16/6/2026 – La Chiesa è in lutto per la scomparsa del cardinale Camillo Ruini, spirato questa sera nella sua casa di Roma.
Ruini, nato a Sassuolo e fortemente legato a Reggio Emilia, aveva 95 anni. Malato da tempo e in sedia a rotelle, il “don Camillo” dei reggiani, arciprete emerito di San Giovanni in Laterano ,era ancora una delle voci più ascoltate della Chiesa cattolica, di cui è stato uno degli esponenti maggiormente influenti e creativi anche nel rapporto col mondo politico, ma soprattutto nei grandi progetti sociali e culturali.
Ordinato sacerdote sotto il vescovo Socche, ordinato vescovo da monsignor Baroni nel 1983 e cardinale il 28 giugno 1991 da Giovanni Paolo Secondo, ha lasciato il segno come Cardinale vicario per la diocesi di Roma e come presidente della Conferenza Episcopale Italiana, difensore della centralità della Chiesa e del mondo cattolico, artefice del suo rinnovamento culturale in decenni di grandi mutamenti a livello globale.
l’arcivescovo Giacomo Morandi e la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla ne hanno dato l’annuncio in serata.
“Con la morte del Cardinale – scrive Morandi in una nota ufficiale – la Chiesa italiana piange un pastore autentico, appassionato e intelligente. Il Signore lo accolga nella sua misericordia infinita, colmandolo di tutte le benedizioni per il suo ricco e profondo ministero a servizio del popolo di Dio“.
L’ANNUNCIO DELL’ ARCIVESCOVO MORANDI
L’Arcivescovo Monsignor Giacomo Morandi, unitamente a tutta la Chiesa diocesana di Reggio Emilia e Guastalla con i suoi presbiteri, i diaconi e i fedeli si raccoglie in preghiera nell’accompagnare il Cardinale Camillo Ruini all’incontro con il Signore.
Nella sua lunga vita sacerdotale, in gran parte vissuta qui, nella sua diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, il Cardinale Ruini, con intelligenza e generosità, ha saputo testimoniare la sua fede nel Signore Risorto, consapevole che questa fede era un patrimonio da custodire e da trasmettere, sia nell’ambito privato, sia in quello pubblico.
Chiamato da Giovanni Paolo II a collaborare da vicino con il suo ministero, sia come suo Vicario a Roma, sia come Presidente della CEI, ha saputo guidare la Conferenza Episcopale Italiana con sapienza e lungimiranza.
Uomo di profonda cultura e di vero amore per la Chiesa, il Cardinale è stato una presenza fondamentale per la Diocesi alla quale, nonostante gli impegni che ha ricoperto a livello nazionale, è sempre rimasto fortemente legato. A Reggio Emilia è vivo il ricordo del suo impegno sia come docente, sia come stretto collaboratore del Vescovo, Monsignor Gilberto Baroni, e come animatore di numerose attività culturali nel famoso centro pastorale Giovanni XXIII.
La Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla è grata al Signore per la sua presenza, in particolare rivolta alla formazione culturale e spirituale dei giovani e di generazioni di preti: il Cardinale ha donato alla Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla decenni di autentico apostolato e di passione per l’evangelizzazione. Dapprima Vescovo ausiliare della nostra Diocesi e poi Segretario della Conferenza episcopale italiana, Ruini ha ricoperto il ruolo di presidente della CEI per quasi un ventennio; profonde e puntuali le sue prolusioni alle assemblee dei vescovi, sempre ricche di stimoli e capaci di offrire una lettura dialogica e intelligente della storia.
Nel suo ministero il Cardinale ha saputo unire l’intelligenza della fede con la cultura e l’impegno sociale, offrendo in un tempo non facile indicazioni e orientamenti per il cammino della Chiesa in Italia. “Don Camillo” nel tempo ha sempre mantenuto rapporti vividi con gli amici di Reggio Emilia e relazioni autentiche dettate dall’affetto e da una sincera attenzione.
Con la morte del Cardinale la Chiesa italiana piange un pastore autentico, appassionato e intelligente. Il Signore lo accolga nella sua misericordia infinita, colmandolo di tutte le benedizioni per il suo ricco e profondo ministero a servizio del popolo di Dio.
Quanto prima verranno date comunicazioni su momenti di preghiera a livello diocesano in suffragio dell’anima del Cardinale.“
CAMILLO RUINI
Era nato a Sassuolo, in provincia di Modena e diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, il 19 febbraio 1931. Aveva compiuto gli studi filosofici e teologici a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, come alunno dell’Almo Collegio Capranica, conseguendo la licenza in filosofia e teologia ed era stato poi ordinato sacerdote l’8 dicembre del 1954.
Diventa vescovo nel 1983 e solo tre anni dopo Giovanni Paolo II lo chiama a ricoprire il ruolo di segretario generale della Cei, della quale diverrà presidente nel ’91. E’ la sua guida a rafforzare il ruolo dei cattolici dopo il tramonto del vecchio partito di rappresentanza, la Dc.
Dopo essere stato tra i più stretti collaboratori di Giovanni Paolo II, che lo volle appunto presidente della Cei e suo vicario per Roma al termine dell’era-Poletti, e dopo essere stato uno dei grandi elettori di Joseph Ratzinger come nuovo Papa, Ruini è rimasto comunque un punto di riferimento nel Collegio cardinalizio, e ancor più nella Chiesa italiana, dove l’eredità della sua leadership e la stessa corrente dei ‘ruiniani’ ha rappresentato anche negli anni successivi una anima essenziale della Chiesa italiana.
Di fatto Ruini non si era mai ritirato del tutto, ricevendo vescovi, sacerdoti ma anche giornalisti. Quando la salute glielo consentiva ha partecipato, anche recentemente, alle celebrazioni del Papa nella basilica di San Pietro. Il momento d’oro di Ruini restano comunque quei tre lustri alla guida della Chiesa italiana. Con i cattolici rimasti orfani della Dc, i vescovi, con lui alla guida, sono scesi in campo direttamente per difendere le proprie istanze; hanno lanciato l’offensiva dei valori contro la secolarizzazione del Paese, che ha messo i temi della vita e della bioetica al centro del confronto politico e culturale, che nel 2005, convincendo gli italiani a non votare, ha anche vinto clamorosamente la sfida dei referendum abrogativi della legge 40 sulla procreazione assistita. Sono gli anni della Chiesa ‘identitaria’ che ha visto però un cambio di rotta con l’avvento di Papa Francesco che ha sparigliato le carte della Chiesa italiana, nominando parroci e missionari ai vertici delle diocesi, e non tenendo conto più di quella storia secondo la quale alcune sedi italiane erano cardinalizie.
La stessa Cei negli anni ha reimpostato il suo rapporto con i governi che si sono succeduti nel Paese.
‘Meglio criticati che irrilevanti‘, era stata invece la reazione di Ruini, in un’intervista degli anni passati alle critiche di chi accusava la Chiesa di eccessiva ingerenza negli affari pubblici.
Noti i suoi rapporti gelidi con Prodi premier, che pure aveva unito in matrimonio con Flavia Franzoni, ma di cui non accettò il proclama da ‘cattolico adulto’ in occasione proprio del referendum sulla Legge 40. I rapporti del card. Ruini con la destra, comunque, non sono mai stati di appoggio aperto, anche se in una intervista al Corriere della Sera di questi anni rivelò di non voluto appoggiare la richiesta dell’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro di far cadere Silvio Berlusconi.
Nell’ultima intervista, a febbraio per i suoi 95 anni sempre al Corriere, aveva espresso un commento positivo sulla premier Giorgia Meloni. E su Leone XIV aveva commentato: ‘La mia impressione è ottima. Con Papa Francesco mi sono trovato in difficoltà‘.