibattito a due fra Giovannino Guareschi e il giovane avvocato comunista Renzo Bonazzi, poi sindaco di Reggio Emilia, avvenuto nel 1951 – l’anno dei Magnacucchi – al teatro Municipale.

“Penso che dopo così tanto tempo – scrive Eboli – bisognerebbe recuperare lo spirito del Mondo Piccolo.  Intendo dire che se,nel 1951, a pochi anni dalla fine della guerra civile, fu possibile tenere al Teatro Municipale di Reggio Emilia un confronto tra lo scrittore anticomunista Giovannino Guareschi, autore dek Mondo Piccolo, e il Sindaco comunista Renzo Bonazzi, se vi fosse la volontà politica da parte del Comune e pure dei familiari dei manifestanti morti il 7 luglio 1960,s i potrebbe realizzare un analogo confronto su quei tragici fatti”. 

“La mia disponibilità è totale e non da oggi. Lascio al Sindaco Massari e ai familiari dei manifestanti morti decidere luogo e data. La mia idea è aperta ad un contributo vasto, a più voci, di storici e familiari per una autentica riconciliazione”. 

“L’ occasione sarebbe quanto mai opportuna – conclude Eboli – essendo in corso le riprese, anche nella nostra provincia, a Brescello in particolare, di una fiction della RAI dedicata a Giovanni Guareschi, a Don Camillo e Peppone e a quel Mondo Piccolo che era capace di scontri cruenti, ma pure di tanto reciproco rispetto e umanità”. 

LE ALTRE INIZIATIVE

Martedì 7 luglio, a Casa Cervi di Gattatico, per il festival della Resistenza dalle ore 21.15 sono in programma le “Dediche” di Serena Balivo e Mariano Dammacco, seguite alle 21.30 dallo spettacolo “Solo gli sfigati lavorano la domenica”, produzione I Teatri Soffiati/Rifiuti Speciali, e dal dopofestival con la compagnia ed Emilia Bennardo, referente di Libera Parma.

Sempre alle 21.30, ai Chiostri di San Pietro, il tradizionale Concerto d’Estate, organizzato dal Conservatorio “Achille Peri – Claudio Merulo“.

Mercoledì 8 luglio, alle ore 18 alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia, la Cgil promuove la presentazione del libro “La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista” di Tomaso Montanari, che dialogherà con il segretario della Camera del Lavoro Cristian Sesena.

Venerdì 10 luglio, sempre alle ore 18 alla Camera del Lavoro, sarà presentato il volume “È sangue di noi tutti” di Valerio Varesi. L’autore dialogherà con Matteo Manfredini, presidente del Museo della Resistenza di Montefiorino.

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