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Colture e allevamenti in pericolo, allarme Cia
Villani: “Basta polemiche, diga di Vetto urgente”
“Senz’acqua e senza agricoltura non c’è futuro”

26/6/2026 – Questa ondata di caldo eccezionale “rappresenta una delle emergenze più gravi degli ultimi anni per l’agricoltura reggiana“. Lo afferma Valeria Villani, presidente provinciale della Cia – Confederazione Italiana Agricoltori, che prospetta una lista impressionante di guai.

Caldo intenso e prolungato, precipitazioni insufficienti e una crescente necessità di acqua stanno mettendo sotto pressione le aziende agricole in una delle fasi più delicate dell’anno. E con le preoccupazioni per la sorte dei raccolti crescono anche i costi di produzione, tra maggiori consumi irrigui e spese sempre più elevate per rinfrescare le stalle.

Valeria Villani in un campo di mais bruciato

“L’agricoltura è il settore che più di ogni altro paga le conseguenze del cambiamento climatico – afferma Valeria Villani –. Le aziende agricole stanno sostenendo costi sempre più elevati per garantire le produzioni e il benessere degli animali. Non possiamo più parlare di eventi eccezionali: caldo estremo e siccità sono ormai la nuova normalità e impongono investimenti e politiche capaci di sostenere concretamente il settore”.

Le colture estensive, a partire da mais, sorgo e pomodoro, stanno soffrendo lo stress idrico proprio durante l’accrescimento, con il rischio di una riduzione delle rese produttive e della qualità. Anche i prati stabili, indispensabili per alimentare le bovine da latte destinate alla produzione del Parmigiano Reggiano, mostrano già segni di sofferenza e cresce la preoccupazione per la disponibilità di foraggi nei prossimi mesi.

Non va meglio per il comparto ortofrutticolo, tra i più esposti agli effetti delle temperature estreme. Frutta e ortaggi stanno subendo danni sempre più evidenti: scottature sui frutti, maturazioni anticipate, pezzature ridotte e un fabbisogno idrico in continuoaumento proprio nel periodo di massima produzione.

Anche il settore vitivinicolo guarda con apprensione alle prossime settimane: il caldo persistente può compromettere l’equilibrio vegetativo delle piante e incidere sulla vendemmia.

“Un’emergenza che investe anche gli allevamenti – ricorda la presidente Cia – Le temperature elevate sottopongono gli animali a un forte stress, causando un significativo calo della produzione di latte, un peggioramento delle condizioni di benessere e un aumento dei problemi sanitari”.

Nel frattempo “i costi aziendali continuano a lievitare: servono sempre più acqua per irrigare i campi e sempre più energia per ventilare e raffrescare le stalle, nel tentativo di contenere gli effetti di un caldo ormai fuori controllo. Per molte aziende agricole, la sfida non è più soltanto produrre, ma riuscire a resistere“.

“Ogni estate ci troviamo a contare i danni, mentre il clima continua a cambiare davanti ai nostri occhi – prosegue Villani –. L’acqua non può essere affrontata come un problema del momento: deve diventare una priorità nazionale.

È indispensabile accelerare la realizzazione degli invasi: basta polemiche, è fondamentale e urgente la diga sull’Enza“.

“Occorrono infrastrutture moderne e reti irrigue efficienti. Serve investire nella capacità di trattenere l’acqua quando è disponibile per utilizzarla nei periodi di maggiore necessità. Ogni ritardo lo pagano le aziende agricole, ma alla fine lo paga tutta la collettività”.

CIA Reggio Emilia continuerà a monitorare la situazione, chiedendo alle istituzioni interventi rapidi per sostenere le imprese agricole e politiche strutturali capaci di rendere il settore più resiliente.

“Difendere l’agricoltura – conclude Valeria Villani – significa difendere il cibo, il paesaggio, l’economia e la sicurezza del nostro territorio. Oggi più che mai servono scelte coraggiose, perché senza acqua e senza agricoltura non c’è sovranità alimentare, non c’è tutela del territorio e non c’è futuro per le nostre comunità”.

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