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Brescello: violenza sessuale su un ragazzino
Uomo di 62 anni in carcere

18/7/2026 – Si sono aperte le porte del carcere per un uomo di 62 anni di Brescello, accusato dalla Procura di Reggio Emilia di violenza sessuale su un minorenne.

Secondo l’accusa, formulata in base alle indagini dei carabinieri di Brescello, avrebbe avvicinato in maniera subdola un minorenne adolescente per entgrare nelle sue simpatie sino ad arrivare a compiere atti sessuali. I fatti sarebbero avvenuti fra il settembre 2025 e i primi del mese di maggio.

La Procura ha ottenuto dal Gip di Reggio Emilia un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e, ricevuto il provvedimento, i Carabinieri nel pomeriggio di ieri 17 luglio hanno tratto in arresto l’indagato e lo hanno trasferito nel carcere della Pulce.

I FATTI

L’attività investigativa ha permesso di far luce su “una presunta grave e reiterata condotta manipolatoria messa in atto dall’indagato nei confronti di un minore in età adolescenziale“.

Secondo le ricostruzioni, l’uomo avrebbe inizialmente avvicinato il minore in un bar offrendogli la colazione e avviando così un rapporto confidenziale. Nel corso dei mesi successivi, l’indagato avrebbe consolidato la fiducia del ragazzino attraverso piccoli regali, capi di abbigliamento ed esigue somme di denaro. Sfruttandone la vulnerabilità e lo stato di soggezione, l’uomo lo avrebbe poi invitato ripetutamente a casa sua con varie scuse, e lì si sarebbero consumati i presunti abusi.

Fondamentale per l’interruzione delle violenze, a quanto si è appreso, è stato il ruolo della rete di supporto psicologico. Il ragazzo, non riuscendo più a sostenere il peso e la sofferenza di quanto stava subendo, ha trovato il coraggio di confidarsi con il supporto psicologico che ha subito avvertito sua madre, che non ha perso tempo ed è andata alla stazione Carabinieri per formalizzare la denuncia.

Le indagini hanno inoltre evidenziato, sempre in via presuntiva in visa presuntiva come l’indagato abbia assunto un atteggiamento persecutorio e ossessivo quanto la giovane vittima ha tentato di sottrarsi agli incontri.

L’uomo avrebbe continuato a cercare il minore tramite messaggi assillanti, presentandosi persino sotto l’abitazione della famiglia in evidente stato di alterazione, nel tentativo di riprendere i contatti e indurlo al silenzio.

Di fronte al concreto pericolo di reiterazione del reato e all’evidente tentativo di inquinamento probatorio tramite continue pressioni psicologiche, il Giudice per le Indagini Preliminari accogliendo la richiesta della Procura reggiana ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, “unica misura idonea e adeguata a contenere la pericolosità dell’indagato e a tutelare l’incolumità della giovane vittima”. 

Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

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