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“Sgombrare Aq16? Non ci pensiamo nemmeno”
L’assessore Prandi fa dietrofront
Insulta le opposizioni e ringrazia il centro sociale

11/6/2026 – Sgombrare AQ16? Non ci pensiamo nemmeno. Ma ti pareva. Il procedimento amministrativo propedeutico all’ordinanza di sgombero del capannone di via Fratelli Manfredi, occupato da decenni dagli ex ragazzi del centro sociale, è praticamente solo un incidente di percorso. Massì.

“Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dalla Prefettura dalle forze dell’ordine che indichi un’intenzione di procedere a uno sgombero – tuona oggi l’assessore Prandi – Chi sostiene il contrario fa propaganda sulla pelle di un’esperienza sociale che da oltre vent’anni è parte della vita di questa città”. E allora: tutto irregolare, quindi tutto bene. Come nella migliore tradizione reggiana, naturalmente se è di sinistra doc.

Ma la delibera dirigenziale di cinque pagine, notificata agli attivisti di Aq16 è lì, e non lascia dubbi. Ora per togliersi d’impaccio di fronte a decisioni politiche a lui superiori, l’assessore sale sulla cattedra delle procedure. E infatti ammette che la politica salverà gli amici e compagni di Aq16, sia pure giulivamente irregolari e come minimo in mora di decenni di canoni, imposte e tasse.

“Lo dico con chiarezza, perché in questi giorni si è letto e sentito di tutto: non esiste alcuna volontà da parte del Comune di Reggio Emilia di sgomberare il laboratorio sociale Aq16 – afferma oggi l’assessore alla Partecipazione e, non per ironia, “Cura delle Città” – Chi conosce, anche solo superficialmente, il funzionamento di una pubblica amministrazione sa distinguere tra un atto istruttorio dovuto e una decisione politica”.

Evidentemente in Consiglio comunale c’è chi questa distinzione non la conosce, o finge di non conoscerla. L’avvio di un procedimento amministrativo con fase di contraddittorio è esattamente l’opposto di uno sgombero: è la garanzia che ogni passaggio avvenga nella legalità, con la possibilità per l’associazione di presentare osservazioni, documenti e proposte”. 

“E’ un atto dovuto nel percorso di regolarizzazione che stiamo intraprendendo, da mesi, con la collaborazione dell’associazione che vogliamo ringraziare“. Proprio così. 

“Le opposizioni, che per settimane hanno inondato gli uffici di interrogazioni e accessi agli atti arrivando perfino a scomodare il Prefetto, hanno dimostrato di non comprendere — o di voler strumentalizzare — l’ordinaria attività di un ente proprietario che ha l’obbligo di legge di verificare la sicurezza del proprio patrimonio. Se il loro obiettivo era costruire un caso politico, hanno solo certificato la propria scarsa conoscenza delle procedure“.

La realtà è che da mesi è in corso un percorso di partecipazione con l’associazione, che si è costituita come ente del terzo settore, ha chiesto l’iscrizione al Runts e ha depositato una proposta progettuale per la concessione degli spazi. L’obiettivo dell’amministrazione è regolarizzare quella presenza, riconoscendone il valore, e mettere in sicurezza un immobile pubblico, dentro un quadro di trasparenza e legalità. Questo è governare. Il resto è rumore.”

Avete capito: chi chiede chiarezza, trasparenza e rispetto delle regole da parte di tutti è un ignorante, nel senso che non sa le procedure, e fa solo “rumore”. Gli altri, quelli a cui tutto è dovuto per diritto politico, vanno solo ringraziati. Grazie assessore Prandi.

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Una risposta a 1

  1. Guido Rispondi

    12/06/2026 alle 11:26

    🥲🥲🥲🥲😂😂😂😂😂😰😰😰😰😰😰😰

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