3/6/2026 – Il clan partenopeo delle truffe, variamente ramificato e organizzato, continua a imperversare nel reggiano. In questi giorni carabinieri di Casina sono risaliti ai responsabili (al momento presunti) di un raggiro consumato via whatsapp e che è fruttato ben tremila euro. Vittima una pensionata di 67 anni di Casina, alla quale hanno fatto credere che il figlio era nei guai e in pochi minuti ha versato i suoi risparmi in carte prepagate e con bonifici per un totale, appunto, di tremila euro. Quei soldi ovviamente non sono arrivati al figlio: se li sono pappati due magliari dell’era digitale, un ventenne di Napoli e un uomo di 40 anni di Caserta, che hanno architettato la truffa con un clichè vecchio di anni, ma che evidentemente continua a funzionare alla grande.
Il fatto risale al settembre scorso e, oggi, a conclusioni di indagini meticolose, i carabinieri hanno individuato e denunciato i truffatori alla Procura di Reggio emilia per concorso in truffa e sostituzione di persone.
Ma vediamo cosa era accaduto quel giorno di settembre: una storia istruttiva, da conoscere a tenere a mente, perché questo genere di truffe può prendere alla sprovvista chiunque.
Dunque, la vittima – appunto una madre di 67 anni – riceve sul suo telefono un messaggi da un numero sconosciuto: “Mamma tutto bene? Mi si è rotto il telefono, memorizza questo numero e scrivimi su WhatsApp”.
La donna, non sospettando l’inganno poiché il figlio si trovava effettivamente all’estero e aveva accennato a problemi con il cellulare, ha risposto immediatamente.
Il truffatore, fingendosi il figlio, lamentava il blocco del proprio conto corrente e l’urgenza di effettuare alcuni pagamenti.
Indotta in errore, la vittima si è recata presso diversi esercizi commerciali tra Casina e Castelnovo Monti, effettuando tre distinte operazioni di ricarica su carte prepagate e bonifici per un totale di circa 3.000 euro. Solo una volta rientrata a casa. dove il marito aveva appena parlato con il vero figlio, la donna ha compreso di essere stata vittima di un raggiro.
Questa la truffa. Ma i delinquenti, alla fine, sono stati individuati.
Gli accertamenti condotti dai militari di Casina, attraverso l’analisi dei flussi di denaro e la collaborazione con Poste Italiane, hanno permesso di risalire ai titolari dei conti su cui era confluito il denaro, il 40enne casertano e un ragazzo napoletano di 20 anni: due specialisti del ramo con numerosi precedenti di polizia per truffe commesse con modalità analoghe.
In particolare, il ventenne è ricercato per evasione dagli arresti domiciliari: da qualche settimana si è reso irreperibile. Da qui la denuncia dei carabinieri alla Procura per concorso in truffa e sostituzione di persona.
basta poco
04/06/2026 alle 10:12
Non capisco questa ingenuità a dare soldi previa verifica,anche da parte degli anziani.
Ho avuto mamme zie e nonne che avrebbero mandato a cagare all’istante chiunque.
Non si risponde al telefono agli sconosciuti, diversamente si chiamano immediatamente le forze dell’Ordine.