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Nickname Eterno
Pestato da 5 africani il ventenne leghista che filma spaccia e maranza
Ma per i media mainstream il provocatore è lui

DI PIERLUIGI GHIGGINI

6/6/2026 – Aggredito, ferito con prognosi di 15 giorni e pure mazziato sui social e anche dalle istituzioni, che lo hanno denunciato per rissa. E’ finita così la sortita di Ferenc Venturelli, vent’anni, reggiano, attivista della Lega fra i più giovani, seguitissimo sui social col nickname Eterno come reporter e influencer urbano a caccia di zone degradate, spacciatori e conventicole di giovani immigrati non proprio immacolati.

Il pestaggio subito in centro a Parma il pomeriggio di giovedì 4 giugno da parte di 5 ragazzi africani inferociti che lo hanno preso a calci, pugni e pestoni nelle mani, mentre era a terra sul marciapiede, sarebbe finito molto peggio se il suo amico Alessandro, 24 anni, che documentava la scena, non li avesse messo in fuga a suon di spray al peperoncino. Qualcuno aveva tirato fuori un coltello.

Il fattaccio è avvenuto in zona Pilotta. Con approccio homemade, ma simile a quello dalle Iene o dei reporter storici di Striscia la Notizia, Eterno si è avvicinato a un gruppetto di ragazzi africani di stanza intorno al monumento a Giuseppe Verdi, e non certo perché fan sfegatati del Cigno di Busseto. Sono bastati pochi secondi di scambio verbale a distanza per far scattare l’inseguimento e la fuga a gambe levate. Come documentano le immagini girate dall’amico, lo hanno raggiunto in via Verdi almeno in 5, lo hanno scaraventato a terra e lo hanno gonfiato di botte. Poi la fuga.

Ecco il racconto di Eterno: “Verso le 18,30 eravamo nella zona di via Verdi a Parma dove stavamo completando la realizzazione di alcuni video per le nostre future Storie sul web. Siamo stati avvicinati da alcuni giovani di origine africana: non volevano che girassimo le immagini. Abbiamo risposto che riprendevamo noi stessi e non loro. Ma uno di quegli stranieri non ha accettato la nostra versione e si è avvicinato minaccioso, brandendo una bottiglia di vetro. Noi ci siamo allontanati per evitare l’aggressione violenta. Ma ci hanno inseguiti. Erano almeno una ventina. Quando ho visto il mio amico che rischiava di essere colpito da una bottigliata, mi sono avvicinato con lo spray. E lì mi hanno afferrato in cinque, gettandomi a terra per colpirmi con calci e pugni”.

Ma è spuntato anche un coltello tra le mani di uno degli aggressori. “Il mio amico se n’è accorto ed è corso verso di noi, usando lo spray, che finalmente li ha messi in fuga. Mentre altre persone, attirate dalle urla, si stavano avvicinando”. Ferenc è sicuro che fosse conosciuto da chi lo ha aggredito. “Mentre si avvicinavano, uno di loro mi ha detto “Leghista di m..”.

A conferma che c’è tutto un mondo, pure politicamente protetto, tiene d’occhi il giovane influencer, e gliel’ha giurata.

“E’ la prima volta – aggiunge – che subisco un’aggressione fisica: ho provato davvero paura. Per fortuna l’intervento del mio amico ha evitato che uno di quegli uomini usasse il coltello contro di me. Io non sono contro gli immigrati, ma contro quelli che decidono di non integrarsi, che usano la violenza. Anche se nati in Italia e immigrati di seconda generazione, andrebbero identificati, condannati e rispediti nel loro Paese d’origine per la gravità delle loro azioni”.

Eppure la storia non è finita sul marciapiede di via Verdi e al pronto soccorso del Maggiore. E continuata in rete non solo una valanga di insulti e minacce al giovane attivista reggiano, ma con la mobilitazione dei media mainstream che lo bollano come provocatore e fanno passare da vittime i loro aggressori. Insomma, Eterno se l’è cercata, e gli sta bene così.

Emblematici i titoli on line di alcune testate nazionali: “L’influencer leghista Eterno provoca e insulta un gruppo di migranti“, “Insulti razzisti a dei ragazzi. Influencer leghista aggredito dal gruppo“.

Ora, si possono non approvare metodi e linguaggio di Eterno, considerare scorretto e pesante il suo approccio: quello di un ventenne occhialuto che ha il fegato di andare a scovare spacciatori, maranza e baby gang. I vecchi del mestiere come noi, anzi, hanno il dovere si consigliarli un certa moderazione, nei metodi e nei toni. anche perchè alla fine, lo sbragamento non paga mai.

Nondimeno è semplicemente vergognoso che alcuni grandi media non difendano, ma anzi attacchino chi viene aggredito mentre fa il lavoro del cronista, anche se non ha tesserini in tasca, qualunque sia la fede politica. E, soprattutto lo espongano a nuove aggressioni e minacce sul web. Ancora una volta, lo spettacolo è indecente.

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Una risposta a 1

  1. Bea Rispondi

    07/06/2026 alle 08:23

    Ma come son messi male i cittadini reggiani…

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