21/7/2026 – E’ inaccettabile che esponenti di primo piano delle istituzioni abbiano aizzato i cittadini in un clima già di per sé complicato legittimando politicamente una manifestazione che si è poi rivelata una caccia al poliziotto durata fino a tarda notte. Il risultato è stato di oltre 70 agenti feriti, auto date alle fiamme e ore di guerriglia urbana nel cuore della città. Così Tommaso Fiazza capogruppo della Lega alla Regione Emilia-Romagna – commenta la partecipazione del Sindaco di Bologna e del Presidente della Regione alla manifestazione convocata dal Sindaco Lepore “e terminata con le azioni squadristiche condotte nel corso della notte da centri sociali ed antagonisti.”
Sarà compito della magistratura – aggiunge Fiazza – fare luce sul decesso del soggetto che era stato fermato dalle forze dell’ordine, non sicuramente della piazza che applaudiva il Sindaco Lepore scandendo lo slogan “odiamo la polizia”.
In questo clima, il minuto di silenzio richiesto oggi in Assemblea, peraltro senza ricordare gli oltre 70 agenti feriti, non fa altro che legittimare la lettura distorta dei fatti data da chi ha condotto queste azioni delinquenziali. Per queste ragioni, dopo essere stato in Questura a portare la solidarietà della Lega alle forze dell’ordine, ho deciso assieme agli altri colleghi dei gruppi dell’opposizione di non partecipare al minuto di silenzio che la sinistra ha voluto fare oggi in Regione”.
La devastazione di Bologna, chiaramente preordinata dagli antagonisti organizzati, è probabilmente la peggiore vista in questi anni pure dominati dall’impunità di fatto dei nuovi squadristi, per lo più intanati nei centri sociali.
Oggi è tutto il centrodestra a chiedere le dimissioni del sindaco Lepore, additato come principale responsabile di quanto accaduto lunedì notte dopo aver chiamato la popolazione in piazza del Nettuno al raccoglimento e alla solidarietà con la famiglia per la morte di Abderrahim Fakir. Una scelta che, al di là delle intenzioni, ha innescato la notte delle violenze. E sui social la premier Meloni – pur chiedendo che si accertino i fatti col massimo rigore – rimarca anche che “chi ha scelto di usare” la vicenda “come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza”, “non cercava la verità: cercava lo scontro“.
Accuse tuttavia respinte dallo stesso Lepore: “Bologna ha visto due piazze. Piazza Nettuno rappresenta Bologna. Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna”. E alla premier ha risposto: “Chiedere verità e giustizia non significa delegittimare chi indossa una divisa”.
CAVANDOLI A LEPORE: “SEI TU IL RESPONSABILE, DIMETTITI”
Anche la deputata leghista Laura Cavandoli punta il dito su Lepore: “Quello che è successo a Bologna dimostra che non è in grado di amministrare la sua città. Si dimetta”.
“Oltre 70 poliziotti rimasti feriti, bombe carta, auto date alle fiamme e numerosi atti vandalici contro la città – dichiara Cavandoli – ma la cosa gravissima è che Lepore non si sia nemmeno accorto che convocare una manifestazione di piazza di quel tenore vuol dire incitare all’odio e alla violenza, mettendo a rischio non solo l’incolumità dei nostri cittadini ma anche la vita di donne e uomini, servitori dello Stato, impegnati quotidianamente a garantire la sicurezza nei nostri territori.
Amministrare una città, quello che avrebbe dovuto fare Lepore, comporta gestire ogni situazione evitando rischi e pericoli per i cittadini, scongiurando episodi di violenza come quelli che abbiamo visto nelle ultime ore in una Bologna assediata da delinquenti che purtroppo continuano ad affiancare certa sinistra nelle manifestazioni di piazza e dove le vittime finiscono per essere le nostre Forze dell’Ordine.
Il nostro pensiero, oggi – conclude – va agli agenti rimasti feriti cui auguro di tornare in servizio al più presto. Lepore pensi ad assumersi le sue responsabilità. Quello che è successo a Bologna dimostra che non è in grado di amministrare la sua città. Si dimetta”.
Lo dichiara la deputata emiliana della Lega Laura Cavandoli.