18/6/2026 -Il Papa ha ricordato il cardinale Camillo Ruini esprimendo “gratitudine al Signore per il dono di questo stimato uomo di Chiesa, che visse con generosità il suo ministero“.
Leone XIV ha definito Ruini “esperto e saggio fratello, corroborato da fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante, che ha servito con discrezione e abnegazione il Vangelo e la Chiesa”. Sarà proprio il Pontefice a celebrare le esequie oggi pomeriggio alle 16 nella Basilica di San Pietro.
Con lui ci saranno cardinali, vescovi, e anche parroci romani perché il cardinale, scomparso a 95 anni, è stato per decenni punto di riferimento della Chiesa di Roma e d’Italia.
Poi il feretro sarà condotto nella diocesi natale del cardinale, Reggio Emilia, per una seconda funzione funebre presieduta dall’arcivescovo Giacomo Morandi nella Cattedrale di Reggio Emilia venerdì 19 giugno, alle 16.
La celebrazione eucaristica,resieduta dall’arcivescovo Giacomo Morandi nella Cattedrale di Reggio Emilia venerdì 19 giugno 2026 alle ore 16 , sarà trasmessa in diretta streaming a cura del Centro Diocesano Comunicazioni Sociali, condivisibile al seguente link https://www.youtube.com/live/-cv9X8HcSt0
Quindi la salma sarà sepolta nella tomba di famiglia al cimitero di Dinazzano. Sino a oggi pomeriggio è stato incessante l’omaggio della salma nella c amera ardente allestita al Seminario romano.
Tra i primi a rendere omaggio il cardinale Matteo Zuppi e monsignor Giuseppe Baturi, presidente e segretario di quella Conferenza episcopale italiana guidata per anni con intelligenza, visione del futuro, forte presenza e spirito ecumenico proprio dal cardinale reggiano.
Sono arrivati, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, Pierferdinando Casini, Andrea Riccardi, mons. Rino Fisichella.
Camillo Ruini è dunque morto come voleva: a casa e circondato dai suoi affetti, accudito fino all’ultimo da Pierina, sua assistente da una vita. A lei aveva chiesto da settimane di non essere portato in ospedale e di essere curato, per quanto fosse possibile, a casa.
Chi l’ha potuto incontrare negli ultimi giorni ha trovato il solito Ruini lucido, dalla mente vivace. Ma le difficoltà fisiche, a partire dalla necessità costante dell’ossigeno, facevano pensare che questa volta la situazione era irreversibile.
A ricordare Ruini è tutto il mondo cattolico, da Comunione e Liberazione all’Azione Cattolica, da Sant’Egidio al Rinnovamento nello Spirito. Perché il cardinale, nella sua concezione della Chiesa, che non doveva essere “irrilevante”, ha sostenuto preti e movimenti ecclesiali, parrocchie e sacerdoti.
Nei suoi diciassette anni alla guida della diocesi di Roma, come vicario di Papa Wojtyla, ha inaugurato quasi sessanta nuove chiese, affidandone la progettazione ad architetti, in un tempo in cui dentro la Chiesa si tendeva a risparmiare, senza puntare troppo alla bellezza dell’arte.
Alla guida della Cei ha avuto un rapporto privilegiato con la politica che oggi, nonostante il cambio di generazione, lo ricorda con stima. Maurizio Lupi di Noi Moderati rilancia una delle frasi più famose del porporato: “Meglio essere perseguitati che ininfluenti“.
“Era un padre spirituale, una guida e un grandissimo esempio di fede”, confida il ministro della Famiglia Eugenia Roccella. Un ricordo arriva dalla Polonia, dal cardinale Stanislaw Dziwisz, storico segretario di Giovanni Paolo II, “a cui fu vicino in momenti decisivi per la vita della Chiesa e della società, sempre animato dal desiderio di testimoniare il Vangelo nel cuore degli uomini e del mondo”, come ricorda lo stesso arcivescovo emerito di Cracovia.
Attestati di stima sono espressi anche dalla Comunità ebraica di Roma: lo definisce “una figura emblematica e protagonista della vita religiosa e civile del nostro Paese” ricordando in particolare “il suo impegno nel dialogo ecumenico e interreligioso”.
CLAUDIO BASSI: UNA GUIDA SI CURA PER NOI CATTOLICI IMPEGNATI IN POLITICA
Un ricordo commosso del cardinl Ruini arriva dall’avvocato Claudio Bassi, consigliere capogruppo di Forza Italia in Sala del Tricolore.
“Da sempre il Card. Ruini è stato un limpido faro ed una guida acuta e sicura per noi cattolici impegnati anche in politica – scrive Bassi – Uomo di grande talento, nel corso dei vari anni ci ha trasmesso delle certezze ed in particolare la certezza ed intransigenza sui valori non negoziabili quali la vita, la famiglia, la libertà educativa e l’etica.
E’ pure stato un solido punto di riferimento per quanti di noi hanno frequentato, nei vari anni, l’Associazione Culturale “L’ Altra proposta”, nata per favorire una maggiore presenza dei cattolici nei luoghi di cultura nonché della formazione della pubblica opinione.