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Flop storico al Campovolo: tressette col morto a Palazzo Civico
E ora si aggira lo spettro della revoca
Reggio Civica spara a zero: “Amministrazione suddita di potentati locali”

11/6/2026Contrordine. E’ una giornata di virate a 180° per la sinistra di governo reggiana e i suoi apparentati. Dopo il dietrofont dell’assessore Prandi sulle procedure di sgombero di Aq16, si apprende in serata che la società C.Volo ha avuto un ripensamento e – a differenza di quanto annunciato in precedenza – dovrebbe essere presente col presidente Cattini alla riunione della Commissione consiliare convocata alle 18 di venerdì 12 per discutere del naufragio di Helwatt Festival e lrelative disgrazie dell’arena spettacoli.

Salve ulteriori giravolte, dunque, non sarà un tressette col morto, bensì un normale scopetta da osteria: al tavolo opposizioni e sindacati, amministrazione comunale, Pd come l’ultimo giapponese e i privati, però sovvenzionati, della C.Volo. Sempre che la società di gestione, le cui spiegazioni e i cui progetti sono attesissimi, dimostri di essere in vita e pensante.

11/6/2026 – “Se nell’ambito della concessione da parte di Enac al gestore questa parte concertistica è stata data a garanzia dell’equilibrio economico per la parte aeronautica, è evidente che il gestore si deve impegnare a farla funzionare per il meglio. In caso contrario, potrebbero esserci anche gli estremi per la revoca della concessione“. In altre termini: o la Rcf Arena funziona bene, paga il canone previsto alla società Aeroporto (140 mila euro l’anno) e non provoca perdite alla parte aeronautica del Campovolo, oppre la subconcessione che ha reso possibile la nascita dell’arena spettacoli potrebbe essere essere cancellata.

Ad agitare lo spettro della revoca non è una persona qualsiasi: è Pierluigi Di Palma, presidente di Enac, l’ente nazionale Aviazione Civile che ha competenza su tutto il demanio del Campovolo e che al suo tempo diede il via libera, a condizioni precise, alla subconcessione dell’arena spettacoli,devoluta alla società C.Volo da parte della società Aeroporto di Reggio Emilia: un’ operazione sofisticata sul filo della normativa, quanto orchestrata nelle stanze più o meno segrete degli enti locali e della politica (leggasi Pd) . E il colosso Coopservice, che non si era mai occupato di spettacoli dal vivo se non con i service cleaning e vigilanza, a fare da braccio operativo. E la Regione di Bonaccini a fare il primo pieno di benzina alla macchina del progetto Arena.

La notizia di una possibile revoca della concessione è deflagrata a Reggio Emilia alla vigilia della Commissione consiliare convocata domani, venerdì 12 giugno, sulla ferita sanguinante di Hellwatt Festival e sul futuro dell’Arena. Riunione alla quale tuttavia non parteciperanno la società C. Volo e il suo presidente Cattini. Sarà, per dirla alla paesana, un tressette col morto.

Si scopriranno molte carte, ma non quelle decisive per capire cosa abbia generato il naufragio di luglio. anche se in queste ore circolano gossip minimalistici, che in questa situazione hanno una stretta somiglianza col rasoio di Occam. La C.Volo, dopo l’annullamento da parte del prefetto Angieri dei concerti Kanye West (70 mila biglietti venduti) e di Travis Scott (circa trentamila), dopo aver chiuso Hellwatt e varato ma subito affondato Gaia of Pulse, avrebbe deciso di annullare anche tutto il resto causa un flop spaventoso delle prevendite, si dice al massimo 5 mila ticket venduti per serata. Il che avrebbe provocato un bagno economico capace ammazzare anche un colosso come, appunto, Coopservice e con lei tutto l’arcipelago imprenditoriale reggiano compartecipe dell’impresa.

E ora, ciliegina finale, traballa anche la concessione. Evidente a questo punto che i gestori dovranno mettere mano a un progetto di rilancio credibile, sostenibile, realistico e redditizio quanto basta – e con un management altrettanto credibile e sostenibile – se non vorranno chiudere bottega una volta per tutte.

Per questa ragione la Reggio Civica dell’avvocato Giovanni Tarquini parla di “notizia bomba” , a proposito delle considerazioni di Di Palma, che “squarciano il velo di ipocrisia su RCF Arena: l’area concertistica doveva garantire l’equilibrio economico. Il fallimento della stagione estiva ora mette a rischio tutto. E a questo chi ci aveva pensato?”, si chiedono Tarquini, Carmine Migale e Matteo Marchesini.

“LO STOP DEL PREFETTO COME COLPO DI SPUGNA”

“Il paradosso è che lo stop del Prefetto, imposto per motivi di sicurezza, prenda la forma del perfetto “colpo di spugna” – scrivono i tre esponenti di Reggio Civica – una scialuppa di salvataggio, politico e contrattuale, per coprire le macerie di una gestione fallimentare, offrendo la scusa della “forza maggiore” a chi ha dimostrato incapacità manageriale. Un po’ come nascondere la polvere sotto il tappeto.

Il quadro, poi, si fa squallido alla vigilia della Commissione consiliare d’inchiesta. La società C.Volo, o meglio il suo presidente ha già annunciato che diserterà l’aula. Ma di tutti i prestigiosi soci, taluni imprenditori affermati e di successo, di cui si compone la società che sia davvero l’unico “titolato” a dare spiegazioni stentiamo a crederlo”.

E aggiungono: “I manager che hanno creato questo disastro economico e reputazionale rifiutano di dare spiegazioni alla città e la presidente di Commissione Sara Paderni, in evidente imbarazzo, schiacciata tra le spinte che le arrivano dal suo partito e le resistenze di chi esige chiarezza, allarga le braccia al cielo e dice: “Non posso obbligarli“. Che tenerezza…. Ma in che mani è finita Reggio Emilia?

“LA GIUNTA E DE FRANCO COMPARSE DI UN SISTEMA PRIVATISTICO CHE DETTA LEGGE”

“La giunta comunale e ancor più l’assessore di riferimento e vice-sindaco e segretario del PD cittadino, Lanfranco De Franco, sono ridotti a comparse di un sistema privatistico che detta legge, fa profitto e pretende che tutti stiano sempre zitti, soprattutto quando il giocattolo si rompe. Le responsabilità politiche della giunta del sindaco “civico” Marco Massari, in perfetta continuità con la passata amministrazione di Luca Vecchi, sono imbarazzanti. A febbraio sfilavano tronfi davanti a telecamere e flash per annunciare il festival Hellwatt, tramutato in Pulse of Gaia e presto defunto. Oggi, davanti al deserto dell’estate 2026, si limitano al “rammarico” e alla proposta di fantomatici quanto antiquati “tavoli di lavoro”, ignorando il vero problema di tutta questa vicenda: la governance degli eventi. Manca una regia pubblica“.

“SUDDITANZA AI POTENTATI ECONOMICI LOCALI”

Perché “l’Arena dei sogni è nata con la faccia (e nomi e cognomi) della politica locale, che aveva il dovere di vigilare perché quei sogni si avverassero e portassero reale beneficio alla città. Se l’amministrazione non conosceva i rischi, è stata umiliata dai privati; se sapeva, la complicità è totale. Il Comune ora non può nascondersi, in ogni caso non ha scampo.

I consiglieri di Reggio Civica chiudono con parole di fuoco: “La credibilità di questa amministrazione si infrange sulla sudditanza a potentati economici locali che, nei fatti, hanno dimostrato di badare solo al proprio profitto e di non rispondere a nessuno.

E anzi, evidentemente è a loro che qualcuno deve rispondere“. Ma i cittadini vogliono trasparenza “non una politica che fa da scudo a manager in fuga o a chissà chi altri dietro di loro. Allora, consigliamo a tutti questi di frequentare meno buffet e di concentrarsi di più e meglio sul proprio ruolo e le proprie funzioni“.

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Una risposta a 1

  1. Carlo Menozzi Rispondi

    13/06/2026 alle 08:28

    Il presidente della provincia, presente pure lui alla conferenza stampa, che scrisse pure una lettera alla C.Volo per essere aggiornato sul traffico con tanto di articolo sulla gazzetta, non ha nulla da dire? Defilato in silenzio…

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